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don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 14 Settembre 2025

Domenica 14 Settembre 2025 - ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE - Festa - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Gv 3,13-17

Data:

L’Esaltazione della Croce: Trasformazione e Fede

Il commento di don Fabio si concentra sulla festa dell’Esaltazione della Croce, sottolineandone l’importanza centrale per la fede cristiana e il percorso di salvezza. Viene stabilito un parallelismo tra il viaggio di Israele nel deserto e il cammino di trasformazione interiore del credente, evidenziando come l’uscita dall’Egitto rappresenti un cambiamento esterno, mentre i quarant’anni nel deserto simboleggiano la lunga e difficile trasformazione del cuore.

Don Fabio utilizza l’episodio dei serpenti nel deserto come metafora delle conseguenze dell’autoreferenzialità e della sfiducia in Dio, che portano a situazioni di “morte” spirituale. La soluzione a questa condizione è presentata attraverso l’atto apparentemente illogico di guardare il serpente di bronzo, che prefigura la salvezza ottenuta attraverso la “assurdità” della Croce di Cristo. In definitiva, la Croce è vista come lo “scalpello di Dio”, l’occasione oggettiva e irrazionale per abbandonarsi completamente a Dio e permettere la propria trasformazione in un “uomo nuovo”.

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Continua dopo il video.

https://youtu.be/DsxxQg_zHOY

Don Fabio Rosini commenta la festa dell’Esaltazione della Croce, sottolineando come sia un momento nodale e centrale per la fede cristiana. La Chiesa esalta la Croce per darle l’importanza dovuta, considerandola una “porta” essenziale per comprendere l’esperienza della salvezza.

La liturgia collega questa festa al racconto del libro dei Numeri, che narra l’avventura del popolo di Israele nel deserto dopo l’uscita dall’Egitto. Il cammino di quarant’anni nel deserto è presentato come un percorso paradigmatico di trasformazione spirituale e interiore. Mentre ci volle poco per togliere Israele dall’Egitto fisico, ci vollero quarant’anni per togliere l’Egitto dal cuore degli Israeliti, evidenziando la difficoltà di cambiare la propria interiorità.

Questo cammino nel deserto rappresenta un cambio generazionale, simboleggiando il passaggio dall’”uomo vecchio” all’”uomo nuovo”. L’uomo prima della conversione (o pre-battesimale) deve superare i limiti della propria autoreferenzialità per diventare il figlio di Dio che sa vivere nella “terra nuova”.

Nel racconto del deserto, il popolo mormora, non sopporta il viaggio e non si fida del percorso di Dio, credendosi più intelligente. Questa mancanza di fiducia porta a essere “morsi da un serpente”, un’esperienza che introduce in un ambiente di morte quando si assolutizza la propria visione. Per essere salvati, Mosè deve innalzare un serpente di bronzo su un’asta, e il popolo deve guardarlo. Questo atto, apparentemente inconsistente o astruso, richiede un atto di fiducia in Dio.

Don Rosini collega direttamente questo episodio alla Croce di Gesù Cristo. Egli spiega che la salvezza avviene attraverso l’“assurdità della croce”, proprio come la salvezza dal morso dei serpenti avvenne guardando il serpente di bronzo. Le “croci che ci visitano” nella vita sono viste come opportunità concrete per consegnarsi nelle mani di Dio e decidere se fidarsi di Lui. La croce è lo “scalpello di Dio” che ci trasforma in uomini nuovi attraverso la tribolazione e il dolore, se ci abbandoniamo a Lui. Questa esperienza non è spiegabile razionalmente, ma è un atto di totale abbandono a Dio. Gesù Cristo ci ha amato fino a consegnarsi a noi, e ora attende che noi facciamo il contrario, consegnandoci a Lui per sperimentare ciò che può fare con la nostra vita.

Qui tutti i commenti di don Fabio Rosini

Commento di don Fabio Rosini al Vangelo di domenica 14 settembre 2025 – Anno C, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).

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