La Santa Liturgia, riproponendo questo grande e santo mistero alla nostra attenzione, viene incontro alla pochezza e alla inveterata distrazione di ciascuno di noi. Giustamente diciamo โriproporreโ, perchรฉ questo mistero รจ presente in tutta la vita di Gesรน, fin dal Natale.
ร anzi il mistero che guida lโintera storia del mondo fin dalla creazione. ร questo il senso del bellissimo brano della Scrittura tratto dal libro dei Proverbi. Il testo ci presenta la Sapienza di Dio personificata, che cosรฌ si esprime:
โQuando non esistevano gli abissi, io fui generataโฆ; quando (Dio) ancora non aveva fatto la terraโฆ io ero lร ; quando (Dio) disponeva le fondamenta della terra, allora io ero con Lui come architetto ed ero la sua delizia ogni giorno, mi rallegravo davanti a lui in ogni istante; mi ricreavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dellโuomoโ (Pv 8,22-31).
La tradizione cristiana ha visto nella Sapienza quel โVerboโ che โera nel principioโ e per mezzo del quale tutto รจ stato fatto. Lโintero processo creativo รจ radicalmente segnato dal dialogo tra Dio e la Sapienza, tra il Padre e il Figlio.
Il Vangelo di Giovanni scrive: โEgli (il Verbo) era in principio presso Dio; tutto รจ stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente รจ stato fatto di tutto ciรฒ che esisteโ (Gv 1,2-3). Le โfondamenta della terraโ, ossia il cuore di ogni realtร umana, ha lโimpronta di questo singolarissimo rapporto che cโรจ tra il Padre e il Figlio.
Potremmo dire che ogni cosa porta il โsegnoโ della comunione tra il Padre e il Figlio. Non senza ragione e con grande profonditร alcuni padri dellโantica Chiesa parlavano dei โsemina Verbiโ, ossia dellโimpronta del Verbo presente in tutta la creazione, in ogni uomo, in tutte le fedi, in tutte le culture.
- Pubblicitร -
Nulla รจ estraneo alla Trinitร , perchรฉ tutto รจ stato fatto ad immagine di Dio. La Lettera ai Romani parla dellโamore di Dio effuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo (Rm 5,1-5), lo Spirito che ci rende Tempio di Dio, sua casa, suoi familiari.
Il Vangelo di Giovanni (16,12-15) riporta alcune delle parole di Gesรน ai discepoli la sera dellโultima cena. Quante cose aveva ancora da dire loro, prima di lasciarli! Non solo non aveva piรน tempo a disposizione; soprattutto i discepoli non erano ancora capaci di comprendere appieno quanto avrebbe dovuto dire loro.
Ma li rassicurรฒ: โQuando perรฒ verrร lo Spirito di veritร , egli vi guiderร alla veritร tutta intera, perchรฉ non parlerร da sรฉ, ma vi dirร tutto ciรฒ che ha udito e vi annunzierร le cose futureโ. Lo Spirito trascina i discepoli verso il cuore di Dio, il mondo di Dio, la vita di Dio, chโรจ comunione di amore tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Dio, il Dio cristiano (e dobbiamo domandarci se tanti cristiani credono nel โDio di Gesรนโ!), non รจ una monade, unโentitร singola, magari potente e maestosa. Il Dio di Gesรน รจ una โfamigliaโ di tre persone; e, si potrebbe dire, che la loro unitร nasce dallโamore: si vogliono cosรฌ bene da essere una cosa sola.
Questa incredibile โfamigliaโ รจ entrata nella storia degli uomini per chiamare tutti a farne parte. Sรฌ! Tutti sono chiamati a far parte di questa singolarissima โfamiglia di Dioโ.
Allโorigine e al termine della storia cโรจ questa comunione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Lโorizzonte trinitario ci avvolge tutti, sรฌ che la โcomunioneโ รจ il nome di Dio e la veritร della creazione.
Tale orizzonte รจ senza dubbio la sfida piรน bruciante oggi lanciata dalla Chiesa, anzi a tutte le Chiese cristiane; vorrei aggiungere a tutte le religioni, a tutti gli uomini. ร la sfida a vivere nellโamore. Certi che lร dove cโรจ amore, cโรจ Dio.
