L’essere umano vuole sempre dei segni per credere o rapportarsi con Dio. È normale quando si parla di un Dio che è Spirito. Vogliamo vedere, toccare…noi umani.
E chiediamo segni a Dio ancora oggi a più di 2000 anni di cristianesimo.
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Dio non ama darci segni perché l’unico grande segno della sua presenza e del suo amore è stato Gesù, il Figlio suo.
Chi incontra veramente Gesù nella propria vita non ha bisogno di chiedere segni a Dio della sua presenza o del suo intervento nella propria vita.
Ce lo ricorda Gesù oggi in questa diatriba con i farisei e gli scrivi che non lo avevano accolto come Messia atteso.
E Gesù risponde con un no secco, tacciando quella richiesta come cattiva perché nata da un cuore perverso.
L’unico segno Gesù lo riconduce a sé stesso figurati in Giona che rimase tre giorni e tre notti nella balena. Era il segno della morte e resurrezione di Gesù e della conversione di Giona.
A loro bastava che ascoltassero sul serio la predicazione di Gesù, così come fecero quelli di Ninive che si convertirono.
Anche per noi oggi che sappiamo che Gesù è Dio fra noi, basta la Parola quotidiana come segno della sua Presenza che ci fa passare dalla morte alla vita.
Basta l’eucarestia celebrata e adorata per risorgere ogni giorno con Gesù.
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Parola ed Eucarestia: i due segni della presenza di Dio tra noi. Cosa chiediamo ancora? Facciamo parte anche noi di quella generazione dal cuore indurito e perverso che non capisce la presenza di Dio e la sua volontà? La fede non è magia che ha bisogno di segni, ma è un rapporto intimo d’amore con Gesù, il Segno di amore del Padre.
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
