Card. Angelo Comastri – Commento al Vangelo del 13 Luglio 2025

Domenica 13 Luglio 2025 - XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 10,25-37

Data:

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Se vuoi sapere quanto ami Dio, guarda quanto ami i tuoi fratelli

Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santitร  per la Cittร  del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.

Link al video

Quanto Ami Dio: La Prova nell’Amore Fraterno

Si argomenta che un amore genuino per Dio si manifesta concretamente nell’amore verso il prossimo, sottolineando che la mancanza di fraternitร  e la crudeltร  umana derivano dalla negazione di Dio. Il discorso illustra come i santi, attraverso la loro bontร  visibile, riflettano l’amore divino, e come l’amore per Dio sia necessario per la dignitร  umana e la fratellanza.

Viene offerta la parabola del Buon Samaritano come esempio paradigmatico di come l’amore per Dio si traduca nell’aiuto compassionevole verso gli altri, anche verso coloro che sono emarginati o nemici. Infine, il messaggio รจ rafforzato da una citazione di Madre Teresa, che incoraggia a perseverare nell’amore e nel bene nonostante le avversitร .

Trascrizione del video

Sia lodato Gesรน Cristo. Il primo comandamento รจ questo: Amerai Dio con tutto il cuore. Quante volte abbiamo ripetuto questo comandamento eppure, credo che sia il comandamento meno creduto e meno vissuto. Se amassimo veramente Dio con tutto il cuore il mondo sarebbe un incanto di bellezza e noi saremo tutti seminatori di pace e di bontร . Ma Drel Brell, una coraggiosa missionaria del Vangelo negli ambienti scristianizzati di Parigi, diceva: “Quando Dio รจ veramente entrato nel cuore di una persona si vede anche a fior di pelle”. Ed รจ vero, ed รจ per questo che i santi sono calamite che attirano le persone a Dio. Di Maria Teresa di Calcutta la gente diceva: “I suoi occhi sono cosรฌ buoni e cosรฌ sereni che sembrano una finestra dalla quale Dio si affaccia e ci sorride”. Si dovrebbe dire di tutti i cristiani, si dovrebbe dire anche di ciascuno di noi.

Chiediamoci allora: ma perchรฉ รจ doveroso e necessario amare Dio con tutto il cuore? Sia ben chiara una cosa: Dio non ha bisogno di niente, siamo noi che abbiamo bisogno di Dio. Dio ci รจ necessario come la trave portante รจ necessaria per tenere in piedi il tetto, per non farlo crollare. Infatti, se togliamo Dio noi togliamo la ragione della nostra dignitร . Se togliamo Dio, di chi siamo figli? Del nulla. Ma il figlio del nulla non vale nulla e si puรฒ tranquillamente calpestare. E cosรฌ accade oggi, non vi accorgete che per tanta gente la vita non vale piรน niente? Uccidere ormai รจ diventato quasi uno sport. E se togliamo Dio noi togliamo la sorgente della nostra fraternitร . Infatti, se non c’รจ un padre, come possiamo chiamarci ad essere fratelli?. Ecco perchรฉ l’eclissi di Dio, il rifiuto di Dio, coincide sempre con il buio della fraternitร  umana, coincide con l’esplosione della ferocia. A tal proposito รจ sufficiente ricordare che i due totalitarismi atei del secolo scorso hanno scritto le pagine piรน buie e piรน crudeli di tutta la storia dell’umanitร . Visitate un lager o un gulag e vi accorgerete con orrore che cosa produce l’allontanamento da Dio.

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Viene perรฒ una domanda: Come faccio a sapere che amo Dio?. La risposta cristiana รจ un’autentica rivoluzione: Se vuoi sapere quanto ami Dio, guarda quanto ami i tuoi fratelli. Gesรน categoricamente ha affermato: “Qualunque cosa avete fatto al piรน piccolo dei vostri fratelli, voi l’avete fatta a me, cioรจ a Dio”. Ci pensate? E per essere ancora piรน chiaro Gesรน ha detto: “Sappiate che con la stessa misura con cui misurate il prossimo, evidentemente, cosรฌ sarete misurati da Dio”. Sono parole impressionanti. Dio ci aspetta nel prossimo. Lรฌ, nel prossimo, noi decidiamo la qualitร  del nostro rapporto con Dio. Lรฌ, nel prossimo, noi sveliamo la sinceritร  della nostra comunione con Dio oppure sveliamo la falsitร  della nostra vita religiosa.

L’apostolo Giovanni, l’apostolo che posรฒ il capo sul petto di Gesรน e ascoltรฒ dalla viva voce di Gesรน le parole del comandamento nuovo, nella sua prima lettera scrive: “Se uno dice: โ€˜Io amo Dioโ€™, e poi odia il suo fratello, costui รจ un grande bugiardo. Infatti, chi non ama il proprio fratello che vede, non puรฒ amare il Dio che non vede”. Questo รจ il comandamento che abbiamo da lui, da Gesรน: “Chi ama Dio ami il suo fratello”. A questo punto, come dottore della legge, lo domandiamo a Gesรน: “E chi รจ il mio fratello? Chi รจ il prossimo che devo amare?”. Gesรน ci risponde con la parabola del buon samaritano. Seguiamola attentamente.

Dice Gesรน: “Lungo la strada che scende da Gerusalemme a Gerico, sono circa 27 km. Lungo questa strada un poveretto si imbatte nei briganti che gli rubarono tutto, lo percossero e lo lasciarono come un pacco al lato della strada”. Precisiamo subito che questa strada รจ immagine della vita quotidiana, della nostra vita. E questo poveretto colpito dai briganti rappresenta tutte le persone che vengono ferite in qualsiasi modo dalla cattiveria dei prepotenti che riempiono la scena della vita quotidiana a tutti i livelli. Seguiamo ancora il racconto di Gesรน. Che cosa accade? Passa un sacerdote che certamente frequentava il tempio e conosceva la legge, la legge di Dio, compresa la norma “ama il prossimo tuo come te stesso”. Ma costui affretta il passo, ha paura di compromettersi e non si ferma. Altro tanto fa un levita che ugualmente frequentava il tempio e si riteneva vicino a Dio. Anche costui tira dritto e delude Dio.

Mi chiedo: perchรฉ Gesรน costruisce cosรฌ la parabola? Perchรฉ coinvolge due figure che dovrebbero essere i modelli della vita religiosa?. Evidentemente Gesรน vuol dirci questo: State attenti, non si diventa automaticamente buoni appartenendo ad una categoria buona. No, la bontร  non รจ automatica, va scelta, va voluta, va rinnovata ogni giorno e ogni momento. La vita religiosa, attenti, se non ci si sta attenti, puรฒ diventare soltanto un bel vestito che puรฒ nascondere un cuore cattivo. รˆ un rischio possibile per tutti e ringraziamo Gesรน che ce l’ha ricordato.

Torniamo alla parabola. Passa, dice Gesรน, un samaritano, cioรจ un uomo che non era di quel luogo, di quella regione, non era della Giudea. I samaritani erano da lungo tempo in contrasto addirittura con i Giudei per motivi religiosi ed erano ritenuti eretici. Che cosa fa il samaritano? Si commuove, cioรจ lascia passare nel suo cuore la commozione di Dio e tende la mano al fratello, sanando un piccolo frammento di cattiveria e dando una svolta ad un piccolo pezzo di storia, di storia insanguinata. Il samaritano fa tutto quello che รจ nelle sue possibilitร . Quest’uomo, conclude Gesรน, รจ il modello che dovete seguire. Facciamoci dunque qualche domanda: Chi non ha qualche ferito accanto a sรฉ?. Chi di noi non ha qualche persona che piange silenziosamente vicino a noi?. Chi non ha qualche sventurato che soffre per vari motivi e aspetta un soccorso senza avere magari il coraggio di chiederlo?.

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Ricordiamoci che tutto quello che noi facciamo a costoro, Dio lo mette sul nostro conto e ce lo ritroveremo a nostro favore nell’esame dell’ultimo giorno. Maria Teresa di Calcutta, sulla parete di una casa per l’accoglienza di bambini abbandonati, fece scrivere queste parole che sono la sintesi, possiamo dire, della parabola del buon samaritano. Dicono cosรฌ: “L’uomo รจ irragionevole, illogico, egoista, non importa, tu amalo lo stesso. Se fai del bene ti attribuiranno secondi fini, non importa, tu fai del bene ugualmente. Quello che per anni hai costruito puรฒ essere distrutto in un attimo, non importa, tu continua a costruire. Dai il meglio di te stesso e forse ti prenderanno a calci, non importa, tu continua a dare il meglio di te stesso”. Queste parole sono la parabola del buon samaritano messa in pratica al nostro incoraggiamento. Ricordiamo che Dio ha buona memoria e ci darร  la ricompensa anche per un bicchiere d’acqua dato con amore e per amore. L’ha detto Gesรน e certamente sarร  cosรฌ. Non รจ poco saperlo in anticipo, ci pensate? Non รจ poco saperlo in anticipo.

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