don Giovanni Berti (don Gioba) – Commento al Vangelo del 22 Giugno 2025

Domenica 22 Giugno 2025 - SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO - SOLENNITร€ - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 9,11b-17

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Lโ€™Eucaristia, icona viva di Gesรน

Tutta l’arte sacra cristiana ha lo scopo di richiamare alla mente e al cuore l’evento o il personaggio che rappresenta. Questo รจ particolarmente vero per le icone, chiamate anche il โ€œVangelo dei poveriโ€ e strumento di una evangelizzazione fatto piรน di immagini che di parole.

La vignetta di don Giovanni Berti

L’arte delle icone sacre รจ molto cara alla tradizione orientale del Cristianesimo. Non รจ solo una descrizione riassuntiva di un evento della storia sacra, di un personaggio biblico o di un santo, ma molto di piรน. L’icona, proprio per il suo stile particolarissimo e riconoscibile rimasto sostanzialmente immutato lungo i secoli, per i cristiani delle chiese orientali รจ parte della liturgia, รจ una preghiera sensibile, fatta di immagini che, in qualche modo, “rendono visibile lโ€™invisibileโ€.

Nei racconti dei Vangeli, Gesรน si presenta come “icona” di Dio Padre. Essendo Figlio di Dio, in questo “essere figlio” egli porta nella dimensione storica e umana il volto di Dio che nessuno ha mai visto. Gesรน rende visibile Dio invisibile. I gesti, le parole, gli atteggiamenti e le scelte di vita dell’uomo Gesรน rimandano a Dio. รˆ anche questo che in qualche modo “scandalizzรฒ” i religiosi del suo tempo, i quali non potevano concepire che Dio si manifestasse in questo figlio di falegname dalla Galilea, limitato e mortale come tutti gli uomini. Eppure, รจ proprio questa la straordinaria novitร  della rivelazione evangelica, la buona notizia che Dio “si fa vedere e toccare” ed รจ al nostro stesso livello.

Ma se questa รจ stata l’esperienza di quei pochi che conobbero Gesรน duemila anni fa, cosa succede per tutti coloro che sono venuti dopo, compresi noi oggi? Noi non abbiamo l’uomo Gesรน, non ascoltiamo la sua voce e non vediamo i suoi gesti. Come possiamo vederlo e toccarlo in modo da fare anche noi esperienza di Dio in terra, della bellezza dell’Eterno all’interno della nostra piccola e limitata storia?

I primi cristiani compresero che Gesรน stesso aveva lasciato un'”icona” di sรฉ, affinchรฉ in quel segno visibile e materiale si potesse non solo comprendere con la razionalitร  ma anche sperimentare con i sensi e i sentimenti tutta la sua persona e la sua storia. รˆ qui che risiede il senso del gesto dello spezzare il pane e mangiarlo insieme, e del condividere un unico calice di vino, che รจ il cuore dell’Eucaristia domenicale. “Questo รจ il mio corpo, questo รจ il mio sangueโ€ฆ fate questo in memoria di me.” Nei gesti dell’Ultima Cena, che i cristiani ripetono da duemila anni, c’รจ tutta la storia di Gesรน e l’invito a ripeterla.

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L’Eucaristia, celebrata con i gesti del pane e del vino, con l’assemblea di fratelli e sorelle che si radunano insieme, e con le preghiere e i canti che uniscono, รจ davvero la migliore icona di Gesรน, che non solo lo racconta come personaggio del passato ma lo rende realmente presente.

Per ricordarci questo oggi, solennitร  del Corpus Domini, la Chiesa ha scelto come brano del Vangelo il prodigio dei pani e dei pesci. L’evangelista Luca riprende il ricordo di un prodigio di Gesรน, ma lo narra in modo che diventi un aiuto per comprendere il significato della celebrazione domenicale che la sua comunitร  faceva, e che anche noi oggi facciamo.

La Messa domenicale รจ un momento in cui ci raduniamo per nutrirci delle parole di Gesรน, ma anche per sperimentare che siamo chiamati a stare insieme, a prenderci cura gli uni degli altri, della nostra fame di amore, pace e fratellanza. Abbiamo fame di Dio, anche se spesso ci sembra che questo “pane” manchi. Ed ecco che il miracolo si ripete ogni volta che stiamo insieme: quando quel poco che abbiamo (come i cinque pani e i due pesci), personalmente e come comunitร , se lo condividiamo, alla fine basta per tutti.

“Date voi stessi da mangiare”, dice Gesรน ai suoi discepoli tentati dal “ognuno pensi a sรฉ stesso”. C’รจ un sottile gioco di parole in questa frase: “date voi stessiโ€ฆ” significa che devono occuparsi loro del cibo per tutti, ma anche che questo cibo รจ la loro stessa vita donata. Come Gesรน ha dato la sua vita come un pane che nutre il cuore, cosรฌ anche oggi, se impariamo a dare noi stessi al prossimo, nessuno morirร  di fame, neanche nel peggior deserto della Storia.

Ecco l’icona perfetta di Gesรน: la comunitร  che si raduna e celebra con il pane e il vino, e poi la stessa comunitร  che, finita la celebrazione, vive come Gesรน e rende il suo corpo visibile e toccabile ancora oggi. Celebrando lโ€™Eucarestia diventiamo noi stessi โ€œicone viventiโ€ di Gesรน oggi.

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Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)