Hai presente quella sensazione di essere dimenticato? Di non contare poi così tanto per il mondo… o magari per una persona a cui tenevi tanto? Gesù oggi ci spiazza, con una parabola cortissima ma potentissima: lascia 99 pecore per cercarne una. Una. Te!
Siamo calati in un mondo che vive la logica del contare, sommare, trattenere. “Fai numero”, “fai gruppo”, “stai al passo”. Eppure il Vangelo oggi ci chiede di sottrarre, di lasciare, di rischiare per uno solo. Sembra strano, ma noi che abbiamo paura di essere soli, ci scopriamo cercati quando siamo soli!
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Gesù non è un pastore calcolatore, ma un cercatore folle! Lo dice anche Ezechiele (Ez 34,11-16): “Io stesso cercherò le mie pecore e le radunerò”. Non delega, non comanda a distanza. Scende nel campo, si infanga, suda di ricerca. Il pastore non manipola per essere lui stesso cercato, ma va alla ricerca per non perdere ciò a cui tiene!
E Paolo, nella Lettera ai Romani (Rm 5,5b-11), ci ricorda che tutto questo è possibile solo perché “l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo”. È la festa del Cuore di Gesù, e non è poesia dolciastra: è carne, sangue, pulsazione vera di un Dio che ci prende a cuore. Sul serio.
Al tempo di Gesù, i pastori non erano romantici, erano rozzi, fuori città, spesso malvisti. Eppure è proprio lì che Gesù piazza il suo cuore: non nei salotti religiosi, ma nelle periferie polverose, tra gli scartati.
Immagina un filo rosso. Uno solo. Che da lontano, lontanissimo, si tende, attraversa grovigli, muri, strade, e si lega al tuo polso. Tu forse nemmeno lo senti, ma Dio lo tiene stretto. Non molla. Questo è il cuore di Cristo: fedeltà ostinata, anche quando tu ti dimentichi di te stesso.
Oggi siamo spesso in relazioni dove “se non servi, si chiude, si mette da parte”. Ma il cuore di Cristo ci dice: “Non sei utile, sei unico”. E questo cambia tutto. Allora l’atteggiamento cristiano oggi è cercare, non aspettare. Rischiare la perdita, pur di amare davvero.
Chissà, così facendo potresti scoprire che mentre ti sentivi perso, eri in realtà il centro della festa.
E se fosse il tuo turno di lasciare le 99 per chi ami davvero?
don Domenico Bruno
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