L’etica del cristiano è essenzialmente un’etica della gratitudine. Vale la pena ribadirlo, contro tutte quelle interpretazioni fuorvianti doloriste o “neopelagiane” basate sulle opere buone da fare per meritarsi il paradiso. Tra l’altro questo discorso può essere esteso anche alle forme ebraica e musulmana del monoteismo di Abramo. Magari in futuro approfondiremo.
L’unico Dio ci desiderava prima ancora che noi fossimo. Ci ha pensato con sé prima ancora che noi ci allontanassimo. Promette prima ancora che noi manteniamo. Ci ama prima ancora che noi amiamo. E ci perdona prima ancora che noi perdoniamo. Ma è un peccato fare cattivo uso di questo per-dono e con-dono. È un dono per: offerto a noi, per ridonarlo agli altri. È un dono con: va condiviso, vissuto con gli altri, rimesso in circolo come un buon caffè sospeso.
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Nel dono stesso del primo passo è iscritta la responsabilità di non farlo cadere nel vuoto, disprezzando quanto ricevuto, bensì di assumere la sua stessa logica. Perché il perdono si propaghi, si diffonda, si moltiplichi esponenzialmente, e il creato giunga finalmente alla riconciliazione cosmica. In questi giorni di canicola attingiamo alla Fonte, per essere a nostra volta ruscelli rinfrescanti.
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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