Tempo Ordinario XXII, Colore verde – Lezionario: Ciclo C | Anno I, Salterio: sett. 2
Fratelli e sorelle, oggi la liturgia ci guida in un cammino che intreccia gratitudine, misericordia e missione. Le parole di Paolo, il canto del salmista e il Vangelo di Luca ci aprono il cuore a un unico respiro: l’amore di Dio che salva, guarisce e ci manda nel mondo.
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Col 1,1-8
La parola di verità è giunta a voi, come in tutto il mondo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Timòteo, ai santi e credenti fratelli in Cristo che sono a Colosse: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro.
Noi rendiamo grazie a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, continuamente pregando per voi, avendo avuto notizie della vostra fede in Cristo Gesù e della carità che avete verso tutti i santi a causa della speranza che vi attende nei cieli.
Ne avete già udito l’annuncio dalla parola di verità del Vangelo che è giunto a voi. E come in tutto il mondo esso porta frutto e si sviluppa, così avviene anche fra voi, dal giorno in cui avete ascoltato e conosciuto la grazia di Dio nella verità, che avete appreso da Èpafra, nostro caro compagno nel ministero: egli è presso di voi un fedele ministro di Cristo e ci ha pure manifestato il vostro amore nello Spirito.
Paolo ringrazia Dio per la fede e l’amore che i cristiani di Colossi hanno ricevuto in Cristo Gesù, e li incoraggia a rimanere saldi nel Vangelo, che porta frutto in tutto il mondo.
Dal Sal 51 (52)
R. Confido nella fedeltà di Dio, in eterno e per sempre.
Come olivo verdeggiante nella casa di Dio,
confido nella fedeltà di Dio
in eterno e per sempre. R.
Voglio renderti grazie in eterno
per quanto hai operato;
spero nel tuo nome, perché è buono,
davanti ai tuoi fedeli. R.
Confido nella misericordia di Dio, in eterno e per sempre. Come ulivo verdeggiante nella casa di Dio, mi abbandono al suo amore che non tramonta.
Lc 4,38-44
È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato.
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.
Parola del Signore.
Gesù guarisce la suocera di Simone e molti altri malati. Al mattino si ritira in un luogo deserto per pregare, ma la folla lo cerca e lo trattiene. Egli risponde che deve annunciare il Regno anche alle altre città, perché per questo è stato mandato.
🌿 Commento finale
La Parola di oggi ci invita a un cuore colmo di gratitudine. Paolo, nella sua lettera, apre il suo canto di ringraziamento ricordando che la fede non nasce da noi, ma dall’annuncio del Vangelo che mette radici e porta frutti. È come un seme che, nutrito dallo Spirito, cresce e diventa albero vivo.
Il salmista ci aiuta a riconoscere che questo albero non si regge sulle nostre forze, ma sulla misericordia di Dio: un amore fedele che non viene meno, come la linfa che scorre in un ulivo sempreverde. Chi si affida a questa sorgente non appassisce, anche quando le stagioni della vita si fanno dure.
E nel Vangelo vediamo questo amore prendere carne nelle mani di Gesù. Egli si avvicina a chi soffre, rialza chi è piegato dalla malattia, libera chi è oppresso. Ma non si lascia trattenere: il suo amore non è per pochi, è per tutti. Gesù ci ricorda che la guarigione più profonda è l’annuncio del Regno, che raggiunge ogni città, ogni cuore, ogni tempo.
Così, uniti, i tre brani ci mostrano un cammino: accogliere con gratitudine il dono della fede, radicarci nella misericordia di Dio, e lasciarci inviare da Cristo per portare speranza e consolazione agli altri.
Fratelli e sorelle, la Parola di oggi ci lascia una certezza: Dio opera in noi e attraverso di noi. Come ulivo verde nella sua casa, possiamo vivere di fiducia e di luce, certi che l’amore di Cristo non ci guarisce solo per noi stessi, ma per farci testimoni della sua salvezza nel mondo.
