Forse è poco piacevole a dirsi, eppure spesso le persone più vicine a noi sono quelle che più faticano a capirci. Questo è il realismo evangelico.
Siano essi i famigliari, i vicini di casa, i parrocchiani, quelli che ci hanno visto nascere e muovere i primi passi ci hanno caricato di una serie di aspettative, immagini precostituite, pregiudizi più o meno benevoli. Come nel caso di Gesù. Anzi, il figlio del carpentiere, uno di noi, senza ancora una moglie e senza nemmeno uno straccio di laurea. Eppure le parole che pronunciava in sinagoga non lasciavano indifferenti.
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«Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Il vero scandalo è non riuscire a mettere insieme l’idea che ci si era fatti con la realtà che con evidenza si impone. Qui la gente si inciampa, andandosi a schiantare con i propri pregiudizi difesi sino all’ultimo.
Pensava di averne controllato perlomeno l’origine famigliare, senza aver fatto però i conti con quel Padre celeste che vede nel segreto. Solo dalla relazione con Lui infatti vengono tutte queste cose.
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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