SIAMO NEMICI DI DIO AMATI GRATUITAMENTE DA LUI PER AMARE GRATUITAMENTE OGNI NOSTRO NEMICO
A voi che andate a messa, che fate parte di comunità e movimenti, che ascoltate la mia parola io vi dico: se non amate i nemici, di cristiano, cioè del mio discepolo, non avete nulla. Perché un cristiano ama il nemico, sine glossa. Tutto il resto è puro ornamento; carino, fine e magari pure elegante, ma non non fa di te un cristiano.
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Però, è una follia pretendere di amare chi mi ha tolto l’onore (percuotere sulla guancia destra era il gesto con cui si sfidava a duello, come quando più tardi si gettava il guanto di manrovescio; ti sfido a riprenderti l’onore…). E’ assurdo e irragionevole fare del bene a chi mi ha fatto e continua a farmi male.
Sì, essere cristiani è tutto questo e di più. Con queste parole Gesù ci sta dicendo che è impossibile diventarlo! Non basta volerlo e impegnarsi, perché di fronte al nemico vero evaporano tutte le buone intenzioni e gli sforzi si rivelano insufficienti. Bisogna rinascere nella Chiesa come figli dell’Altissimo! Rinascere e crescere nella fede per vivere da figlio di Dio.
Ecco il significato autentico di quel “a voi che ascoltate”: “voi” che nella Parola del Vangelo siete rinati con Cristo in una vita nuova che ha vinto il peccato e la morte, e per questo amate oltre il peccato e la morte; “voi” che avete sperimentato il perdono di Dio che vi ha rigenerato nelle viscere di misericordia della Chiesa.
In essa non ci siamo mai sentiti giudicati né condannati; alla luce della Parola di Dio ci siamo invece scoperti un nemico di Cristo che lo ha maledetto e maltrattato migliaia di volte nel fratello; e abbiamo sperimentato il suo amore conoscendo in esso il Padre benevolo con noi, così ingrati, cioè incapaci di fare nulla gratuitamente perché malvagi, ovvero senza bene dentro, senza la vita divina. Insomma, “voi” è chiunque si è sentito amato da Dio così come è.
La Parola ascoltata ha aperto i suoi occhi sulla Croce dove Cristo ha consegnato se stesso in misura traboccante, sino alla fine, per strapparlo alla schiavitù del peccato con un amore senza riserve e condizioni, che ha riversato in lui per mezzo dello Spirito Santo.
Le parole di Gesù giungono oggi a noi per dirci: coraggio, ti ho amato e ti amo quando mi hai maltrattato nelle persone che hai ingannato e sedotto, usato e gettato via come fossero oggetti; quando mi hai maledetto smontando pezzo a pezzo la dignità di un collega; quando hai preso ciò che non è tuo, mille volte al giorno, quella ragazza che appare nuda sul sito porno per esempio, per la quale ho pagato io con il mio sangue, come per la tua fidanzata, tua moglie, i tuoi figli di cui ti sei impossessato.
Ti ho amato sempre, senza sperare nulla da te; ti ho dato tutto, lasciando che ti prendessi la mia vita, senza richiedertela. Ho fatto per te tutto quello che avrei desiderato tu facessi a me: ti ho ascoltato, consolato, guarito, anche se tu sei stato ingrato con me.
E sai perché? Perché morendo crocifisso per te ho fatto a gara con il demonio e l’ho vinto, ricevendo così un premio grande e una misura traboccante mi è stata versata nel grembo: tu! Risorgendo ti ho ricevuto in dono, per salvarti nel grembo della Chiesa che è il mio corpo qui in terra.
In esso siamo stati deposti, tu ed io, per rinascere e vivere la vita di Cristo che ha vinto la morte: per questo possiamo amare oltre la morte che ci procura un nemico. Amarlo non è dunque una legge o un comandamento, è, semplicemente, la vita eterna che abbraccia coloro che, coloro che ne sono sprovvisti, rifiutano come una minaccia.
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Ma se siamo rinati con Cristo e abbiamo in noi la sua vita traboccante e infinita, non temiamo più nessuno: chi potrebbe rubarci un tesoro inesauribile? Se siamo risorti con Cristo e per questo già seduti con Lui alla destra del Padre, chi potrebbe insidiarci il posto?
Come Gesù potremo allora offrire la vita prima ancora che vengano a strapparcela, perché con la misura con cui siamo misurati da Lui misuriamo anche noi; un cristiano, infatti, non ha più le unità di misura dei pagani, i criteri e il pensiero del mondo.
Perché ogni situazione che siamo chiamati a vivere è eccezionale e necessita un amore smisurato, che, come il Nilo, tracimi dal letto abituale, quello dell’ordinaria amministrazione dei compromessi ipocriti e impauriti, per fecondare e donare la vita.
Un cristiano è “alter Christus”, un altro Cristo; debole certo, e ancora peccatore, ma che cosa vuoi che sia un granello di sabbia (i nostri peccati) se paragonato con una spiaggia di mille chilometri (il suo amore)?
Coraggio allora, perché proprio noi che ascoltiamo stiamo camminando nella Chiesa per essere trasformati, giorno dopo giorno, nell’immagine del Padre celeste, assomigliando ogni istante di più al suo Figlio diletto, nel cui grembo misericordioso è accolto e amato ogni uomo.
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