don Claudio Doglio – Commento al Vangelo del 20 Luglio 2025

Domenica 20 Luglio 2025 - XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 10,38-42

Data:

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Il commento di don Claudio esamina il tema dell’accoglienza, contrapponendo l’azione all’ascolto attraverso l’episodio biblico di Marta e Maria. Sottolinea come l’ascolto della Parola di Dio e la relazione personale con Gesรน siano la “parte buona” che non verrร  tolta, a differenza delle attivitร  transitorie.

Viene anche richiamata l’accoglienza di Abramo verso gli ospiti divini nella Genesi, evidenziando come l’ospitalitร  generosa porti benedizioni. Infine, si collega il concetto di accoglienza alla lettera ai Colossesi, dove Paolo afferma che Cristo in noi รจ la speranza della gloria, sottolineando che accogliere il Signore porta alla vita eterna.

Trascrizione generata automaticamente da Youtube e rivista tramite IA.

Subito dopo la parabola del buon samaritano, l’evangelista Luca racconta un episodio di accoglienza di Gesรน in casa di Marta e di Maria. Se domenica scorsa il predicatore, commentando la parabola del samaritano, ha detto: “L’importante รจ fare”, oggi deve contraddirsi. Questo perchรฉ, commentando l’episodio di Maria che ascolta Gesรน e che ha scelto la parte buona che non le verrร  tolta, il predicatore dovrebbe dire: “L’importante non รจ fare, ma ascoltare”. L’evangelista ha messo insieme i due episodi proprio per evitare che i predicatori esagerino in un senso o in un altro.

Bisogna fare, ma per poter fare, bisogna ascoltare. L’ascolto si trasforma in azione. Se il fare รจ pieno di preoccupazioni, di affanni ed รจ dispersivo, non รจ un fare cristiano. In questa 16ยช domenica del tempo ordinario ci viene proposto il tema dell’accoglienza. Per poter fare misericordia come il samaritano, bisogna accogliere la parola del Signore. Non bisogna continuare a fare le proprie cose, ma sederci davanti a lui e dare tempo, spazio, accoglienza alla sua persona.

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Proviamo a ragionare sulla formula che Gesรน adopera per lodare Maria di Betania: “ha scelto la parte buona”. Nell’originale greco non c’รจ il comparativo; possiamo anche intendere che รจ la parte migliore, ma viene qualificata semplicemente come la parte buona, quella parte che non le verrร  tolta. Che cos’รจ? Cosa ha scelto Maria rispetto a sua sorella Marta? Ha scelto di dare peso alla persona di Gesรน.

Marta anche accoglie Gesรน in casa sua e gli vuole bene, si impegna a servirlo, si dร  un grande affare. Meno male che ha fatto da mangiare Marta, perchรฉ altrimenti quel giorno avrebbero saltato il pranzo. Il problema di Marta perรฒ non รจ il fare, ma l’agitarsi e il preoccuparsi di molte cose. Al punto che per trattare bene l’ospite lo si trascura: si pensa ai piatti, alle pentole, alle portate, a tutto quello che serve per l’accoglienza e si lascia l’ospite da solo perchรฉ c’รจ da pensare al pranzo.

La parte buona รจ la relazione personale, รจ accogliere la persona di Gesรน, รจ ascoltare la sua parola, รจ diventare amico suo come autentica accoglienza della sua parola. Questo non sarร  mai tolto, perchรฉ nell’eternitร  la relazione di amicizia con Gesรน durerร . Invece il mangiare finisce, ma anche l’educare i giovani o il servire i poveri o il curare gli ammalati รจ azione transitoria di questa epoca terrena. Nell’eternitร  non ci saranno piรน bambini da istruire, poveri da nutrire, malati da curare, e ci sarร  il Signore e la relazione di amicizia con lui. Questo rapporto di misericordia permette di agire bene.

Come scena parallela a quella di Betania, il libro della Genesi ci propone come prima lettura l’accoglienza di Abramo. Il patriarca nell’ora del Mezzogiorno, quando c’รจ un gran caldo, รจ seduto davanti alla tenda e vede arrivare tre uomini. Ne vede tre, ma parla con uno, lo adora come uno solo. รˆ il Signore che si รจ presentato al suo servo e Abramo gli offre una splendida accoglienza.

Viene descritta una superattivitร : quest’uomo centenario, nell’ora piรน calda del giorno, si dร  un gran da fare per preparare un vitello intero e dร  l’incarico a sua moglie Sara, ultranovantenne, di impastare tre sea di fior di farina. Non hanno voluto tradurre il termine “SEA”, che รจ un’unitร  di peso, corrisponde grosso modo a 20 kg di farina, quindi tre sea sono 60 kg, una quantitร  notevole da impastare e da far cuocere. C’รจ da dar da mangiare a un esercito! Sono solo tre gli ospiti, perรฒ il narratore dร  con enfasi la nota della generosa ospitalitร  di Abramo. Accoglie in modo signorile il Signore e, mentre sono a mensa insieme, il Signore gli promette il dono del Figlio, l’annuncio della vita. L’accoglienza del Signore fa vivere, fa nascere una vita nuova.

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Il Salmo 14 รจ una specie di liturgia di ingresso che elenca 10 qualitร , un po’ come i 10 comandamenti, di colui che abita sul monte del Signore: “Chi salirร  il monte del Signore, chi teme il Signore, abiterร  nella sua tenda”. รˆ capovolta l’immagine dell’ospitalitร : siamo noi che ospitiamo il Signore o siamo ospiti nella tenda del Signore? Un po’ tutte e due le cose. Nella nostra vita terrena noi ospitiamo il Signore che ci visita, ma l’importante รจ che noi diventiamo ospiti del Signore, cioรจ possiamo essere accolti e ammessi nella sua tenda per l’eternitร .

La seconda lettura in queste domeniche รจ tratta dalla lettera ai Colossesi, di cui facciamo una lettura semi-continua. Dopo l’inno cristologico dell’apertura, in questa domenica ci รจ proposta una riflessione dell’apostolo che si dice lieto anche nelle sofferenze che deve sopportare, nonostante le difficoltร  del suo ministero. รˆ contento e sa che sta completando nella sua carne quello che dei patimenti di Cristo manca nella sua esperienza. La sofferenza dell’apostolo รจ a favore del corpo di Cristo, che รจ la Chiesa.

La fatica dell’apostolo รจ un servizio, come chi prepara da mangiare per accogliere il Signore, ma รจ un servizio di amore, di accoglienza, appunto, per poter rivelare il mistero. Mistero non รจ semplicemente una cosa che non si capisce. รˆ il progetto di Dio che รจ stato rivelato a noi e in questo passo l’apostolo lo sintetizza in una formula semplice e splendida: “Cristo in voi, speranza della gloria”. Il Cristo รจ dentro di voi, noi lo abbiamo accolto nella nostra casa, รจ diventato partecipe della nostra vita perchรฉ noi vogliamo essere partecipi della sua vita. Cristo รจ in noi ed รจ la speranza della gloria, cioรจ la garanzia, l’attesa certa della gloria. L’abbiamo accolto nella nostra casa con la prospettiva di essere accolti nella sua per avere la vita piena. Noi accogliamo colui che dร  la vita. Scegliamo la parte buona, che รจ la relazione personale con il Signore Gesรน. Questa รจ l’ospitalitร  che il Signore cerca: un ascolto autentico della sua parola tale che ci renda capaci di fare misericordia come lui ha fatto nei nostri confronti.

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