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Piotr Zygulski – Commento al Vangelo del 24 Settembre 2025

Prima ancora dell’invio in missione c’è la convocazione, e poi la forza (dynamis) dello Spirito. L’evangelista Luca lo sottolinea: la dynamis viene prima della exousía, cioè dell’autorità, del potere. Come a dirci che non si può esercitare realmente alcuna autorità se essa non riceve alcun dono carismatico da Dio. Altrimenti resterebbe solo un ruolo sulla carta, una funzione da svolgere; non una missione. Per quella, occorre uno slancio che non ci diamo da soli. È, appunto, una missione: un invio, un apostolato, un essere mandati fuori.

A fondamento di tutto c’è una chiamata, che non è un sentimento intimistico, ma – dall’esterno – una vera e propria con-vocazione (syn-kaleo): siamo chiamati dalla realtà fuori di noi. Inoltre, in vista dell’invio, i Dodici sono convocati sempre insieme, e non da soli. Anche laddove ci sia un apostolato solitario o eremitico, la missione evangelizzatrice rimane sempre in unità con la Chiesa.

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Questo rimane attuale anche per noi: siamo chiamati insieme, sostenuti dallo Spirito, e inviati non per autocandidatura ma sinodalmente come Chiesa, per nel mondo non tanto un nostro piano pastorale, quanto la Buona Notizia che cura e guarisce.

Fonte

Commento a cura di:

Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.

Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.

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