p. Alessandro Cortesi op – Commento al Vangelo di domenica 22 Giugno 2025

Domenica 22 Giugno 2025 - SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO - SOLENNITร€ - ANNO C
Commento al brano del Vangelo di: Lc 9,11b-17

Data:

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โ€˜Melchisedek re di Salem, offrรฌ pane e vinoโ€™: Melchisedek รจ figura enigmatica, che appare improvvisamente nei racconti su Abramo e subito scompare: il suo nome indica  un re (melek) che reca con sรจ giustizia (sedaka โ€“ giustizia) e pace (shalom). Compie un gesto particolare verso Abramo: una offerta di alleanza nel segno del pane e vino e ciรฒ consente alla tribรน di Abramo di prendere un momento di riposo nel cammino. Il suo gesto รจ offerta di pace e alleanza e lโ€™incontro si chiude con un rito ed una benedizione per Abramo. Il pane e il vino di Melchisedek recano in sรฉ i tratti dellโ€™accoglienza e dellโ€™ospitalitร .

Anche Gesรน compie gesti di condivisione, dona possibilitร  di ristoro, e fa partecipare ad un medesimo banchetto nella serenitร  di un ambiente naturale di verde: โ€œEgli prese i cinque pani e i due pesci, alzรฒ gli occhi al cielo, recitรฒ su di essi la benedizione, li spezzรฒ e li dava ai discepoli perchรฉ li distribuissero alla follaโ€. Questo gesto di Gesรน dona possibilitร  di condividere il poco cibo messo a disposizione e da qui faโ€™ sรฌ che tutti possano mangiare senza che venga meno il cibo per nessuno. Lโ€™elemento su cui sostare รจ che si tratta di una distribuzione. Luca โ€“ riprendendo da Marco la narrazione dei pani โ€“ lo indica quale momento decisivo: subito dopo la distribuzione dei pani e dei pesci Gesรน presenta la sua missione di figlio dellโ€™uomo che percorre la via del rifiuto da parte degli uomini ma dellโ€™essere innalzato da parte dellโ€™Abbร  (Lc 9,18-22). E da quel momento orienta decisamente il suo cammino verso Gerusalemme.

Descrivendo il gesto dei pani Luca ricorda il cammino di Israele nel deserto quando ricevette da Dio la manna come cibo (Es 16,8.12; Num 11,21). Anche il gesto di Gesรน รจ situato in un luogo deserto, vicino a Betsaida. Cosรฌ anche un altro episodio del rimo Testamento, questa volta della storia di Eliseo (2Re 4,42-44) รจ richiamato. Eliseo, uomo di Dio, disse ad un individuo presentatosi a lui offrendogli primizie: โ€œDallo da mangiare alla genteโ€. Allโ€™obiezione โ€œcome posso mettere questo davanti a cento persone?โ€ quegli replicรฒ: โ€œDallo da mangiare alla gente. Poichรฉ cosรฌ dice il Signore: ne mangeranno e ne avanzerร  ancheโ€™. Lo pose davanti a quelli, che mangiarono, e ne avanzรฒ, secondo la parola del Signoreโ€.

Luca nel gesto di Gesรน scorge il rinvio a questo gesto del profeta e insieme i  significati dellโ€™esperienza eucaristica. Anche nel racconto dellโ€™incontro con i due di Emmaus Gesรน compie i medesimi gesti: prende il pane, pronuncia la benedizione, lo spezza e lo porge ai discepoli. Sono ancora  i medesimi  gesti dellโ€™ultima cena (Lc 22,19).

La moltiplicazione/distribuzione dei pani allora, non รจ solo memoria del gesto di Gesรน, che con la sua parole benedice i pani e li fa distribuire. Questo segno rinvia al senso dellโ€™eucaristia, alla presenza di lui che continua nella comunitร  e rende responsabili i discepoli: โ€˜date voi loro da mangiareโ€™. Gesรน chiede che sia messo a disposizione quello che si ha. Condividere apre ad una abbondanza inedita per tutti. Gesรน poi coinvolge i discepoli in questa distribuzione. La comunitร  รจ chiamata a centrare la sua attenzione verso tutti coloro che sono affamati e poveri. Ciรฒ apre allo stupore di una sovrabbondanza che proviene dal condividere.

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Lโ€™eucaristia trova il suo autentico senso e compimento nel distribuire la vita, spalanca agli orizzonti di una relazione nuova con gli altri.

Paolo nella lettera ai Corinzi presenta una critica ad una comunitร  divisa che attua atti di ingiustizia e di esclusione dei piรน poveri e tuttavia compie i gesti del โ€˜mangiare la cena del Signoreโ€™. Vi nota una contraddizione: non si puรฒ vivere un rito che esprime la comunione quando poi non si vive il riconoscimento dellโ€™altro e la condivisione. E conclude โ€œquando vi radunate per la cena, aspettatevi gli uni gli altriโ€ (1Cor 11,33). Aspettarsi, per riconoscere lโ€™altro e per imparare a condividere.

Per gentile concessione di p. Alessandro – dal suo blog.

p. Alessandro Cortesi op

Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโ€™Istituto Superiore di Scienze Religiose โ€˜santa Caterina da Sienaโ€™ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โ€˜Giorgio La Piraโ€™ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ€“ Firenze.

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