I detti evangelici di oggi, dal tenore sapienziale, possono sembrare un po’ scollegati tra loro; in effetti รจ cosรฌ, perchรฉ circolavano probabilmente isolati. Ma forse vi รจ una relazione che sembra emergere da come li ha assemblati Luca, che crea un collegamento.
Dall’albero, i frutti. Dal cuore, le parole. Dalle fondamenta, la resistenza. Da qualcosa di intimo, interiore e nascosto emerge qualcos’altro di pubblico, esteriore e visibile. La causa di ciรฒ che si manifesta รจ spesso occulta, ma non per questo meno reale o importante. Tutt’altro. Il Vangelo di oggi ci invita ad averne cura.
Lo si puรฒ fare in molti modi. Partendo dall’ultimo detto, da azioni coerenti con quanto si predica. Non necessariamente visibili, anzi, purchรฉ vissute con una coerenza tale da assicurare soliditร alla nostra vita. Non รจ poi da trascurare l’intenzione che fa emergere atti e parole. E qui entra in gioco il discernimento. Sta a noi ascoltarci per distinguere ciรฒ che ci nutre da ciรฒ che ci fa marcire.
E lo possiamo fare imparando a intuire cosa sceglierebbe Gesรน, lui che รจ il fondamento della nostra vita cristiana. Sta a noi decidere cosa assecondare. Sta a noi fare un po’ di sana pulizia nel profondo. Saremo teneri frutti, e porteremo frutti di tenerezza, nella misura in cui attingeremo teneramente all’albero della vita.
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Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). ร socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. ร docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. ร un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesรน. Un’immersione nella storicitร dei Vangeli, Postfazione di Gรฉrard Rossรฉ, EDB 2019.
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