Le parole del Vangelo di oggi toccano nel profondo le corde dell’esistenza umana perché parlano dell’esperienza della fatica, della stanchezza, della sofferenza che è comune a ciascuno di noi.
Gesù non offre soluzioni preconfezionate ma ci invita ad assumere un atteggiamento di fondo che è quello dell’umiltà e della mitezza. Ma cosa significa essere miti e umili di cuore? Gesù stesso ci mostra questa via, la via di colui che si abbandona con fiducia alla volontà del Padre, anche quando questa volontà è difficile da accogliere e da vivere.
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Quando fai questo, sperimenti come il Signore guida con amore la tua storia e lo fa con e per te cosicché tutto contribuisce al tuo bene, anche quando inizialmente fai fatica a vederlo. Il cristiano poi, non è immune dal dolore e dalla fatica ma può contare sulla compagnia del Signore in ogni momento e questo rende anche il peso più pesante, il dolore più ingiusto possibile.
Uno dei tanti spunti della pagina del Vangelo di oggi è dunque che, l’essere cristiani non ci risparmia nessun dolore ma ci permette di viverlo scorgendo in esso un significato più profondo che lo rende strumento di salvezza. Tutte le volte che le cose per noi hanno un senso diventa possibile viverle, amarle, anche con fatica.
Ciò che è insopportabile non è la fatica ma la mancanza di senso. Vivere la relazione con il Signore ci permette di trovare questo senso e viverlo fino in fondo.
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