Anche un disonesto puรฒ insegnarci qualcosa
Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santitร per la Cittร del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.
Il Cardinale Comastri utilizza questo racconto biblico per sottolineare come persino la preoccupazione del personaggio per il proprio futuro, sebbene disonesta, serva da monito per i credenti, i quali dovrebbero mostrare uno zelo maggiore nel perseguire la ricchezza eterna rispetto a quanto fanno i “figli di questo mondo” per i beni materiali.
Il Card. Comastri mette in guardia contro il pericolo della ricchezza materiale โ definita “disonesta” non solo perchรฉ spesso ottenuta con l’inganno, ma perchรฉ fugace โ esortando l’uditorio a usarla per fare del bene, come sintetizzato dalle parole di Madre Teresa di Calcutta. L’omelia culmina nell’esortazione a non servire due padroni, Dio e il denaro, e a scegliere l’amore, l’umiltร e la caritร come vera ricchezza della vita.
Trascrizione del video
Sia lodato Gesรน Cristo. Venticinquesima domenica. La parabola di questa domenica รจ veramente singolare, anzi, potremmo definirla ardita. Infatti, ha come protagonista un amministratore disonesto. Perchรฉ Gesรน racconta proprio una storia di disonestร ? Ecco il motivo: anche il male puรฒ farci riflettere.
Gesรน evidentemente non loda la disonestร dell’amministratore, ma la sua preoccupazione per garantirsi il futuro in questo mondo. Ed ecco la puntuale riflessione di Gesรน: “I figli di questo mondo, cioรจ coloro che cercano soltanto la ricchezza di questo mondo che passa velocemente, i figli di questo mondo sono piรน scaltri, cioรจ piรน zelanti, dei figli della luce, cioรจ di coloro che sanno che la vera ricchezza non รจ quaggiรน, ma รจ al di lร di questa vita.” Che cosa significano queste parole? Gesรน sta parlando ai discepoli; oggi potremmo dire che sta parlando ai credenti, ai cristiani, quindi a noi. E Gesรน esclama: “Guardate quelli che non credono: per la vita di quaggiรน, per la sistemazione economica in questi brevi anni di vita, fanno fatiche incredibili.”
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Eppure, osserva Gesรน, costoro si sacrificano per cose banali, per cose che passano, per cose che durano una breve stagione. E, sollecitato da questo fatto, Gesรน domanda: “Perchรฉ voi che credete, voi che sapete qual รจ la vera ricchezza, non mettete almeno pari impegno per assicurarvi la ricchezza che conta, quella che conta davanti a Dio?”
Dobbiamo riconoscere che esistono persone che, per accumulare denaro, fanno sacrifici incredibili e si sottopongono a fatiche incessanti. Viene spontanea la domanda: perchรฉ noi che conosciamo qual รจ il vero tesoro della vita non facciamo almeno altrettanti sacrifici per guadagnarlo? Il Salmo 49 ci consegna questo saggio avvertimento: “Se vede un uomo arricchirsi, non temere, non temere se aumenta la gloria della sua casa. Quando muore, costui non porta con sรฉ nulla nรฉ scende con lui la sua gloria.” Eppure, tanti fanno sacrifici incredibili per accumulare ricchezze che lasceranno entro poco tempo.
Osservate anche un altro fatto: coloro che partecipano alle gare di bellezza del corpo (bellezza che dura poco) fanno sacrifici inimmaginabili. Perchรฉ noi che sappiamo qual รจ la vera bellezza, che รจ la bellezza dell’anima pura, la bellezza dell’anima in comunione con Dio e liberata dall’orgoglio, dall’egoismo, perchรฉ non mettiamo altrettanto impegno per conseguire questa bellezza?
A tale proposito, vi racconto un episodio che fa tanto pensare. Nell’estate dell’anno 1962 avevo 19 anni e mi preparavo al primo anno di teologia. Quell’anno partecipai ad un campo scuola per adolescenti della mia diocesi e ogni giorno mi fu chiesto di preparare una piccola riflessione all’inizio della giornata. Ricordo che il 4 agosto (poi capirete perchรฉ ricordo il giorno esattamente) chiesi ai ragazzi e alle ragazze: “A chi vorreste assomigliare?” Quasi tutti i ragazzi mi dissero che volevano rassomigliare a dei calciatori allora famosissimi, e le ragazze quasi tutte mi dissero che avrebbero voluto rassomigliare all’attrice allora famosissima Marylin Monroe. Era il 4 agosto 1962. Il giorno successivo, 5 agosto, la radio diffuse la notizia che l’attrice si era suicidata.
Ricordo che ripresi la conversazione e dissi alle ragazze e ai ragazzi: “State attenti, non fatevi ingannare da falsi modelli di felicitร . Aprite gli occhi, perchรฉ alla vostra etร รจ tanto facile prendere abbagli.” ร l’insegnamento che Gesรน vuole darci con la parabola di questa domenica.
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E Gesรน aggiunge con tono quasi accorato: “Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perchรฉ quando verrร a mancare vi accolgano nelle dimore eterne.” Gesรน prende in considerazione uno degli ostacoli piรน pericolosi che fermano il cammino dell’uomo verso il cielo, cioรจ verso Dio. L’ostacolo piรน pericoloso รจ il denaro, cioรจ la ricchezza materiale in tutte le sue espressioni.
Notate innanzitutto: Gesรน chiama disonesta la ricchezza. Perchรฉ? Perchรฉ le grandi ricchezze, notatelo, non si fanno con il lavoro, ma con l’imbroglio, con la disonestร . Ed รจ vero. Gesรน allora ci dice: “Usate la ricchezza non come scopo della vita, ma come mezzo per fare del bene, perchรฉ alla fine della vita resterร soltanto il bene che avete compiuto.”
Ricordo che mi fecero tanta impressione queste parole di Madre Teresa di Calcutta. Disse: “Al termine della vita porteremo con noi soltanto la valigia della caritร . Preoccupiamoci di riempirla finchรฉ siamo in tempo.” Queste parole di Madre Teresa sono la sintesi dell’insegnamento del Vangelo di questa domenica.
E Gesรน conclude con un ammonimento: “Attenti, non potete servire due padroni. Non potete servire Dio e il denaro. Bisogna scegliere.” Chiediamoci nel silenzio del nostro cuore: chi รจ il Signore della mia vita? Per chi vivo e che cosa cerco prima di tutto nelle fatiche di ogni giorno? Dobbiamo riconoscere che molto spesso l’orgoglio, e soltanto l’orgoglio, รจ il padrone della nostra vita. Ed รจ altrettanto vero che per molte persone รจ il denaro, il profitto, l’accumulare, lo scopo della vita. Gesรน ci dice: “Non rendetevi schiavi del padrone sbagliato. Mettete Dio al primo posto, vivendo l’amore, la bontร , la misericordia, l’umiltร , e sarete liberi, veramente liberi e veramente felici.”
Ricordo ciรฒ che disse il giornalista Augusto Guerriero, noto con lo pseudonimo di Ricciardetto, dopo aver incontrato Madre Teresa in una parrocchia a Roma. Il giornalista disse: “Baciai le mani di quella donna povera e felice e pensai: ‘Quelle mani quanto bene hanno fatto, quante lacrime hanno asciugato, quanto conforto hanno trasmesso!’ E poi guardai le mie mani e dovetti riconoscere che erano piene soltanto di ambizione, di vanitร , di esibizione, e mi vergognai di avere speso inutilmente tanti anni della mia vita.”
Le parole di Gesรน vogliono condurci a questo esame di coscienza per orientare la nostra vita alla ricerca dell’unica e vera ricchezza: la ricchezza dell’amore vissuto giorno per giorno, lรฌ dove viviamo, come frutto della fede e dell’incontro con Gesรน nella Santa Eucaristia. Sia veramente cosรฌ anche per noi. Sia lodato Gesรน Cristo.
