O il plauso degli uomini o la ricompensa presso il Padre che è nei cieli: è questa la drastica alternativa che ci pone oggi il Signore. O l’ipocrisia e la platealità per strappare consensi e la futile ammirazione degli uomini, che però ci priva di ogni altro merito, oppure la silenziosa e umile operosità del bene, che, come il seme di evangelica memoria, si nasconde nella terra per portare molto frutto.
Gli uomini si fermano alle apparenze, Dio scruta i cuori e vede nel segreto. Gli uomini applaudono per un istante e poi dimenticano, Dio ci garantisce un premio che vale per l’eternità.
È pressante, ai nostri giorni, il bisogno di gratificazioni; è indubbio che la lode, l’ammirazione, la fama suscitino in noi un interiore godimento. La massificazione, al contrario, ci fa paura, l’anonimato ci procura angoscia, il sentirci inutili e dimenticati ci fa piombare nella peggiore solitudine.
Ciò accade, però, solo se non abbiamo messo al primo posto la gloria di Dio e la nostra personale santificazione. La vera umiltà ci consente di scoprire i doni ricevuti, ci rende consapevoli del bene che sappiamo e dobbiamo fare, ci fa godere l’autentica gioia; ma il tutto è poi indirizzato a Dio, che è la fonte del nostro bene.
Fonte: Monaci del monastero di S.Vincenzo Martire – Bassano Romano (VT)
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