Commento al Vangelo del 1 Settembre 2025 – Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato 2025

Commento al brano del Vangelo di: Lc 4,16-30

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OMELIA PASTORALE IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LA CURA DEL CREATO

Uno degli errori piรน comuni dell’era moderna consiste nell’equiparare il concetto di dominio a quello di sfruttamento. รˆ possibile che questa confusione derivi da un’errata interpretazione del libro della Genesi.

In Gn 1,26, si ritiene che lโ€™ฤdฤm (l’umanitร ) sia stato dotata del potere di esercitare il proprio dominio su tutte le altre creature. Tuttavia, questo dominio non deve essere interpretato come un permesso per esercitare un dispotismo violento, poichรฉ tale atteggiamento sarebbe incompatibile con l’immagine di Dio in cui รจ stato creato: il Creatore esercita la sua autoritร  amando, proteggendo e promuovendo la vita delle sue creature. (cfr. Sal 36, 7; Gen 7, 1-3; Gen 4, 11; Sal 145, 9; Sir 18, 13; Sir 11, 24).

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Attraverso il dominio, gli esseri umani ricevono il compito di collaborare con la volontร  divina di amare, proteggere e promuovere le altre creature. Pertanto, qualsiasi nozione di dominio che significhi sottomissione o sfruttamento deve essere respinta, poichรฉ contraddice il modo in cui Dio agisce.

Il dominio che deve essere esercitato sul creato implica che l’essere umano si assuma l’impegno di guidarlo e di proteggerlo. Il suo dominio sul creato deve essere interpretato come un atto di servizio. Questo servizio implica il rispetto di Dio e della sua opera, nonchรฉ l’assunzione di un impegno ecologico che, nel corso della storia e soprattutto in tempi recenti, non รจ sempre stato onorato fedelmente.

Il 30 giugno, nell’ambito della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, Papa Leone XIV ha pronunciato un messaggio in cui ci ha esortato, come pellegrini di speranza, a diventare semi di pace e di speranza, non solo mediante azioni concrete, ma anche attraverso la nostra fede, pregando insieme e adottando misure risolutive, cosรฌ che la profezia di Isaia possa diventare realtร  nella nostra vita.

Come egli stesso ha affermato: ยซMa infine in noi sarร  infuso uno spirito dall’alto; allora il deserto diventerร  un giardino fertile, e il giardino sarร  considerato una selva. Nel deserto prenderร  dimora il diritto e la giustizia regnerร  nel giardino. Praticare la giustizia darร  pace, onorare la giustizia darร  tranquillitร  e sicurezza per sempre. Il mio popolo abiterร  in una dimora di pace, in abitazioni tranquille, in luoghi sicuriยป. (Is 32, 15-18).

Nell’ambito della lettura del Vangelo (Lc 4,16-30), questo dominio รจ spiegato in modo significativo quando Gesรน stesso proclama quale sarebbe stata la sua missione. Il suo dominio si manifestรฒ con la venuta tra di noi per portare la Buona Novella ai poveri, guarire quelli che hanno il cuore contrito, liberare i prigionieri, restituire la vista ai ciechi, liberare gli oppressi e i feriti.

Nel suo dominio, portรฒ fondamentalmente il Vangelo o la Buona Novella per il creato. Quando Gesรน parlรฒ per la prima volta nella sua cittร  natale, lo fece per proclamare il favore di Dio verso il suo popolo.

Si recรฒ alla sinagoga per leggere la lettura del giorno e questo gli permise di presentarsi come il Messia, il liberatore. Nella Parola di Dio, รจ il Dio dell’Alleanza che si rivolge al popolo che รจ stato scelto come strumento per portare la salvezza all’umanitร  intera.

Questa parola merita di essere accolta con amore, rispetto e attenzione, poichรฉ rappresenta la vita e la fedeltร , una parola che irradia amore anche quando ci ferisce ricordandoci i nostri errori e la necessitร  di riprendere la retta via.

Oltre ad essere predicata, la Parola di Dio ha un impatto concreto, poichรฉ attraverso di essa gli esseri umani scoprono ciรฒ che Lui dice loro e ciรฒ che si aspetta da loro nel presente. Seguire la Parola di Dio o vivere secondo il Vangelo porta con sรฉ, come ricompensa, la vita eterna.

Gesรน รจ venuto affinchรฉ noi avessimo la vita e l’avessimo in abbondanza, nell’eternitร  (Gv 10,10).

San Paolo ci aiuta a comprendere questa ricompensa della vita eterna nella prima lettura, quando parla dei fedeli defunti la cui vita รจ assicurata in cielo, nostro patrimonio comune.

Nella lettera ai Tessalonicesi 4,13-18, Paolo sottolinea che, a differenza dei non credenti, noi conserviamo la speranza di ottenere questa ricompensa dopo aver concluso il nostro viaggio terreno.

Pertanto, il cielo รจ il nostro patrimonio comune; รจ la ricompensa del Vangelo che viene data ai poveri, la vita abbondante promessa da Cristo e la libertร  dalla schiavitรน mondana.

Mentre attendiamo la vita eterna, siamo chiamati a prenderci cura del mondo che Dio ci ha affidato. Il nostro viaggio verso il cielo inizia qui sulla Terra, quindi รจ essenziale che ce ne prendiamo cura e che lo nutriamo adeguatamente.

La lettura del Vangelo ci racconta come Gesรน giunse a Nazareth, dove trascorse la sua infanzia (Lc 4,16). La Terra รจ il luogo dove sono cresciuti i santi, dove fiorisce il Vangelo e si diffonde l’insegnamento di Cristo.

รˆ qui che incontriamo Dio attraverso le meravigliose creazioni che ci circondano e che rivelano la sua gloria (Sal 19,1). Per questo, รจ fondamentale assumersi la responsabilitร  di prenderci cura della Terra, poichรฉ essa fa parte del nostro cammino verso il cielo.

Attraverso la realtร  creata, possiamo intravedere l’opera di Dio. Tuttavia, รจ allarmante come l’industrializzazione, la deforestazione e altre misure economiche egoistiche e sfruttatrici stiano distruggendo l’ecologia e offuscando queste belle testimonianze dell’opera di Dio.

Siamo chiamati a completare la bellezza del creato e non a diminuirla o distruggerla. Infatti, la lettura profetica di Gesรน nel Vangelo รจ chiamata haftarah, che significa โ€œcompletamentoโ€.

Nel Vangelo di Luca 4,17-18 vediamo Gesรน leggere, nella sinagoga della sua cittร , un passo del profeta Isaia: ยซOggi si รจ adempiuta questa Scritturaยป. Possiamo immaginare la gioia e lo stupore che invasero coloro che lo ascoltavano quel giorno, cosรฌ come la gioia di tutto il creato, che geme e attende la redenzione (Col 1,15-20).

La Parola di Dio ci rivela ciรฒ che Dio sta facendo oggi nel nostro mondo. Come avveniva nella lettura della Legge, il popolo ebraico, illuminato dal Levitico che spiegava il significato dei testi, era invitato a lodare Dio; allo stesso modo, i cristiani sono chiamati a riconoscere in Cristo la Parola di Dio fatta carne, che ha bisogno di essere ascoltata costantemente e che ci garantisce il suo amore inesauribile.

L’amore di Cristo non solo giova all’umanitร , ma รจ anche celebrato come redenzione cosmica (cfr. Rm 8,19-23; Col 1,15-20). Questo significa semplicemente che il suo effetto si estende a tutte le creature del mondo.

Ciรฒ รจ anche in linea con la concezione cristiana secondo la quale il destino di tutto il creato รจ legato al mistero di Cristo: ยซTutte le cose create, in cielo e sulla terra, sono state fatte per mezzo di lui e in vista di luiยป (Col 1,16).

Nel prologo di Giovanni, Cristo, il Verbo creatore, si รจ fatto carne e ha trovato il suo posto nel cosmo (cfr. Gv 1,14).

La seconda persona della Trinitร  รจ entrata nel cosmo creato e ha unito il proprio destino al suo fino alla croce, ยซrappacificando con il sangue della sua croceยป (Col 1,19-20).

Attraverso la croce, Cristo ha giร  sopportato la violenza e, con la sua risurrezione, ha dimostrato che รจ l’amore, e non la violenza, a dare e preservare la vita. In questo modo, l’amore disinteressato di Cristo ha interrotto il circolo vizioso della violenza umana e ha stabilito un’autentica amicizia benefica per tutti.

In questo contesto, una persona di retta coscienza proverร  nel profondo del suo essere una grande tristezza e piangerร  per il nostro mondo, flagellato da violenza, guerre e terrorismo, dall’Africa all’Asia, passando per l’Europa e tutti i continenti.

La vastitร  di questa terra che Dio ci ha affidato affinchรฉ la lavorassimo, la coltivassimo e la proteggessimo รจ diventata improvvisamente (a causa della malvagitร  umana) un cimitero per le vittime innocenti delle guerre e del terrorismo.

A questo proposito, Papa Leone XIV ha affermato che tutta questa brutalitร  dell’essere umano verso il creato รจ conseguenza dei nostri peccati. Ciรฒ implica che dobbiamo sforzarci di cambiare il nostro stile di vita e migliorare, lasciandoci alle spalle il peccato, se vogliamo introdurre cambiamenti significativi nel creato.

Possa Dio donarci la capacitร  di ascoltare la sua Parola, per contribuire positivamente alla costruzione delle nostre famiglie, delle nostre comunitร  e del mondo intero.

Amen.

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