Il comunicato della Segreteria Generale del Sinodo (Vaticano, 29 giugno 2025), presenta una serie di โtracceโ per avviare la fase attuativa del Sinodo dei Vescovi. Dopo la celebrazione delle sessioni sinodali (conclusa nellโottobre 2024) e il conferimento del Documento Finale a rango di Magistero ordinario, il testo indica orientamenti concreti e metodologici rivolti a tutte le Chiese locali โ Vescovi, รฉquipe sinodali, organismi di partecipazione โ per tradurre in pratica, con discernimento ecclesiale, i contenuti sinodali.
Viene delineato un percorso quadriennale (2025โ2028), fatto di fasi di attuazione locale, assemblee di valutazione e momenti continentali, fino allโAssemblea finale nel 2028. Il fine รจ promuovere una Chiesa piรน missionaria, partecipativa e in dialogo con il mondo (press.vatican.va).
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Stiamo vivendo un tempo di grande intensitร spirituale. La morte di Papa Francesco ci ha toccato tutti profondamente e ancora preghiamo il Signore di accoglierlo nella sua pace e concedergli la ricompensa per il suo servizio alla Chiesa. Al tempo stesso, rendiamo grazie a Dio per lโelezione del Santo Padre Leone XIV, che sin da subito ci ha spronato a proseguire nel nostro impegno nel cammino sinodale, ricordandoci che siamo ยซuna Chiesa missionaria, una Chiesa che costruisce i ponti, il dialogo, sempre aperta ad accogliere, come questa piazza, con le braccia aperte tutti, tutti coloro che hanno bisogno della nostra caritร , della nostra presenza, del dialogo e dellโamoreยป[1].
Si tratta della medesima convinzione che anima nel piรน profondo ilDocumento finale(DF) della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, โPer una Chiesa sinodale. Comunione, partecipazione, missioneโ, che รจ stato approvato al termine della Seconda Sessione dellโAssemblea sinodale, il 26 ottobre 2024.La forma sinodale della Chiesa รจ al servizio della sua missione e qualunque cambiamento nella vita della Chiesa ha lo scopo di renderla piรน capace di annunciare il Regno di Dio e testimoniare il Vangelo del Signore agli uomini e alle donne del nostro tempo. ร questa la chiave per interpretare fedelmente il DF e soprattutto per metterlo in pratica. Viviamo in un mondo che si avvita in una spirale di violenza e di guerra senza fine, che fa sempre piรน fatica a costruire occasioni di incontro e di dialogo, in vista del bene comune e della pace. Piรน che mai esso ha bisogno di una Chiesa che sappia essere ยซin Cristo come il sacramento, cioรจ segno e strumento dellโintima unione con Dio e dellโunitร di tutto il genere umanoยป (Lumen gentium, n. 1; cfr. DF, n. 56). Nella varietร dei contesti di questo mondo, il Sinodo ยซcostituisce un atto di ulteriore recezione del Concilio, ne prolunga lโispirazione e ne rilancia per il mondo di oggi la forza profeticaยป (DF, n. 5).
ร lโurgenza di questa missione a spingerci nel cammino di attuazione del Sinodo, che รจ un compito di cui tutti i battezzati sono corresponsabili. Molte Chiese locali, in tutte le parti del mondo, lo stanno percorrendo con entusiasmo. Desideriamo ringraziarle e invitarle a continuare con generositร il loro cammino: stanno portando avanti un impegno prezioso per la Chiesa intera. Questo testo puรฒ offrire loro un orizzonte con cui confrontarsi e soprattutto le invita a condividere le loro iniziative contribuendo al discernimento ecclesiale piรน ampio. Altre Chiese si stanno ancora interrogando su come intraprendere la fase attuativa o sono ai primi passi. Le incoraggiamo ad avanzare con coraggio, affrontando le resistenze e le difficoltร , pratiche o di merito, con libertร e parresia: anche loro hanno un contributo prezioso da offrire e sarebbe una perdita per la Chiesa tutta se la loro voce rimanesse silente.
La Segreteria Generale del Sinodo resta a disposizione delle une e delle altre, per ascoltarle, accompagnarle, sostenere il loro sforzo e soprattutto contribuire ad animare il dialogo e lo scambio di doni tra le Chiese, a vantaggio della Chiesa intera e della sua unitร . ร questo il modo con cui intendiamo svolgere il compito di accompagnamento della fase attuativa del Sinodo affidatoci da Papa Francesco lo scorso 11 marzo e che Papa Leone XIV ha confermato lo scorso 26 giugno, in occasione del suo primo incontro con il XVI Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo, incoraggiandoci a proseguire. Lโintenzione รจ assicurare che si proceda avendo a cuore lโunitร della Chiesa ยซarmonizzando la recezione nei diversi contesti ecclesialiยป[2], senza nulla togliere alla responsabilitร di ciascuna Chiesa locale. Ponendosi ยซin sintonia con le indicazioni delDocumento finale, lโobiettivo รจ rendere concreta la prospettiva dello scambio di doni tra le Chiese e nella Chiesa tutta(cfr. DF, nn. 120-121)ยป[3].
Le Tracce qui proposte si collocano nella prospettiva di questo servizio. Le indirizziamo a tutto il Popolo di Dio, che del cammino sinodale รจ il soggetto, e in particolare ai Vescovi ed Eparchi, ai membri delle รฉquipe sinodali e a tutti coloro che a vario titolo sono impegnati nella fase dellโattuazione, con lโobiettivo di far sentire loro il nostro sostegno e proseguire nel dialogo che ha contraddistinto lโintero processo sinodale. Il loro contenuto si radica infatti negli stimoli pervenuti dalle Chiese lungo gli scorsi mesi e sui frutti delle esperienze che esse hanno condiviso.Sulla base dei contributi e delle domande che riceverร dalle Chiese e da quanto apparirร utile, la Segreteria offrirร ulteriori stimoli e strumenti per accompagnare e sostenere lo sforzo comune, nella speranza di collaborare a rendere ancora piรน feconda la fase attuativa del Sinodo.
Affidiamo allโintercessione di Maria, Regina degli Apostoli e Madre della Chiesa, e dei SS. Apostoli Pietro e Paolo, di cui oggi celebriamo la solennitร , questo ulteriore passo del cammino sinodale su cui come Popolo di Dio stiamo procedendo insieme.
Vaticano, 29 giugno 2025
Solennitร dei SS. Apostoli Pietro e Paolo
Mario Card. Grech
Segretario Generale
Presentazione
Le presentiTracce, predisposte dalla Segreteria Generale del Sinodo con il parere favorevole del suo Consiglio Ordinario e approvate dal Santo Padre Leone XIV, si collocano nel quadro del servizio di accompagnamento della fase attuativa del Sinodo da parte della Segreteria Generale stessa. Esse hanno un duplice scopo. Da una parte, intendono offrire alle Chiese locali di tutto il mondo un quadro di riferimento condiviso che renda piรน agevole camminare insieme. Dallโaltra, promuovono i ldialogo che condurrร la Chiesa tutta allโAssemblea ecclesiale di ottobre 2028, secondo le seguenti tappe, giร comunicate nella Letteradel 15 marzo scorso:
- giugno 2025 โ dicembre 2026: percorsi di attuazione nelle Chiese locali e nei loro raggruppamenti;
- primo semestre 2027: Assemblee di valutazione nelle Diocesi ed Eparchie;
- secondo semestre 2027: Assemblee di valutazione nelle Conferenze episcopali nazionali e internazionali, nelle Strutture gerarchiche orientali e in altri raggruppamenti di Chiese;
- primo quadrimestre 2028: Assemblee continentali di valutazione;
- ottobre 2028: Assemblea ecclesiale in Vaticano.
Il testo delleTracce, a cui ne seguiranno altri in base alle esigenze che si manifesteranno, disegna un profilo della fase attuativa, dando risposta ad alcune domande fondamentali che nei mesi scorsi sono state spesso rivolte alla Segreteria. ร strutturato secondo il seguente schema:
1. Che cosโรจ la fase attuativa e quali sono i suoi obiettivi?
2.Chi partecipa alla fase attuativa? Con quali compiti e responsabilitร ?
2.1. La responsabilitร del Vescovo diocesano o eparchiale
2.2. Il compito delle รฉquipe sinodali e degli organismi di partecipazione
2.3. Il ruolo dei raggruppamenti di Chiese
2.4. Il servizio della Segreteria Generale del Sinodo
3. Come utilizzare il DF nella fase attuativa?
3.1. Custodire la visione dโinsieme
3.2. Investire sulla concretezza delle pratiche
4. Con quale metodo e con quali strumenti procedere nella fase attuativa?
4.1. Il discernimento ecclesiale
4.2. Disegnare e accompagnare processi in stile sinodale
1. Che cosโรจ la fase attuativa e quali sono i suoi obiettivi?
Si tratta dellโultima delle tre fasi del Sinodo previste agli artt. 19-21 della costituzione apostolica Episcopalis communio (EC, 15 settembre 2018); essa segue la fase della consultazione e dellโascolto del Popolo di Dio (tenutasi nel 2021-2023), e la fase celebrativa, che ha visto lo svolgimento delle due Sessioni dellโAssemblea del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2023 e ottobre 2024) e ha portato a termine il discernimento compiuto sulla base dellโascolto del Popolo di Dio. Come spiega EC: ยซil processo sinodale ha non solo il suo punto di partenza, ma anche il suo punto di arrivo nel Popolo di Dio, sul quale devono riversarsi i doni di grazia elargiti dallo Spirito Santo per mezzo del raduno assembleare dei Pastoriยป (n. 7).
\La fase attuativa รจ stata aperta da Papa Francesco con la Nota di accompagnamento del 24 novembre 2024, con cui ha consegnato alla Chiesa intera il DF. Con un atto senza precedenti nella storia dellโistituzione sinodale, dichiara che il DF ยซpartecipa del Magistero ordinario del Successore di Pietro(cfr. EC 18 ยง 1; CCC 892)ยป e chiede che come tale venga accolto. ร dunque il DF, nella sua interezza, il punto di riferimento per la fase dellโattuazione. Al tempo stesso, la Nota ricorda che la sua applicazione richiede diverse mediazioni: ยซLe Chiese locali e i raggruppamenti di Chiese sono ora chiamati a dare attuazione, nei diversi contesti, alle autorevoli indicazioni contenute nel Documento, attraverso i processi di discernimento e di decisione previsti dal diritto e dal Documento stessoยป.
La fase attuativa ha come obiettivo sperimentare pratiche e strutture rinnovate, che rendano sempre piรน sinodale la vita della Chiesa, a partire della prospettiva complessiva tracciata dal DF, in vista di un piรน efficace svolgimento della missione di evangelizzazione. Questo lavoro comprende il necessario approfondimento teologico e canonistico, e soprattutto un impegno per discernere che cosa risulti piรน appropriato e potenzialmente fecondo nei diversi contesti locali. Concretamente, la prioritร รจ offrire al Popolo di Dio nuove opportunitร di camminare insieme e di riflettere su queste esperienze per coglierne i frutti in ordine alla missione e condividerli.
Lโenfasi sullโimportanza di fare esperienza non significa che la fase attuativa consista in una sorta di esercitazione o in un compito aggiuntivo richiesto da Roma: fa parte della vita ordinaria delle Chiese e ispira le loro pratiche quotidiane. Ogni Chiesa locale, ogni comunitร parrocchiale potrร praticare la sinodalitร dentro la propria pastorale ordinaria, migliorando il modo in cui svolge la propria missione attraverso il discernimento ecclesiale che lo Spirito Santo oggi ci richiede. Il DF invita le Chiese locali ad individuare ancheยซpercorsi formativi per realizzare una tangibile conversione sinodale nelle varie realtร ecclesialiยป (DF, n. 9). Dunque la fase attuativa punta a incidere in modo percepibile sulla vita della Chiesa e sul funzionamento delle sue strutture e istituzioni. Se dovesse limitarsi alla formulazione di ipotesi astratte, non raggiungerebbe il proprio scopo e soprattutto dissiperebbe il capitale di entusiasmo ed energia che il processo sinodale ha finora suscitato.
Inoltre, la fase attuativa รจ una opportunitร per mantenere vivo quello scambio di doni che fa crescere la comunione delle Chiese locali allโinterno dellโunica Chiesa, manifestandone la cattolicitร nel rispetto delle legittime diversitร . Da queste ultime scaturisce quella creativitร che ispira nuove forme di praticare la sinodalitร e potenzia la feconditร nella missione. Per questo occorre che i frutti delle esperienze realizzate nei diversi contesti siano messi in circolazione e condivisi, alimentando il dialogo tra le Chiese. Nella fase attuativa prende dunque vita un nuovo processo di dialogo in ciascuna Chiesa e tra le Chiese, sulla base del DF.
Occorre anche sottolineare che la fase attuativa non รจ un ritorno indietro, nรฉ propone una pura ripetizione di quanto giร vissuto: ben diversi sono i passi e gli obiettivi. Il punto di riferimento รจ il DF, che esprime il consenso raggiunto al termine del discernimento dei Pastori provenienti da tutte le Chiese e che, in quanto parte del Magistero ordinario del Successore di Pietro, impegna lโintero Popolo di Dio indicando la direzione in cui procedere. Piuttosto, lโesperienza di diverse Chiese lungo questi ultimi mesi mostra quanto sia fecondo ricollegarsi con il cammino fatto nelle fasi precedenti e con quanto attraverso di esso si รจ imparato, allo scopo di restituire alla Chiesa locale i frutti del processo che ha coinvolto le altre Chiese e la Chiesa tutta.
Crescere come Chiesa sinodale richiede un sapere che si apprende solo attraverso lโesperienza e ci apre una via allโincontro con il Signore. ร quanto hanno vissuto in prima persona i partecipanti allโAssemblea sinodale; non a caso il DF comincia testimoniando come ยซvivendo la conversazione nello Spirito, in ascolto gli uni degli altri, abbiamo percepito la Sua presenza in mezzo a noi: la presenza di Colui che, donando lo Spirito Santo, continua a suscitare nel Suo Popolo una unitร che รจ armonia delle differenzeยป (DF, n. 1). ร questa anche lโesperienza che รจ stata fatta e che si continua a fare nelle Chiese locali e nei diversi raggruppamenti di Chiese.
La fase attuativa prende il via durante il Giubileo della speranza. Questa coincidenza ci ha invitato a collocare nei prossimi mesi un importante appuntamento: il Giubileo delle รฉquipe sinodali e degli organismi di partecipazione, previsto dal 24 al 26 ottobre 2025, la cui organizzazione รจ affidata alla Segreteria Generale del Sinodo. Sarร una grazia poter vivere insieme un momento profondo di spiritualitร , in unione a tutto il Popolo di Dio, e sarร anche lโoccasione di tessere legami, scambiare esperienze e sintonizzarci meglio in vista dei successivi appuntamenti.
2. Chi partecipa alla fase attuativa? Con quali compiti e responsabilitร ?
La fase attuativa รจ un processo ecclesiale in senso pieno, che coinvolge tutte le Chiese come soggetto della recezione del DF, e quindi lโintero Popolo di Dio, donne e uomini, nella varietร di carismi, vocazioni e ministeri di cui รจ arricchito e nelle diverse articolazioni in cui si svolge concretamente la sua vita (piccole comunitร cristiane o comunitร ecclesiali di base, parrocchie, associazioni e movimenti, comunitร di consacrati e consacrate, ecc.). Poichรฉ la sinodalitร รจ ยซdimensione costitutiva della Chiesaยป (DF, n. 28), non puรฒ trattarsi di un percorso limitato a un nucleo di โtifosiโ. Anzi, รจ importante che questo nuovo processo contribuisca concretamenteยซad ampliare le possibilitร di partecipazione e di esercizio della corresponsabilitร differenziata di tutti i Battezzati, uomini e donneยป (DF, n. 36) in spirito di reciprocitร ; inoltre, รจ cruciale che punti a coinvolgere quanti finora sono rimasti ai margini del cammino di rinnovamento ecclesiale costituito dal Sinodo, quali ยซpersone e gruppi di diverse identitร culturali e condizioni sociali, in particolare i poveri e gli esclusiยป (ibid.). Numerose Chiese hanno dato vita a percorsi che mirano a rendere ordinario nella loro vita lโimpegno a essere una Chiesa in ascolto, cosรฌ come molte segnalano che lโascolto dei giovani รจ una prioritร . Inoltre, occorre una cura particolare per lโascolto di coloro che hanno manifestato perplessitร e resistenze nei confronti del processo sinodale: per camminare davvero insieme non possiamo perdere lโapporto del loro punto di vista.
Per questo tutte le Chiese sono invitate a continuare la ricerca di strumenti di ascolto appropriati allโampia varietร di contesti in cui la comunitร cristiana vive e opera, senza limitarsi al solo ambito delle parrocchie come in taluni casi รจ accaduto durante la fase dellโascolto, ma coinvolgendo anche scuole e universitร , centri di ascolto e di accoglienza, ospedali e carceri, lโambiente digitale, ecc. Al tempo stesso, la fase attuativa rappresenta unโoccasione propizia per rinforzare le relazioni tra le diverse componenti della comunitร cristiana, ยซin modo da dare vita a uno scambio di doni a servizio della comune missioneยป (DF, n. 65) che coinvolga le comunitร e le realtร apostoliche legate a Istituti di vita consacrata e Societร di vita apostolica, cosรฌ come Associazioni, Movimenti e Nuove Comunitร . ยซSpesso รจ la loro azione, assieme a quella di tante singole persone e gruppi informali, a portare il Vangelo nei luoghi piรน diversiยป (DF, n. 118) e il cammino di una Chiesa sinodale ha bisogno di questo dinamismo.
2.1. La responsabilitร del Vescovo diocesano o eparchiale
Proprio perchรฉ si tratta di un processo ecclesiale nel senso piรน pieno del termine, il primo responsabile della fase attuativa in ogni Chiesa locale รจ il Vescovo diocesano o eparchiale: compete a lui aprirla, indicarne ufficialmente i tempi, i metodi e gli obiettivi, accompagnarne lo svolgimento e concluderla, validandone i risultati. Sarร una occasione opportuna per praticare un esercizio dellโautoritร in stile sinodale, sulla scia di quanto afferma il DF: ยซChi รจ ordinato Vescovo non viene caricato di prerogative e compiti che deve svolgere da solo. Piuttosto riceve la grazia e il compito di riconoscere, discernere e comporre in unitร i doni che lo Spirito effonde sui singoli e sulle comunitร , operando allโinterno del legame sacramentale con i Presbiteri e i Diaconi, con lui corresponsabili del servizio ministeriale nella Chiesa localeยป (DF, n. 69). Chi riceve questo dono e svolge questo compito puรฒ autorevolmente riconoscere e confermare la qualitร sinodale del cammino compiuto insieme dalla comunitร ecclesiale e dei frutti che ha prodotto, promuovendo cosรฌ quellโunitร della Chiesa che โ diceva giร San Giovanni Paolo II โ ยซnon รจ lโuniformitร , ma lโintegrazione organica delle legittime diversitร ยป (Novo millennio ineunte, n. 46, cit. in DF, n. 39), e manifestando lโazione dello Spirito, maestro di armonia. Lo Spirito Santo opera con libertร , suscitando iniziative nel Popolo di Dio lร dove ritiene piรน opportuno: il compito dellโautoritร รจ riconoscere questi doni, accogliere lโinvito ad ampliare lo sguardo che sempre contengono, favorire la loro feconditร e promuovere la diversitร , cosรฌ da arricchire le possibilitร di scambio di doni che nutre la comunione ecclesiale.
In quanto ยซvisibile principio e fondamento di unitร nelle loro Chiese particolariยป (Lumen gentium, n. 23), i Vescovi sono chiamati a suscitare e sostenere la partecipazione al processo sinodale di tutti i membri della porzione di Popolo di Dio loro affidata. Infatti, in ogni Diocesi ed Eparchia, ci sono alcuni che ne hanno un vivo desiderio, che andrร ascoltato, sono disponibili a impegnarsi con entusiasmo e potranno anche offrire suggerimenti validi. Altri, invece, hanno bisogno di essere aiutati ad aprirsi allโazione dello Spirito, innanzi tutto mettendosi in ascolto delle loro resistenze. Per svolgere con efficacia questo compito, i Vescovi diocesani o eparchiali non potranno mancare di coinvolgere, oltre a Vescovo coadiutore e Vescovi ausiliari eventualmente presenti:
a) i Presbiteri e i Diaconi. Compete loro, infatti, collaborare con il Vescovo ยซnel discernere i carismi e nellโaccompagnare e guidare la Chiesa locale, con una particolare attenzione al servizio dellโunitร ยป (DF, n. 72). Come ricorda il DF, ยซlโesperienza del Sinodo puรฒ aiutare Vescovi, Presbiteri e Diaconi a riscoprire la corresponsabilitร nellโesercizio del ministeroยป (DF, n. 74) e la dimensione sinodale del loro ministero. Inoltre, in questo modo, sarร possibile anche promuovere un maggiore coinvolgimento dei Presbiteri;
b)gli organismi di partecipazione a livello diocesano (Consiglio presbiterale, Consiglio Pastorale e Consiglio degli affari economici), che, nelle modalitร proprie di ciascuno, sono coinvolti nei processi di discernimento ecclesiale e nella elaborazione delle decisioni che lโattuazione del Sinodo inevitabilmente comporta. Come ricorda il DF, ยซrisulta opportuno intervenire sul funzionamento di questi organismi, a partire dallโadozione di una metodologia di lavoro sinodaleยป (DF, n. 105);
c)lโรฉquipe sinodale diocesana/eparchiale, a cui compete in particolare lโanimazione del processo (cfr. il paragrafo immediatamente successivo).
In numerosi luoghi, lโesperienza ha mostrato che lโadozione di procedure sinodali per il discernimento ecclesiale e lโelaborazione delle decisioni in stile sinodale, sulla base dei nn. 87-94 del DF, non sminuisce, ma piuttosto consolida lโautorevolezza del Vescovo e agevola lโaccoglimento e lโesecuzione delle decisioni prese.
2.2. Il compito delle รฉquipe sinodali e degli organismi di partecipazione
Lโesperienza della fase della consultazione ha mostrato quanto sia stata preziosa lโopera delle รฉquipe sinodali: nominate e accompagnate dal Vescovo, sono strumenti fondamentali per lโanimazione ordinaria della vita sinodale delle Chiese locali. Il loro contributo sarร fondamentale anche nella fase attuativa: per tale motivo le รฉquipe esistenti andranno valorizzate ed eventualmente rinnovate, quelle sospese andranno riattivate e opportunamente integrate, e ne andranno formate di nuove laddove non si fosse provveduto a istituirle precedentemente.
I criteri per la loro composizione restano quelli giร indicati nella fase della consultazione e dellโascolto: Laiche e Laici, Presbiteri e Diaconi, Consacrate e Consacrati di diversa etร e portatori di differenti culture e modelli di formazione che rappresentino i diversi ministeri e carismi della Chiesa. Per questo non รจ possibile definire regole di composizione universalmente valide. Per favorire il raccordo con la vita e la pastorale della diocesi, sarร bene che ne facciano parte anche alcuni dei responsabili diocesani. Per assicurare lโorientamento missionario ed evitare il rischio di ripiegamenti autoreferenziali, esattamente come per gli organismi di partecipazione (cfr. DF, n. 106), sarร bene prevedere che delle รฉquipe sinodali facciano parte anche persone impegnate nella testimonianza e nel servizio apostolico nella vita ordinaria e nelle dinamiche sociali. Si potrebbe inoltre valutare lโopportunitร di invitare, come osservatori, anche alcuni rappresentanti di altre Chiese e comunitร cristiane o di altre religioni. Nulla impedisce che il Vescovo faccia parte dellโรฉquipe sinodale; qualora non accada, occorre che sia regolarmente informato sul suo lavoro e la incontri quando opportuno. Quanto ai requisiti dei singoli membri, la conoscenza del DF รจ sicuramente fondamentale, assieme allโesperienza diretta di dinamiche sinodali, in particolare quelle vissute durante la fase della consultazione e dellโascolto. Negli ultimi anni sono nate a livello nazionale e internazionale scuole o iniziative di formazione alla sinodalitร , a cui รจ possibile ricorrere anche per rendere piรน solida la preparazione dei membri delle รฉquipe sinodali.
รquipe sinodali con una composizione adeguatamente varia potranno piรน facilmente diventare laboratori di sinodalitร , sperimentando al proprio interno quelle dinamiche che sono chiamate a promuovere nel Popolo di Dio. Il loro ruolo nella fase attuativa รจ innanzi tutto promuovere e facilitare la crescita del dinamismo sinodale allโinterno dei contesti concreti in cui vive ciascuna Chiesa locale; identificare gli strumenti e le metodologie appropriate, anche per quanto riguarda le proposte formative; e realizzare le iniziative opportune perchรฉ si compiano i passi necessari. Le รฉquipe sinodali si costituiscono ordinariamente a livello diocesano o eparchiale, ma, laddove possibile, รจ auspicabile la loro presenza anche a livello decanale o parrocchiale. In diversi contesti ecclesiali si stanno giร sviluppando esperienze interessanti, che mostrano come queste รฉquipe, opportunamente collegate tra loro, possono contribuire a rendere piรน capillare e partecipato il processo sinodale. Inoltre, fa parte del compito dellโanimazione promuovere la disponibilitร e la formazione di facilitatori e coordinare il loro lavoro.
Lโambito di competenza delle รฉquipe sinodali non si sovrappone, ma si articola con quello degli organismi di partecipazione, nella chiave della ricerca di sinergie. Le รฉquipe sinodali sono istituite a servizio dellโanimazione e della formazione sinodale della Diocesi o Eparchia. Gli organismi di partecipazione sono chiamati a svolgere il compito propositivo e consultivo loro assegnato dal diritto canonico. Quindi, รจ loro compito contribuire nellโelaborazione delle decisioni richieste per lโattuazione del Sinodo, con il discernimento delle prioritร pastorali o il rinnovamento delle strutture e dei processi decisionali. Un regolare raccordo e una puntuale circolazione delle informazioni renderร il lavoro di tutti piรน fluido.
Infine, le รฉquipe sinodali avranno il compito di raccogliere i frutti dei processi che animeranno, anche in vista della fase della valutazione e delle Assemblee previste a partire dal 2027. Anche in questo caso, toccherร al Vescovo riconoscere e confermare la validitร della sintesi rispetto al cammino compiuto insieme dalla comunitร diocesana.
2.3. Il ruolo dei raggruppamenti di Chiese
Il DF, anche in questo radicato nel Concilio, รจ attento a sottolineare che le Chiese locali non sono entitร isolate, ma si collocano allโinterno dei legami di comunione che le uniscono tra di loro, in particolare attraverso la comunione dei Vescovi tra di loro e con il Romano Pontefice.
In molti casi i legami sono informali, frutto di storia, di vicinanza geografica, di gemellaggi, di migrazioni, di incontri magari occasionali tra persone, oggi sempre piรน spesso anche di interazioni attraverso i media digitali, ecc. Nella nostra societร fortemente connessa nessuna Diocesi o Eparchia puรฒ pensare di vivere isolata, senza risentire, nel bene e nel male, di quanto accade nelle altre. Questi legami spontanei e informali, che prescindono da una programmazione deliberata, sono una conseguenza del tempo in cui viviamo, ma soprattutto costituiscono una ricchezza e una risorsa di cui prendere consapevolezza per favorire una sempre piรน articolata esperienza del noi ecclesiale.
In altri casi, questi legami assumono una forma strutturale, disciplinata dal diritto, dando vita a istituzioni quali le metropolie o province ecclesiastiche e soprattutto le Conferenze episcopali (nazionali e regionali) e i Sinodi delle Chiese sui iuris, cosรฌ come le Riunioni continentali di Conferenze episcopali. Anche queste strutture hanno un ruolo nella fase attuativa, che il DF sinteticamente cosรฌ indica: ยซAlle Conferenze episcopali e ai Sinodi delle Chiese sui iuris suggeriamo di dedicare persone e risorse per accompagnare il percorso di crescita come Chiesa sinodale in missione e per mantenere i contatti con la Segreteria Generale del Sinodoยป (DF, n. 9).
Si tratta dunque di un duplice ruolo. Innanzi tutto รจ chiesto loro di:sostenere i processi in corso a livello locale, in particolare lร dove sono ancora in fase iniziale, stimolando le Chiese locali; favorire il coordinamento e la messa in rete delle รฉquipe sinodali diocesane; offrire formazione, tenendo conto delle proposte di scuole e iniziative di formazione alla sinodalitร presenti nei diversi territori (in particolare per i membri delle รฉquipe e per coloro che sono piรน direttamente impegnati nellโanimazione del processo di attuazione);promuovere la riflessione teologica e pastorale, in particolare in vista di una migliore inculturazione nel contesto locale delle risorse preparate dalla Segreteria Generale. Svolgere questi compiti a livello locale risulterebbe piรน gravoso e comporterebbe una duplicazione degli sforzi: per questo, in spirito di sussidiarietร , essi possono essere meglio svolti a livello di raggruppamenti di Chiese, senza che questo esautori il protagonismo delle Chiese locali.
La seconda linea di azione riguarda lโinterfaccia comunicativa con la Segreteria Generale del Sinodo, che crescerร di importanza in alcuni momenti, ad esempio quando sarร necessario inviare a Roma i contributi delle Chiese locali, organizzandoli in sintesi nazionali secondo il modello giร sperimentato. Maggiori indicazioni pratiche saranno fornite via via che si preciseranno i contorni e le scadenze di questa fase. Le Conferenze episcopali possono comunque contare sulla disponibilitร della Segreteria Generale per appianare gli ostacoli che dovessero manifestarsi lungo il cammino.
Per svolgere questo duplice compito, sarร importante procedere alla riattivazione e al rinnovamento delle รฉquipe sinodali nazionali e continentali, sulla falsariga di quanto giร detto per quelle locali. Spetterร a loro portare avanti il lavoro concreto.
Si aggiunge poi un terzo compito: il DF riconosce nelle Conferenze episcopali uno strumento per esprimere e realizzare la collegialitร episcopale e favorire la comunione tra le Chiese. La sinodalitร interpella dunque anche le modalitร concrete del loro funzionamento. Il n. 125 del DF contiene alcune indicazioni specifiche a questo riguardo, che con tutta evidenza non potranno essere assunte dalle singole Chiese locali. Sarร importante allora che i raggruppamenti di Chiese attivino una riflessione e una sperimentazione di modalitร sinodali di procedere al loro livello, i cui risultati contribuiranno alla fase della valutazione.
2.4. Il servizio della Segreteria Generale del Sinodo
Alla Segreteria Generale del Sinodo รจ stato affidato da Papa Francesco, prima, e da Papa Leone XIV, poi, un ruolo di animazione e coordinamento attraverso un percorso di accompagnamento lungo il quadriennio 2025-2028.
Allโinterno di questo quadro, un primo compito della Segreteria Generale รจ alimentare la comunione nello spirito dello scambio di doni e nella prospettiva della ยซconversione dei legamiยป (DF,Parte IV) tra le Chiese. Importanti strumenti in vista di questo fine sono lโascolto delle esperienze realizzate nei diversi contesti ecclesiali e la promozione di una riflessione condivisa su di esse, cosรฌ che insieme possiamo riconoscere la voce dello Spirito e orientare i nostri passi nella direzione che ci indica. La Segreteria Generale รจ chiamata a favorire un dialogo continuo tra le Chiese, facilitando la comunicazione e il confronto reciproco, anzitutto attraverso i raggruppamenti di Chiese, in particolare a livello continentale. A tal fine, si metterร in ascolto delle Chiese locali e raccoglierร i loro feedback, sulla cui base preparerร note e sussidi, e farร circolare informazioni e suggerimenti. Inoltre, proporrร momenti di incontro che favoriscano lโascolto reciproco, la condivisione del cammino e dei suoi frutti, e lโespressione condivisa della gratitudine al Signore.
Il primo di questi appuntamenti รจ lโormai prossimo Giubileo delle รฉquipe sinodali e degli organismi di partecipazione (24-26 ottobre 2025). Indicazioni piรน precise sulle modalitร di organizzazione di altri eventi e della raccolta dei feedback saranno inviate via via che si procederร nel cammino. Per il momento, ai fini di garantire un ordinato flusso comunicativo e consentire un piรน efficace coordinamento, รจ fondamentale che ciascuna Diocesi o Eparchia iscriva la propria รฉquipe sinodale nel database della Segreteria Generale del Sinodo[4]. Chiediamo a ogni Vescovo ed Eparca di verificare che questo sia stato fatto.
Un secondo compito della Segreteria รจ lโaccompagnamento dei Vescovi diocesani ed eparchiali, e delle รฉquipe sinodali, principalmente attraverso il dialogo con le apposite strutture attivate dai raggruppamenti di Chiese, in particolare a livello continentale. Tuttavia, nella misura del possibile, la Segreteria Generale รจ disponibile anche ad accompagnare singole Chiese locali, cosรฌ come Istituti di vita consacrata e Societร di vita apostolica, Associazioni, Movimenti e Nuove Comunitร , o altre istituzioni ecclesiali che ne facciano richiesta, con unโattenzione prioritaria alle Chiese con meno risorse. La Segreteria Generale si impegna a restare โcon la porta apertaโ[5], per ascoltare le esigenze, le intuizioni e le proposte che giungono dalle Chiese locali, e per facilitare il loro lavoro cercando di dare risposta alle richieste che giungeranno in merito ai contenuti e alle metodologie della fase di attuazione.
Un punto di particolare importanza รจ incoraggiare le Chiese perchรฉ il loro cammino si svolga in stile sinodale. Lโesperienza di chi giร ha dato inizio alla fase dellโattuazione conferma che i contenuti e le decisioni sono importanti, ma lo sono altrettanto le modalitร con cui li si affrontano. Strutture e norme adeguate sono indispensabili, ma non bastano. La prospettiva e la bellezza dellโessere Chiesa sinodale รจ stata compresa nella sua ricchezza dalle comunitร che hanno fatto esperienza diretta dellโascolto e della partecipazione a processi di discernimento e presa di decisione. ร a questa esperienza concreta e condivisa, sotto la guida dei Pastori, spesso segnata dalla gioia del Vangelo, che la Segreteria intende continuare a offrire il proprio servizio attento e puntuale.
Un terzo compito consiste nel continuare a coordinare i Gruppi di Studio, in collaborazione con i Dicasteri competenti della Curia Romana, a cui partecipano anche Pastori ed esperti provenienti da tutti i continenti. Papa Leone XIV ha confermato questo compito e anche lโaggiunta di due nuovi Gruppi di Studio (rispettivamente su ยซLa liturgia in prospettiva sinodaleยป e suยซLo statuto delle Conferenze episcopali, delle Assemblee ecclesiali e dei Concili particolariยป). Spetta inoltre alla Segreteria assicurare che le decisioni del Papa, maturate anche a partire dai risultati di questi gruppi, siano armonicamente integrate nel cammino sinodale in corso. Sempre nella prospettiva dellโapprofondimento delle tematiche emerse durante il percorso sinodale, la Segreteria promuoverร inoltre convegni e seminari di studio, favorendo momenti di riflessione condivisa e di elaborazione teologica e pastorale.
Infine, di particolare importanza sarร il compito di accompagnare lโorganizzazione delle Assemblee continentali di valutazione (1ยฐ quadrimestre 2028) e di organizzare lโAssemblea ecclesiale di ottobre 2028. In vista di questi appuntamenti, รจ bene ribadire che la valutazione non รจ una forma di giudizio o di controllo, ma unโopportunitร per chiederci a che punto siamo nel percorso di attuazione e di conversione, illuminando i progressi compiuti e individuando le aree di miglioramento (cfr. DF, n. 100): le Assemblee ecclesiali previste nel 2027-2028 ai diversi livelli vanno comprese in questa linea e costituiranno occasioni per celebrare i doni ricevuti, in modo da continuare a crescere insieme come Chiesa sinodale impegnata a portare avanti la missione ricevuta da Cristo nelle circostanze concrete del nostro tempo; saranno anche unโopportunitร per mettere in pratica modalitร concrete di coniugare sinodalitร , collegialitร e primato, in modo fedele e creativo nella prospettiva di una corresponsabilitร differenziata. Indicazioni piรน precise sulle modalitร di svolgimento e sui temi allโordine del giorno di queste Assemblee emergeranno dal percorso di dialogo che le precede, oltre che dai risultati del Gruppo di Studio che ha tra i suoi compiti anche la riflessione su di esse. Quello che giร si puรฒ anticipare รจ che saranno lโoccasione per condividere esperienze di rinnovamento di pratiche e strutture in senso sinodale che le singole Chiese ritengono sufficientemente consolidate, cosรฌ da sottoporle al Santo Padre per una definitiva validazione, e offriranno anche lโopportunitร per cominciare ad affrontare insieme i quesiti che lungo il percorso non mancheranno di emergere.
3. Come utilizzare il DF nella fase attuativa?
Il DF รจ il punto di riferimento della fase attuativa: per questa ragione รจ qui cosรฌ abbondantemente citato. Di conseguenza, รจ essenziale promuoverne la conoscenza, in particolare da parte dei membri delle รฉquipe sinodali e di coloro che ai diversi livelli sono chiamati ad animare il processo di attuazione. Poichรฉ il DF รจ un testo ricco e organico, sarร opportuno prevedere (a livello locale, nazionale o regionale) momenti e/o strumenti di formazione, accompagnamento e guida alla lettura, che permettano di cogliere lโispirazione che lo anima e non solo di farsi unโidea delle questioni trattate.
Innanzi tutto, la lettura del DF va sostenuta e alimentata dalla preghiera tanto comunitaria quanto personale, centrata su Cristo, maestro di ascolto e di dialogo(cfr. DF, n. 51)e aperta allโazione dello Spirito:non basterร unโanalisi astratta del testo. Il DF propone infatti alla Chiesa tutta e a ogni Battezzato la prospettiva di un cammino di conversione: ยซla chiamata alla missione รจ contemporaneamente la chiamata alla conversione di ogni Chiesa locale e della Chiesa tuttaยป (DF, n. 11). Come ogni cammino di conversione, esso implica un percorso di approfondimento e purificazione interiore, a cui sul piano personale farร seguito il cambiamento delle scelte, dei comportamenti e degli stili di vita. Sul piano comunitario, il rinnovamento delle categorie di pensiero e della cultura in senso sinodale sarร il terreno su cui potranno germinare nuove pratiche e strutture rinnovate.
Il DF รจ un testo organico, animato da un proprio dinamismo interno, come conseguenza del lungo percorso di ascolto, confronto e discernimento di cui รจ il frutto. Non puรฒ quindi essere considerato una raccolta di indicazioni su tematiche disparate che possono essere prese in considerazione astraendole dal contesto in cui sono state formulate. Questo impedirebbe di coglierne il senso e quindi di orientare correttamente la loro attuazione. Ne dร evidenza la sua stessa struttura.
La Parte I, infatti, esprime la comprensione condivisa di sinodalitร , frutto del percorso compiuto, e ne delinea i fondamenti teologici e spirituali, radicati nel Concilio Vaticano II. Allโestremo opposto, laParte Vriprende la prospettiva complessiva e ricorda che crescere come Chiesa sinodale missionaria richiede di curare la formazione di tutti i membri del Popolo di Dio; la Conclusione, poi, richiama una prospettiva escatologica che orienta la missione comune a cui sono chiamati a collaborare tutti i membri del Popolo di Dio.
Allโinterno di questa cornice di senso, le Parti II, III e IV si focalizzano su alcuni aspetti concreti della vita della Chiesa, formulando proposte per un suo rinnovamento. In particolare: la Parte IIยซรจ dedicata alla conversione delle relazioni che edificano la comunitร cristiana e danno forma alla missione nellโintreccio di vocazioni, carismi e ministeriยป (DF, n. 11); la Parte III identifica tre pratiche cruciali per avviare processi di โtrasformazione missionariaโ (discernimento ecclesiale, processi decisionali, cultura della trasparenza, del rendiconto e della valutazione) ed evidenzia lโurgenza di un rinnovamento degli organismi di partecipazione; laParte IVยซdelinea il modo in cui รจ possibile coltivare in forme nuove lo scambio dei doni e lโintreccio dei legami che ci uniscono nella Chiesa, in un tempo in cui lโesperienza del radicamento in un luogo sta cambiando profondamenteยป (ibid.), riflettendo sul ruolo di Conferenze episcopali e Assemblee ecclesiali e sul servizio del Vescovo di Roma.
3.1. Custodire la visione dโinsieme
Piuttosto che offrire una sintesi dei principali contenuti del DF, che potrebbe persino rivelarsi un ostacolo a un accesso al testo nella sua integralitร , in questa sede pare preferibile esplicitare alcune linee di forza che lo attraversano, gli conferiscono organicitร e costituiscono criteri di orientamento e valutazione delle decisioni che si intendono prendere. In questa prospettiva sono chiamati a radicarsi i passi concreti che si intraprenderanno per dare attuazione alle indicazioni del DF:
a)innanzi tutto il DF propone una prospettiva ecclesiologica precisa a cui riferirsi, radicata nel Concilio Vaticano II: ยซIl cammino sinodale sta infatti mettendo in atto ciรฒ che il Concilio ha insegnato sulla Chiesa come Mistero e Popolo di Dio, chiamato alla santitร attraverso una continua conversione che viene dallโascolto del Vangeloยป (DF, n. 5), nella consapevolezza che ogni suo membro, uomo o donna, ha ricevuto il dono dello Spirito Santo;
b)la missione di annuncio del Regno di Dio, inaugurata da Gesรน e a cui sono chiamati tutti i Battezzati, ciascuno con la specificitร dei propri carismi, vocazione e ministero, costituisce lโasse portante del testo e il suo obiettivo finale. Le riflessioni sugli strumenti da adottare o sulle riforme da attuare vanno sempre collocate nellโorizzonte della missione, che รจ il criterio fondamentale di ogni discernimento a riguardo. In particolare, il DF spinge con decisione per una Chiesa sempre piรน coraggiosa nellโestroflessione, tanto che chiede che le comunitร si concepiscano ยซprincipalmente a servizio della missione che i Fedeli portano avanti allโinterno della societร , nella vita familiare e lavorativa, senza concentrarsi esclusivamente sulle attivitร che si svolgono al loro interno e sulle loro necessitร organizzativeยป (DF, n. 59);
c)la prospettiva relazionale e la logica dello scambio di doni come espressione di cattolicitร sono altre due linee di forza che percorrono tutto il DF e quindi ne orientano la comprensione e lโattuazione. Lo si vede con chiarezza nella presentazione delle figure dei ministri ordinati, in organica relazione gli uni con gli altri e con lโintero Popolo di Dio (cfr. DF, nn. 69-74), o nella descrizione dei legami tra le Chiese locali attraverso la comunione tra i Vescovi;
d)lo slancio ecumenico rappresenta lโestensione della prospettiva relazionale e della logica dello scambio di doni. Non รจ quindi unโaggiunta opzionale, ma รจ una esigenza, rispetto alla quale verificare il dinamismo del proprio camminare insieme;
e)infine il DF fa propria la visione conciliare di una Chiesa nel mondo, in dialogo con tutti, con le altre tradizioni religiose (cfr. DF, n. 41) e con tutta la societร (cfr. DF, 42). Crescere come Chiesa sinodale capace di dialogo ha un valore di profezia sociale che comprende lโimpegno per la giustizia sociale e lโecologia integrale. Queste dimensioni non potranno essere trascurate nella fase attuativa, conducendo a dare vita a opportunitร di dialogo a partire dai bisogni concreti dei territori e delle societร al cui interno si abita.
Oltre che dalle linee di forza sopra ricordate, il dinamismo che anima il DF, e che la fase attuativa รจ chiamata ad assumere, deriva dalla continua articolazione di alcune polaritร e tensioni che strutturano la vita della Chiesa e il modo in cui le categorie ecclesiologiche la esprimono. Elenchiamo qui alcune di queste polaritร : Chiesa tutta e Chiesa locale; Chiesa come Popolo di Dio, come Corpo di Cristo e come Tempio dello Spirito; partecipazione di tutti e autoritร di alcuni; sinodalitร , collegialitร e primato; sacerdozio comune e sacerdozio ministeriale; ministerialitร (ministeri ordinati e istituiti) e partecipazione alla missione in forza della vocazione battesimale senza una forma ministeriale. Lโattuazione del DF richiede di affrontare e discernere queste tensioni cosรฌ come si presentano nelle circostanze in cui vive ogni Chiesa locale. La strada non รจ cercare un impossibile assetto che elimini la tensione a vantaggio di uno dei poli. Piuttosto, nel qui e ora di ciascuna Chiesa locale, occorrerร discernere quale tra i possibili equilibri consente un piรน dinamico servizio della missione. Verosimilmente in luoghi diversi si arriverร a decisioni diverse. Per questo in numerosi ambiti il DF apre alcuni spazi di sperimentazione locale, ad esempio in materia di ministeri (cfr. DF, nn. 66, 76 e 78), processi decisionali (cfr. DF, n. 94), rendiconto e valutazione (cfr. DF, n. 101), organismi di partecipazione (cfr. DF, n. 104). Le singole Chiese sono invitate ad avvalersene.
Nelle attuali circostanze socioculturali, una di queste tensioni pare presentarsi con forme particolarmente nuove e richiedere uno sforzo di consapevolezza. Per questo il DF vi dedica un intero paragrafo, significativamente intitolato ยซRadicati e pellegriniยป (cfr. DF, nn. 110-119). Tradizionalmente รจ il legame con un luogo, inteso in senso spaziale e geografico, a definire le Chiese locali come porzioni del Popolo di Dio e a costituire la base del senso di appartenenza delle persone. Fenomeni come lโurbanizzazione, la crescente mobilitร e le migrazioni, e la diffusione della cultura digitale modificano profondamente il modo in cui le persone sperimentano lโappartenenza: questa fa riferimento a reti di relazioni piuttosto che ad ambiti spaziali, anche se rimane fermo il bisogno umano di legami comunitari. Anzi, il loro indebolimento rende ancora piรน urgente uno sforzo di creativitร missionaria, che permetta alla Chiesa di raggiungere le persone e creare con loro legami lร dove sono (cfr.ibid.).
Nella fase della valutazione, sarร importante raccogliere i frutti delle esperienze fatte dalle Chiese locali nellโabitare polaritร e tensioni, e i risultati degli sforzi di creativitร missionaria, in vista dello scambio di buone pratiche.
3.2. Investire sulla concretezza delle pratiche
In ascolto dello Spirito Santo, rimanendo allโinterno della visione ecclesiologica che il DF riceve dal Concilio Vaticano II, lโobiettivo proprio della fase attuativa รจ discernere i passi di conversione di cultura, relazioni e pratiche ecclesiali, e conseguentemente di riforma di strutture e istituzioni. Si tratta di un punto cruciale dellโintero processo: ยซSenza cambiamenti concreti a breve termine, la visione di una Chiesa sinodale non sarร credibile e questo allontanerร quei membri del Popolo di Dio che dal cammino sinodale hanno tratto forza e speranzaยป (DF, n. 94).
Il DF sottolinea a piรน riprese che ยซspetta alle Chiese locali trovare modalitร appropriate per dare attuazione a questi cambiamentiยป (ibid.), anzi, รจ questo il compito da affrontare durante la fase attuativa. Non รจ perciรฒ possibile indicare tra i molti ambiti oggetto di attenzione del DF quelli da ritenere universalmente prioritari. Circostanze locali possono piรน che legittimamente rendere di importanza e urgenza incontestabili affrontare un punto particolare che altrove non riveste la medesima prioritร : puรฒ essere il caso dei rapporti tra Chiesa latina e Chiese Orientali Cattoliche in alcune aree, o dello slancio ecumenico o del dialogo interreligioso in altre, che domanderanno di dare una forma peculiare, anche strutturale e istituzionalizzata, allโimpegno di camminare insieme.
Al tempo stesso โ e qui ci stiamo riferendo alla polaritร Chiesa tutta e Chiesa locale sopra ricordata โรจ viva anche lโesigenza di procedere insieme come Chiesa tutta. Anzi questa รจ la ragione principale per lanciare il processo di accompagnamento e valutazione.
In questa linea e ferma restando la responsabilitร di ogni Chiesa locale in merito allโattuazione delle indicazioni del DF nel proprio contesto, fin da ora, sulla base del processo del Sinodo 2021-2024, รจ possibile prevedere che le Chiese locali saranno chiamate a condividere i passi compiuti su alcuni ambiti specifici, secondo le modalitร e forme che sembreranno piรน opportune. Tra questi ambiti segnaliamo:
a)la promozione della spiritualitร sinodale(cfr. DF, nn. 43-46);
b)lโeffettivo accesso a funzioni di responsabilitร e a ruoli di guida che non richiedono il sacramento dellโOrdine da parte di donne e uomini non ordinati, sia Laici e Laiche, sia Consacrate e Consacrati (cfr. DF, n. 60);
c)la sperimentazione di forme di servizio e ministero che rispondano alle esigenze pastorali nei diversi contesti (cfr. DF, nn. 75-77);
d)la pratica del discernimento ecclesiale(cfr. DF, n. 81-86);
e)lโattivazione di processi decisionali in stile sinodale(cfr. DF, nn. 93-94);
f)la sperimentazione di forme appropriate di trasparenza, rendiconto e valutazione(cfr. DF, nn. 95-102);
g)lโobbligatorietร nelle Diocesi e nelle Parrocchie degli organismi di partecipazione previsti dal diritto, e il rinnovamento delle loro modalitร di funzionamento in chiave sinodale (cfr. DF, nn. 103-106);
h)lo svolgimento regolare di assemblee ecclesiali locali e regionali(cfr. DF, n. 107);
i)la valorizzazione del Sinodo diocesano e dellโAssemblea eparchiale(cfr. DF, n. 108);
j)il rinnovamento in chiave sinodale missionaria dellaParrocchie(cfr. DF, n. 117);
k)la verifica del carattere sinodale dei cammini dellโIniziazione Cristiana(cfr. DF, n. 142) e, in generale, dei percorsi formativi e delle istituzioni ad essi deputate (cfr. DF, nn. 143-151).
Non รจ certo una lista esaustiva e sarร ulteriormente precisata nel corso del cammino, a partire dai feedback delle Chiese locali.
4. Con quale metodo e con quali strumenti procedere nella fase attuativa?
Lโesperienza dellโintero processo sinodale ha mostrato quanto sia cruciale disporre di un metodo adeguato alle tematiche da trattare. Anzi, per la costruzione di una Chiesa sinodale, contenuto e metodo assai spesso coincidono: incontrarsi e dialogare come fratelli e sorelle in Cristo su come vivere meglio la dimensione sinodale della Chiesa รจ unโesperienza di Chiesa sinodale che dischiude a una migliore comprensione del tema. Perciรฒ il metodo sinodale non si riduce a una serie di tecniche di gestione degli incontri, ma รจ unโesperienza spirituale ed ecclesiale che implica crescere in un nuovo modo di essere Chiesa, radicata nella fede che lo Spirito elargisce a tutti i Battezzati i suoi doni, a partire dal sensus fidei (cfr. DF, n. 81). In quanto non si tratta di una tecnica, la metodologia non garantisce di raggiungere il risultato sperato, perchรฉ questo dipende dallโapertura allโascolto di coloro che prendono parte al cammino e dalla loro disponibilitร a lasciarsi trasformare dallo Spirito di Cristo in comunione con i fratelli e le sorelle. Si tratta di unโaltra dimensione della conversione sinodale a cui il DF invita tutta la Chiesa.
4.1. Il discernimento ecclesiale
I nn. 81-86 del DF tracciano in modo sintetico ma incisivo il profilo del discernimento ecclesiale, cioรจ del metodo proprio di una Chiesa sinodale. Ad essi sarร necessario fare riferimento, nella consapevolezza che ยซnella Chiesa esiste una grande varietร di approcci al discernimento e di metodologie consolidateยป (DF, n. 86). A riguardo, รจ opportuno ricordare che la conversazione nello Spirito, che del processo sinodale รจ stata senzโaltro una caratteristica distintiva e un fattore di successo, non รจ lโunico metodo sinodale e soprattutto non รจ sinonimo di discernimento ecclesiale, al cui servizio si pone come strumento e preparazione.
Come ricorda il DF al n. 85, il discernimento ecclesiale richiede lโapporto di competenze di vario genere per una piรน approfondita lettura del contesto e una piรน chiara identificazione della posta in gioco. Non รจ facile che questi apporti possano trovare una collocazione adeguata nella dinamica della conversazione nello Spirito, che รจ innanzi tutto uno strumento di incontro, di crescita nella relazione e di passaggio dallโio al noi. Infine, in quanto nella fase attuativa sarร necessario giungere a deliberazioni concrete in vista del rinnovamento delle pratiche e delle strutture, i processi decisionali in merito dovranno essere compiutamente ecclesiali, riconoscendo la peculiare funzione dellโautoritร , in particolare dei Vescovi diocesani o eparchiali, primi responsabili della comunione nelle Chiese loro affidate e tra le Chiese.
Concretamente, tra le premesse per realizzare un buon percorso di discernimento, risulta fondamentale una chiara definizione degli obiettivi, assicurandosi che siano realistici e proporzionati rispetto al tempo disponibile, agli spazi utilizzabili e al numero dei partecipanti coinvolti. Inoltre, non si possono trascurare le disposizioni di partenza: รจ cruciale che ogni partecipante arrivi adeguatamente preparato e che il contesto favorisca un clima di preghiera e la disponibilitร interiore allโascolto e al confronto. In questa prospettiva, vale la pena ricordare quanto lโesperienza faccia risaltare lโimportanza e la feconditร che i processi sinodali possano contare su forme appropriate di facilitazione, impegnando persone preparate che custodiscano e adattino adeguatamente il metodo, evitando cortocircuiti e permettendo ai partecipanti di focalizzarsi piรน decisamente sulle questioni oggetto di discernimento.
4.2. Disegnare e accompagnare processi in stile sinodale
Queste indicazioni metodologiche potranno essere declinate in una varietร di occasioni e processi, caratterizzati da obiettivi diversi, ma accomunati dal fatto di svolgersi in stile sinodale. Per realizzarli evitando il rischio dellโimprovvisazione e della dispersione, รจ opportuno prevedere un investimento nel disegno e nellโaccompagnamento di questi processi. Ne indichiamo qui alcuni, senza alcuna pretesa di esaustivitร :
a)processi di discernimento ecclesiale tanto per individuare le prioritร della missione, quanto per identificare forme e procedure di governance appropriate a una Chiesa sinodale. Ciascuno dei due filoni ha esigenze specifiche di cui sarร necessario tenere conto nel disegno del percorso. Il disegno e lโaccompagnamento di questi processi richiederร di disporre di persone esperte, capaci di aiutare a dare attuazione alle indicazioni sopra formulate;
b)processi di formazione alla sinodalitร secondo gli stimoli dellaParte V del DF, anche in merito alla varietร delle esigenze formative a cui rispondere e di conseguenza compiendo uno sforzo di chiarimento degli obiettivi specifici di ciascun percorso. Spesso, la metodologia formativa piรน efficace รจ la condivisione e la riflessione in clima di preghiera sulle esperienze di Chiesa sinodale fatte, lasciandone emergere i punti di forza e di debolezza. Per questo, la riflessione sui processi di discernimento ecclesiale, sui processi decisionali in stile sinodale o sul funzionamento degli organismi di partecipazione puรฒ avere una valenza formativa piรน forte che un corso organizzato secondo modelli tradizionali. Anche in questo caso sarร cruciale disporre di accompagnatori e facilitatori esperti. Occorrerร quindi curare anche la formazione di queste figure;
c)processi ed esperienze di ascolto e dialogo nelle comunitร , sul territorio e a livello regionale. Lโesperienza ha mostrato che anche gli strumenti digitali possono rivelarsi una risorsa importante a questo scopo. Nella logica giร ricordata, รจ importante svolgere queste esperienze in un clima di preghiera e prevedere un tempo per la riflessione condivisa che permetta di coglierne i frutti;
d)momenti di celebrazione, incontro e scambio di esperienze tra comunitร allโinterno di una Diocesi o tra Diocesi della medesima regione. Anche in questo caso possono essere di aiuto gli strumenti digitali, ma non dobbiamo sottovalutare le potenzialitร degli eventi legati alla pietร popolare, quali i pellegrinaggi ai santuari, che radunano spesso un grande numero di persone. In che modo รจ possibile animarli in modo che acquistino un piรน esplicito carattere sinodale e favoriscano lโincontro e il dialogo tra le persone?
e)processi e attivitร di comunicazione, rivolti sia alle comunitร cristiane sia alle societร al cui interno esse vivono, utilizzando gli strumenti piรน appropriati a ciascun contesto. Sarร opportuno approfondire anche il potenziale dei nuovi canali di comunicazione digitale, che oggi costituiscono per alcuni, in particolare giovani, veri e propri ambienti di vita e di costruzione di legami, in cui far risuonare in modo appropriato lโannuncio del Vangelo. Lโesperienza del Sinodo digitale costituisce una risorsa a questo riguardo;
f)percorsi di rinnovamento dellโazione pastorale in un ambito concreto o su una tematica rilevante per ciascuna Chiesa locale (ad es. la promozione di una partecipazione piรน vivace alla celebrazione domenicale, i percorsi catechetici, il dialogo ecumenico, lโintegrazione dei migranti, lโimpegno per la cura della casa comune, ecc.), attuando iniziative che rendano tangibile lโimpatto di un approccio sinodale e verificandone i risultati. Questo puรฒ aiutare a rendere concreto lโorizzonte della sinodalitร nella vita delle comunitร ;
g)percorsi di ricerca teologica, pastorale e canonistica a servizio dellโattuazione del Sinodo nelle specificitร del contesto locale e nel dialogo tra le Chiese. Con questo rilevante servizio, teologi e teologhe ยซaiutano il Popolo di Dio a sviluppare una comprensione della realtร illuminata dalla Rivelazione e a elaborare risposte idonee e linguaggi appropriati per la missioneยป (DF, n. 67). Ne deriva anche una particolare responsabilitร delle istituzioni teologiche nellโaccompagnare la Chiesa a vivere sempre piรน compiutamente la dimensione sinodale.
Il metodo sinodale ci ha permesso di lasciarci sorprendere dallo Spirito Santo e di raccogliere frutti inattesi nella fase della consultazione e dellโascolto, cosรฌ come durante lo svolgimento delle sessioni dellโAssemblea sinodale, suscitando lo stupore e lโentusiasmo di molti partecipanti, come testimoniano molte sintesi e documenti ricevuti: la comunione tra i Fedeli, tra i Pastori e tra le Chiese รจ stata alimentata dalla partecipazione ai processi e agli eventi sinodali, rinnovando lo slancio e il senso di corresponsabilitร per la comune missione. Questo ci autorizza a guardare con fiducia al percorso che ci attende nei prossimi anni, a partire dallโappuntamento del Giubileo delle รฉquipe sinodali e degli organismi di partecipazione. Siamo giร al lavoro per organizzarlo al meglio, in modo che lโoccasione di camminare insieme fisicamente verso la Porta Santa diventi una opportunitร di scambio di doni e di celebrazione di quella speranza che non delude, lโunica capace di alimentare lโimpegno di portare avanti, come Chiesa sinodale, la missione affidata dal Signore Gesรน ai suoi discepoli.
[1]LeoneXIV,Primo saluto e benedizione, 8 maggio 2025.
[2]Lettera sul processo di accompagnamento della fase attuativa del Sinodo, 15 marzo 2025, <https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2025/03/15/0186/00366.html#it>.
[3]Ibid.
[4]Lโiscrizione delle รฉquipe sinodali nel database delle Segreteria Generale del Sinodo avviene attraverso il link da richiedere scrivendo allโindirizzo synodus@synod.va. Questa iscrizione non coincide con quella al Giubileo delle รฉquipe sinodali e degli organismi di partecipazione.
[5] Lโindirizzo email a cui scrivere รจ: synodus@synod.va.
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