Che cosa fare per essere felici? È la domanda che questo tale pone a Gesù. È la nostra domanda. È la domanda di ogni uomo e donna. È la domanda che dà senso alla nostra vita e la orienta.
Il tale vuole fare qualcosa di buono, o meglio, di bello della sua vita. Ne vuole fare un capolavoro. Ma come?
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Gesù lo orienta sull’amore concreto attraverso alcuni divieti di nuocere alla vita degli altri. È strana la risposta dì Gesù. Ci saremmo aspettati: prega ogni giorno il tuo Dio con suppliche, digiuni, offerte al Tempio…ecc. invece Gesù non nomina neanche Dio. Orienta il tale verso l’amore concreto ai suoi prossimi e il divieto di fare del male. Vivere in pienezza significa mettere in atto quella “bontà” che è caratteristica di Dio solo.
Ma il giovane ribatte a Gesù dicendogli in pratica che è già arrivato a quel livello di vita,ma ancora non è pienamente felice.
Gesù comprende che la sete di felicità e di vita eterna di quell’uomo è molto grande ed invita a fare una cosa che non ha mai fatto: tagliare ciò che lo tiene legato a sé impedendogli il vero amore gratuito. Quindi seguirlo su quella strada di conversione del cuore. Da ricco a povero perché ha condiviso se stesso.
Duro colpo per quel tale. Aveva concepito la sua vita come una bella vetrina dove tutti potessero ammirare ciò che era esposto. Senza essere coinvolto più di tanto.
Oggi diremmo un cristianesimo di facciata, senza conversione vera all’amore buono e bello di Dio.
Quel tale non ci sta. Gesù gli ha chiesto troppo. Preferisce accontentarsi della falsa felicità che conosce.
E tu …che fai? Cosa è per te la felicità, il senso eterno della tua vita? Cosa devi fare ancora che non hai fatto nel tuo cammino di conversione?
Sr Palmarita Guida
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A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
