p. Fernando Armellini – Commento al Vangelo del 6 Luglio 2025

Domenica 6 Luglio 2025 - XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 10,1-12.17-20

Data:

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Padre Fernando Armellini, biblista Dehoniano, commenta il Vangelo di domenica 6 luglio 2025.
Se sei interessato a tutti i sui commenti al Vangelo, puoi leggerli qui.

Vengo a offrirti la pace

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โ€œNon ho paceโ€. รˆ la confidenza che, in un momento di particolare sconforto, piรน dโ€™uno ci ha fatto. Forse lโ€™amica che ha interrotto una maternitร  non desiderata, o il coniuge coinvolto in un altro legame affettivo ormai ingestibile, o il vicino di casa tormentato dal desiderio di vendicarsi per un torto subito e impossibilitato a farlo, o la ragazza di strada umiliata e sfruttata.

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โ€œNon ho paceโ€ griderebbero i responsabili di crimini, di guerre, di commerci di strumenti di morte se non fossero storditi dal potere e dal denaro. โ€œNon ho paceโ€ ripeterebbe chi si dedica ad attivitร  immorali e chi commette ingiustizie, ma va avanti con la mente ottenebrata dal successo, dal denaro e dalle menzogne degli adulatori.

Questo รจ il mondo al quale Gesรน invia i suoi discepoli non per condannare, per imprecare contro la corruzione e i cattivi costumi o per minacciare castighi divini, ma per annunciare quella pace che tutti โ€“ i piรน in modo inconscio โ€“ vanno disperatamente cercando.

Considerando la realtร  in cui viviamo ci vuole davvero una grande fede per immaginare che sia possibile costruire un mondo in cui regni la pace. รˆ piรน facile credere che Dio esiste che mantenere la speranza nella pace universale. Eppure รจ questa la missione affidata ai discepoli.

I cristiani hanno cercato di costruire la pace, ma non sempre con i mezzi suggeriti dal Maestro che li voleva โ€œagnelli in mezzo ai lupiโ€. A volte hanno preferito ricorrere alla forza, allโ€™imposizione, allโ€™intolleranza; si sono anche ammantati di potenza, come i re di questo mondo.

Non sempre hanno camminato โ€“ poveri, miti, indifesi โ€“ a fianco degli uomini bisognosi di pace. Chi โ€“ come Francesco dโ€™Assisi โ€“ lo ha fatto, ha il suo nome scritto nei cieli.

Per interiorizzare il messaggio, ripeteremo:
โ€œChi crede nella pace vedrร  le grandi opere del Signoreโ€.

Vangeloย Lc 10,1-12.17-20

1ย Dopo questi fatti il Signore designรฒ altri settantadue discepoli e li inviรฒ a due a due avanti a sรฉ in ogni cittร  e luogo dove stava per recarsi.
2ย Diceva loro: โ€œLa messe รจ molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perchรฉ mandi operai per la sua messe.ย 3ย Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi;ย 4ย non portate borsa, nรฉ bisaccia, nรฉ sandali e non salutate nessuno lungo la strada.ย 5ย In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa.ย 6ย Se vi sarร  un figlio della pace, la vostra pace scenderร  su di lui, altrimenti ritornerร  su di voi.
7ย Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perchรฉ lโ€™operaio รจ degno della sua mercede. Non passate di casa in casa.ย 8ย Quando entrerete in una cittร  e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarร  messo dinanzi,ย 9ย curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si รจ avvicinato a voi il regno di Dio.ย 10ย Ma quando entrerete in una cittร  e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite:ย 11ย Anche la polvere della vostra cittร  che si รจ attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate perรฒ che il regno di Dio รจ vicino.ย 12ย Io vi dico che in quel giorno Sรฒdoma sarร  trattata meno duramente di quella cittร .
17ย I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: โ€œSignore, anche i demรฒni si sottomettono a noi nel tuo nomeโ€.ย 18ย Egli disse: โ€œIo vedevo satana cadere dal cielo come la folgore.ย 19ย Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrร  danneggiare.ย 20ย Non rallegratevi perรฒ perchรฉ i demรฒni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieliโ€.

โ€œIl Signore designรฒ altri settantadue discepoli e li inviรฒ a due a due avanti a sรฉ in ogni cittร  e luogo dove stava per recarsiโ€ (v.1.). Cosรฌ inizia il Vangelo di oggi e questa informazione รจ piuttosto sorprendente perchรฉ, poco prima, Gesรน ha giร  inviato i dodici apostoli ad annunciare il regno di Dio ed a curare i malati, raccomandando loro di non prendere nulla con sรฉ, โ€œnรฉ bastone, nรฉ bisaccia, nรฉ pane, nรฉ denaro, nรฉ due tunicheโ€ฆโ€ (Lc 9,1-6). Chi sono adesso questi settantadue che compaiono allโ€™improvviso e che non verranno piรน ricordati in seguito? Una missione strana la loro, anche perchรฉ รจ difficile immaginare Gesรน che va dietro a ben 36 coppie incaricate di preparargli il terreno.

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รˆ il racconto di unโ€™iniziativa apostolica intrapresa da Gesรน e riletta dallโ€™evangelista in funzione della catechesi che intende dare alle sue comunitร .

Siamo in Asia Minore, nella seconda metร  del I secolo. Nonostante le difficoltร  e le persecuzioni, i cristiani continuano a impegnarsi nellโ€™annunzio del Vangelo, tuttavia sono numerosi gli interrogativi che si pongono: Dio rivela il suo Vangelo mediante visioni, sogni, apparizioni o cโ€™รจ bisogno che qualcuno lo proclami? Il messaggio di salvezza รจ destinato a tutti o รจ riservato ad alcuni privilegiati? Che metodi dobbiamo usare per convincere le persone ad accettarlo? Come presentarci agli uomini e cosa dobbiamo dire loro? Basteranno le parole o saranno necessari dei segni? Che fare se veniamo rifiutati? La nostra opera sarร  coronata da successo?

A queste domande Luca risponde narrando un invio di discepoli in missione. Il suo non รจ il reportage di un cronista, ma un testo teologico in cui sono impiegati anche degli artifici letterari.

Il numero settantadue รจ certamente simbolico. Richiamandosi allโ€™elenco che si trova in Genesi 10, gli antichi avevano stabilito che i popoli del mondo erano settanta o settantadue. Nel giorno della festa delle capanne, nel tempio di Gerusalemme venivano immolati settanta tori per impetrare da Dio la conversione di ognuna delle nazioni pagane.

Nelle comunitร  di Luca i cristiani di origine pagana hanno bisogno, sia di superare i complessi di inferioritร  che alcuni provavano nei confronti dei figli di Abramo, sia di porre fine a tutte le discriminazioni che essi stessi introducono in base allโ€™origine etnica, alle tradizioni culturali, alla posizione sociale, al temperamento, al carattere, ai costumi, allo stile di vita di ognuno.

Dicendo che Gesรน ha inviato settantadue discepoli (v.1), lโ€™evangelista vuole affermare che la salvezza non รจ un privilegio riservato a qualcuno, ma รจ destinata a tutti, nessuno escluso.

I messaggeri sono inviati a coppie. Questo indica che lโ€™annuncio del Vangelo non รจ lasciato allโ€™inventiva dei singoli, ma รจ opera di una comunitร . Chi parla in nome di Cristo non agisce in modo indipendente, รจ in comunione con i fratelli di fede. I primi missionari โ€“ Pietro e Giovanni (At 8,14), Barnaba e Paolo (At 13,1) โ€“ non solo andavano a due a due, ma erano anche โ€œinviatiโ€ e sentivano di rappresentare la loro comunitร .

Lo scopo dellโ€™invio: preparare le cittร  ed i villaggi alla venuta del Signore. Gesรน giunge dopo i suoi messaggeri, non prima. Il compito affidato ad ogni apostolo non รจ quello di presentare se stesso, ma disporre le menti e i cuori degli uomini ad accogliere Cristo nella loro vita.

Per compiere questa missione il discepolo deve prepararsi. Il modo per farlo lo suggerisce Gesรน: โ€œPregate il padrone della messeโ€ (v.2).

La preghiera non ha lโ€™obiettivo di convincere Dio a inviare operai nel suo campo (questo evidentemente non avrebbe senso), ma ha lo scopo di trasformare il discepolo in apostolo. Gli dona equilibrio, buona disposizione, pace interiore; lo libera dallโ€™orgoglio, dalla presunzione; lo rende capace di superare opposizioni, delusioni e insuccessi; gli rivela, momento per momento, il volere del โ€œpadrone della messeโ€.

Il lupo รจ il simbolo della violenza, della tracotanza.

Lโ€™agnello indica la mansuetudine, la debolezza, la fragilitร ; puรฒ scampare dallโ€™aggressione del lupo solo se il pastore interviene in sua difesa.

I rabbini dicevano che il popolo dโ€™Israele era un agnello circondato da settanta lupi (i popoli pagani) che lo volevano divorare. Gesรน applica questo paragone ai suoi discepoli: dice che devono comportarsi da agnelli (v.3). รˆ dunque necessario che essi vigilino perchรฉ non insorgano nel loro cuore i sentimenti dei lupi: la rabbia, lโ€™ingordigia, il risentimento, la volontร  di prevalere e di prevaricare. Questi sentimenti portano infatti a compiere le azioni dei lupi: lโ€™abuso di potere, le aggressioni, le violenze, le offese, le menzogne. La storia della chiesa sta a provare che, quando i cristiani si sono trasformati in lupi, hanno sempre fallito la loro missione.

Nei tempi brevi, โ€œcomportarsi da lupiโ€ puรฒ dare risultati, ma si tratta di un successo effimero e comunqueโ€ฆ Gesรน ha salvato il mondo comportandosi da agnello, non da lupo.

La scelta dei mezzi per la missione รจ in sintonia con lโ€™immagine dellโ€™agnello debole e indifeso (v.4). Gesรน li enuncia in modo negativo: nรฉ borsa, nรฉ bisaccia, nรฉ sandali.

Per imporsi, un movimento politico o unโ€™ideologia ha bisogno di strumenti efficaci: il denaro, le armi, gli appoggi di persone influenti. Lโ€™apostolo deve resistere alla tentazione di ricorrere a questi mezzi per diffondere il Vangelo e per costruire il regno di Dio. La chiesa perde di credibilitร  quando vuole competere con i poteri politici ed economici. Chi non sa rinunciare a queste sicurezze umane, chi non ha il coraggio di riporre la sua fiducia unicamente nella forza della Parola che annuncia e nella protezione del Pastore, non sarร  riconosciuto come testimone del Regno, composto solo da โ€œagnelliโ€.

Per strada i discepoli non devono salutare nessuno (v.4). Non si tratta, evidentemente, di una disposizione da prendere alla lettera, ma di unโ€™indicazione che sottolinea lโ€™urgenza della missione.

Quando si ritiene sia giunto il momento opportuno di parlare di Cristo, da dove si deve cominciare? I messaggi che i non credenti sembrano avere maggiormente recepito da noi cristiani sono quelli relativi a certe esigenze morali: inammissibilitร  del divorzio, obbligo di partecipare alla Messa nelle feste di precetto, rispetto e sottomissione alla gerarchia ecclesiale, castighi di Dio per chi non osserva i comandamenti โ€ฆ Sarร  da questi argomenti che si deve avviare il discorso? Affatto.

Il Vangelo รจ bella notizia. Ecco le parole con cui il discepolo si presenta: Sono venuto ad annunciarti la pace; porto la pace a te, alla tua famiglia, alla tua casa (v.5). Questo รจ un annuncio che dร  conforto, suscita stupore, speranza, gioia! Se fra chi ascolta ci sarร  un โ€œfiglio della paceโ€, se ci sarร  qualcuno disposto ad aprire il proprio cuore a Cristo, su di lui scenderร  la pace, pienezza di vita e di bene (v.6).

Per manifestare la sua gratitudine, chi ha ascoltato lโ€™annuncio potrebbe invitare il missionario nella sua casa e offrirgli il suo pane (v.7). Lโ€™apostolo โ€“ raccomanda Gesรน โ€“ accetti lโ€™invito, non avanzi pretese, si accontenti del cibo frugale che gli viene posto innanzi e si adatti agli usi e costumi di chi lo ospita, senza guardare con sospetto alle sue abitudini e alle sue tradizioni; non abbia paura di contaminarsi a causa dei cibi, perchรฉ nessun alimento e nessuna creatura รจ impura (v.8). Questa istruzione era di grande attualitร  al tempo di Luca quando molti esitavano a condividere i pasti con i pagani (Gal 2,11-14; At 11,2-3; 1 Cor 10,27).

In che consiste lโ€™opera di evangelizzazione? Basta lโ€™annuncio o questo deve essere confermato da segni?

Le parole โ€“ dice Gesรน โ€“ devono essere accompagnate da gesti concreti di caritร : la cura dei malati, lโ€™assistenza ai poveri (v.9). Dove non si nota alcun cambiamento, alcuna trasformazione della condizione dellโ€™uomo e della societร , il regno di Dio non รจ ancora giunto.

Il Vangelo puรฒ venire accolto, ma anche rifiutato. Come comportasi quando ci si deve confrontare con lโ€™opposizione? Lo chiarisce Gesรน: i missionari si rechino sulla pubblica piazza e, davanti a tutta la gente, scuotano la polvere dai loro piedi. Sodoma e Gomorra saranno trattate con minor severitร  di quella cittร  (vv.10-12).

Sono parole dure da capire e piรน ancora da accettare. Prese alla lettera contraddicono il resto del Vangelo. Basti pensare alla reazione di Gesรน nei confronti di Giacomo e Giovanni che volevano far scendere il fuoco dal cielo sui Samaritani (Lc 9,55).

Dio non si arrabbia, non si vendica, non castiga chi non accoglie la sua Parola. Egli รจ solo bontร  e misericordia e ama sempre e comunque. Gesรน impiega qui il linguaggio e le immagini del suo popolo. Parla di castighi di Dio per indicare le conseguenze disastrose che comporta il rifiuto del Vangelo. Chi non accetta la sua parola si rende responsabile della propria infelicitร , si priva della pace. รˆ significativo che la scena minacciosa del giudizio pronunciato dagli evangelizzatori sullโ€™intera cittร  si concluda comunque con una parola di salvezza: โ€œSappiate che il regno di Dio รจ giunto a voiโ€.

Compiuta la loro missione, i settantadue ritornano pieni di gioia e riferiscono a Gesรน i risultati ottenuti. Egli risponde: โ€œVedevo satana cadere dal cielo come la folgoreโ€ (v.18). Quando la Bibbia parla di satana non intende lโ€™essere spregevole e deforme che viene ancora raffigurato in qualche dipinto. Si riferisce alle forze del male: lโ€™odio, la violenza, lโ€™ingiustizia, lโ€™orgoglio, lโ€™attaccamento al denaro, le passioni sregolateโ€ฆ

Dicendo che satana รจ caduto dal cielo, Gesรน annuncia la vittoria ormai inarrestabile del bene. Con la proclamazione del Vangelo, il regno del male ha iniziato a crollare.

Poi continua: โ€œVi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrร  danneggiareโ€ (v.19). Ecco unโ€™altra immagine biblica. Come satana, il serpente e lo scorpione sono simboli del male (Cf. Gen 3,15; Sal 91,13). Gesรน non promette che i suoi inviati non incontreranno opposizioni e difficoltร . Gli animali pericolosi ci saranno, ma verranno โ€œcalpestatiโ€ dal discepolo.

Le parole del Maestro suggeriscono lโ€™idea di una vittoria facile, stupefacente (come folgore); sembrano ridurre ad una comoda passeggiata la lunga marcia che conduce lโ€™umanitร  verso il regno di Dio. La realtร  โ€“ lo verifichiamo ogni giorno โ€“ non รจ tanto semplice nรฉ tanto allegra.

Il male reagisce in modo duro e violento, basti pensare quanto costi, per esempio, vincere un vizio, superare una cattiva abitudine e come continuino a trionfare nel mondo i furbi, i potenti, i corrotti. Ma Gesรน, che guarda al risultato finale, constata che il male ha giร  perso il suo vigore. Queste parole suonano a condanna dei pessimismi, sono una smentita di chi non fa che dolersi e ripetere sconsolato che il mondo va sempre peggio.

Chi ha dato fiducia a Cristo e alla sua Parola ha il suo nome scritto nei cieli, cioรจ รจ entrato a far parte del regno di Dio (v.20). รˆ questa la ragione della gioia che prova e che annuncia a tutti. Anche se realisticamente ammette che i successi sono limitati e faticosi e che il cammino รจ ancora lungo, egli gioisce perchรฉ giร  intravede la meta.

Nel sito Settimana News sono presenti anche i commenti alla prima e seconda lettura.

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