Prima ancora dell’invio in missione c’รจ la convocazione, e poi la forza (dynamis) dello Spirito. L’evangelista Luca lo sottolinea: la dynamis viene prima della exousรญa, cioรจ dell’autoritร , del potere. Come a dirci che non si puรฒ esercitare realmente alcuna autoritร se essa non riceve alcun dono carismatico da Dio. Altrimenti resterebbe solo un ruolo sulla carta, una funzione da svolgere; non una missione. Per quella, occorre uno slancio che non ci diamo da soli. ร, appunto, una missione: un invio, un apostolato, un essere mandati fuori.
A fondamento di tutto c’รจ una chiamata, che non รจ un sentimento intimistico, ma โ dall’esterno โ una vera e propria con-vocazione (syn-kaleo): siamo chiamati dalla realtร fuori di noi. Inoltre, in vista dell’invio, i Dodici sono convocati sempre insieme, e non da soli. Anche laddove ci sia un apostolato solitario o eremitico, la missione evangelizzatrice rimane sempre in unitร con la Chiesa.
Questo rimane attuale anche per noi: siamo chiamati insieme, sostenuti dallo Spirito, e inviati non per autocandidatura ma sinodalmente come Chiesa, per nel mondo non tanto un nostro piano pastorale, quanto la Buona Notizia che cura e guarisce.
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). ร socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. ร docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. ร un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
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Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesรน. Un’immersione nella storicitร dei Vangeli, Postfazione di Gรฉrard Rossรฉ, EDB 2019.
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