A chi si rifiuta di credere, e nonostante ciò continua a chiedere a Gesù una prova, sarà dato un segno, sì, ma pur sempre ambiguo, equivocabile, che lascerà necessariamente la libertà di rifiutarlo.
Non è fotografabile né rilevabile scientificamente, eppure è sufficiente a donare uno squarcio di senso per chi è disposto a lasciarsi cambiare. Così era stato il segno di Giona, tre giorni nel ventre del pesce e poi liberato; ma chi poteva testimoniarlo, se non lo Spirito che animava il profeta stesso, visceralmente cambiato da quella esperienza?
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Ed è così pure la Resurrezione di Gesù: chi può testimoniarla, se non lo Spirito che anima le sue apostole e i suoi apostoli, persone cambiate altrettanto visceralmente da quell’incontro?
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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