Una folla numerosa accompagna Gesรน, รจ attratta e affascinata da Lui. I numeri, perรฒ, con la loro logica, agli occhi del Maestro, non sono garanzia di fedeltร . La vera sequela di Gesรน non si misura sulla quantitร delle presenze fisiche, ma sulla profonditร dellโamore che abita i cuori.
Gesรน sembra quasi raffreddare lโentusiasmo della folla con parole che spiazzano: โSe uno viene a me e non mi ama piรน di suo padre, della madre, della moglie, dei figli, dei fratelli, delle sorelle e perfino della propria vita, non puรฒ essere mio discepoloโ. Il testo alla lettera suona persino piรน graffiante: โse uno viene a me e non odia (misei) suo padre, sua madreโฆโ. ร senza dubbio un linguaggio duro, chiaro, esigente.
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Sebbene Gesรน non ci stia chiedendo di disprezzare la famiglia o la vita, perchรฉ se fosse cosรฌ andrebbe contro lโopera della creazione e il IV comandamento, ci invita, perรฒ, a stabilire un ordine di prioritร dellโamore. Al vertice sta Lui, il Figlio del Padre, colui che ci ha amati fino alla fine. Tutti gli altri legami, per quanto belli e sacri, devono trovare la loro misura e la loro veritร in questo amore assoluto, senza mai contraddirlo o edulcorarlo.
Seguire Gesรน significa imparare a non vivere di compromessi, ma di prioritร chiare: prima Dio, poi tutto il resto. Questo amore di cui ci parla il Maestro, non rimane astratto, ma si fa carne in un gesto concreto: la croce. Portare la croce non รจ sopportare qualche difficoltร quotidiana, ma assumere la logica del dono totale di sรฉ, quello che Lui ha vissuto in pienezza per amore.
Significa smettere di vivere solo per sรฉ stessi, per i propri progetti, per la propria sicurezza, e imparare a perdere la vita perchรฉ altri abbiano vita. Di fronte a tali esigenze, Gesรน ci mette in guardia nel saper calcolare bene le forze, come un costruttore che vuole alzare una torre o un re che si prepara alla battaglia. Non รจ certamente un semplice invito alla prudenza mondana, ma ad una profonda luciditร spirituale.
So che รจ una strada in salita? so che costa? Essere cristiani non รจ un hobby, non รจ una parentesi della domenica, non รจ una devozione consolante. ร unโavventura che chiede tutto, una scelta che investe la vita intera, senza compromessi e ripensamenti.
E allora ecco lโultima parola, la piรน radicale di tutte: โChiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non puรฒ essere mio discepoloโ. Gli โaveriโ non sono solo i beni materiali, ossia ciรฒ che noi possediamo, ma tutto ciรฒ che piuttosto ci possiede: la brama di successo, lโorgoglio, la paura di perdere le nostre posizioni, il bisogno di apparire.
Gesรน ci vuole liberi da tutto questo perchรฉ possiamo amare davvero senza riserve. In fondo, il Vangelo di oggi ci pone una domanda decisiva: cosa occupa il primo posto nel tuo cuore? Se non รจ Cristo, allora il discepolato rimane incompiuto.
Non si tratta di diventare eroi, ma di accogliere il Suo amore e lasciarsi trasformare da esso. ร Lui che ci rende capaci di amare piรน dei nostri limiti, piรน delle nostre paure, piรน delle nostre ricchezze. Il cristiano non รจ colui che possiede molte cose, ma colui che, avendo incontrato Gesรน, scopre che Lui รจ il tesoro piรน grande e che tutto il resto puรฒ essere lasciato, perchรฉ in Lui cโรจ la vita vera.
Per gentile concessione di don Luciano Labanca, dal suo sito.
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