Dio non può essere solitario, è un infinito abbraccio
Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santità per la Città del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.
Il video presenta una riflessione del Cardinale Angelo Comastri sulla figura di Dio, l’importanza della fede nella vita umana, l’esistenza di Dio, l’origine del disordine nel mondo e il concetto della Santissima Trinità.
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Il Cardinale Comastri inizia esprimendo preoccupazione per la crescente assenza di Dio nella società moderna, citando esempi di pensatori che prevedevano la scomparsa delle religioni. Sostiene che l’allontanamento dalla fede porta a egoismo, violenza e disperazione, come dimostrano alcuni dati sul benessere sociale. Procede poi a presentare diverse prove dell’esistenza di Dio, attingendo sia a figure scientifiche come Isaac Newton e Carl Linneo, sia a conversioni come quella di Anthony Flew, evidenziando come la complessità e la bellezza della natura siano indicatori inequivocabili di un Creatore.
Il discorso si sposta poi sull’origine del disordine e del male nel mondo, che non è attribuito a Dio, ma alla libertà umana e al peccato, che rompono l’armonia con il divino. Il Cardinale sottolinea che la soluzione a questo disordine viene da Dio stesso, attraverso l’invio di Suo Figlio, Gesù, che ha inaugurato una nuova era di amore e salvezza. È attraverso Gesù che i cristiani hanno compreso la natura di Dio come amore, un “abbraccio infinito” che si manifesta nella Trinità.
Infine, il Cardinale Comastri esplora come la famiglia umana possa essere un riflesso di questo mistero trinitario, rappresentando un abbraccio d’amore tra padre, madre e figli. Conclude incoraggiando le famiglie a vivere nell’amore autentico, riflettendo così l’abbraccio divino e trovando la vera felicità.
Trascrizione del video
Sia lodato Gesù Cristo.
Oggi è la festa della Santissima Trinità, è la festa di Dio, la festa di colui che ci ha creato e ha creato i cieli, la terra, la luna, il sole, le stelle.
Ma oggi molti non sanno più guardare in alto. Un proverbio orientale dice: “Se ad uno stolto indichi il sole con il dito, lo stolto guarda il dito ma non guarda il sole.”
Oggi accade così. Pensate che nell’anno 2000, sulla rivista Micromega, che è espressione degli atei italiani, Umberto Galimberti scrisse:
“Tutte le religioni hanno le ore contate. Nel giro di uno o due decenni scompariranno perché la scienza e la tecnica risponderanno a tutti i problemi dell’uomo, rendendo inutile ogni religione.”
È una profezia clamorosamente smentita dai fatti. Anzi, possiamo dire che l’eclissi della religione rende invivibile la vita dell’uomo sulla terra.
Quando ci si allontana da Dio, si scatenano gli egoismi, gli odi e le violenze, perché non c’è più un motivo per rispettarci e volerci bene.
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Aveva ragione Ford Soeschi quando disse: “Se togliete Dio, tutto è possibile.” Lo spettacolo è davanti agli occhi di tutti e grida il bisogno di Dio per dare un senso alla vita dell’uomo sulla Terra.
Fa pensare il fatto che in Svezia, ritenuta il paese più progredito, ci sia il numero più alto di suicidi nel mondo.
Per fare un esempio: il 5 novembre 1954, all’età di soli 31 anni, Stigen Agerman, valente scrittore al culmine della carriera, si suicida a Stoccolma.
Perché? Nei suoi scritti si trova questa lucida affermazione:
“Mi manca la fede e non potrò mai quindi essere un uomo felice, perché non sarà mai felice colui che pensa che la vita sia soltanto un vagare insensato verso una morte certa.”
È un’affermazione che fa riflettere.
Indro Montanelli, pochi mesi prima di morire, disse:
“Se devo chiudere gli occhi senza sapere da dove vengo, dove vado e cosa sono venuto a fare in questa terra, valeva la pena caprirsi gli occhi?”
E aggiunse:
“È una dichiarazione di fallimento. Quando manca Dio, l’uomo muore come un ramo tagliato dalla pianta.”
Festeggiamo allora tranquillamente la festa di Dio, la festa della Santissima Trinità.
Innanzi tutto diciamo apertamente che noi siamo più che sicuri dell’esistenza di Dio. Il mondo è impensabile senza l’esistenza di Dio.
Isacco Newton, grandissimo scienziato morto nel 1727, ha lasciato questa bella confidenza:
Una sera mi sono fermato a guardare le stelle e ho pensato: che cosa meravigliosa è l’universo!
Pensava a questi corpi in continuo movimento. Bisogna essere ciechi per non riconoscere l’esistenza del creatore.
Bisogna essere pazzi per non adorarlo.
E in quel tempo Newton non poteva conoscere la dimensione della via Lattea, che è la galassia dentro la quale si trova la nostra terra.
Pensate: la galassia ha un diametro di 100.000 anni luce, cioè un miliardo di miliardi di miliardi di chilometri. Cifra che fa capogiro.
È la Via Lattea. E pensate: la Via Lattea è un angolo dell’universo.
Non solo. Se dal cielo posiamo lo sguardo sulla terra, basta un fiore per gridare l’esistenza di Dio, perché in ogni fiore c’è un progetto ben preciso.
E chi ha fatto questo progetto? Chi ha messo questo progetto nel seme?
Carlo Linneo, grande botanico morto nel 1778, scrisse:
“Nel seme di ogni fiore c’è la firma del creatore.”
Questo significa ragionare onestamente, senza pregiudizi che impediscono di vedere la verità.
Basta osservare anche il lavoro perfettamente organizzato delle api in un alveare.
Chi ha messo nelle api la scienza infusa di un lavoro così intelligentemente programmato?
C’è dentro necessariamente il creatore. Alcuni cominciano ad accorgersene.
Il 9 dicembre 2004 Anthony Flew, che era il capo dell’associazione degli atei in America, fece un annuncio clamoroso che stupì tutti. Disse:
“Non sono più ateo. Dio c’è e tutto grida l’esistenza di Dio. Anche una formica è un capolavoro e non può essersi formata da sola. Il mondo esige l’esistenza di Dio.”
Qualcuno potrebbe obiettare: questo è vero, però nel mondo è entrato un tarlo, è entrato un virus, un’infezione, un disordine che sta sciupando l’opera di Dio e sta facendo saltare l’equilibrio e l’ordine bello e intelligente che Dio ha impresso nella creazione.
È vero, e si vede questo disordine. Chiediamoci: da dove viene questo disordine? Chi ha introdotto questa infezione, questo squilibrio?
Questo disordine lo introduce l’uomo con il peccato, con la cattiveria.
Il peccato infatti è un colpo che, staccando l’uomo da Dio, fa perdere al mondo il punto di equilibrio e di armonia, che è Dio.
È soltanto Dio. Ricordatelo bene: i comandamenti di Dio non sono a vantaggio di Dio, ma sono a vantaggio nostro.
Oggi, a causa del peccato che viola le leggi di Dio, il mondo non è più armonico e bello come quando uscì dalle mani del creatore.
Nel mondo e nella vita dell’uomo è entrato il veleno della cattiveria, dell’orgoglio, dell’egoismo, che ha sconvolto tutto.
Pertanto è necessario un recupero, una ricostruzione, un progetto di salvezza. Chi può farlo?
Soltanto Dio.
Ed ecco la bella notizia che portiamo noi cristiani: Dio si è mosso e si sta muovendo, perché in Dio, nel cuore di Dio, c’è uno scenario di misericordia, che per puro amore lo spinge a cercare i figli ribelli.
E noi siamo i figli ribelli. E che cosa ha fatto Dio?
Ha inviato il suo Figlio dentro la famiglia umana.
Fatto veramente strepitoso e commovente. E con Gesù è iniziata una nuova storia, una nuova umanità.
E si vede nei santi questa bella nuova umanità.
Infatti, nel solco aperto da Gesù, sbocciano i santi che realizzano il sogno che Dio da sempre ha avuto per l’umanità.
Pensate: quando morì Giovanni XXIII, uomo di straordinaria bontà, un giornalista miscredente esclamò:
“Se è esistito Papa Giovanni, Dio c’è e Gesù è veramente il Figlio di Dio.”
E quando morì Maria Teresa di Calcutta nel 1997, ci fu chi disse:
“Se in ogni continente esistesse una Madre Teresa di Calcutta, gli atei scomparirebbero dal mondo e tutti seguirebbero Gesù come ha fatto Maria Teresa.”
E in Gesù noi abbiamo scoperto qualcosa del mistero intimo di Dio che la creazione non poteva farci conoscere.
In Gesù noi abbiamo scoperto che Dio è amore.
È una notizia veramente clamorosa e meravigliosa.
E proprio perché Dio è amore, Dio non può essere solitario, ma è un infinito abbraccio: Dio è Trinità.
Certamente è un mistero, ma d’altra parte, colui che è infinito deve essere per forza un mistero.
Se non lo fosse, sarebbe piccolo come noi, non sarebbe più Dio.
E poiché Dio è amore, Gesù ci ha dato un comandamento che ci distingue da tutti: è il comandamento dell’amore fraterno, il comandamento che ci chiama a vivere la stessa vita di Dio.
Noi cristiani siamo il popolo del comandamento dell’amore e siamo fieri di questo.
Permettetemi un’ultima riflessione. Ma c’è qualcosa nel mondo che rispecchia il mistero di Dio Trinità?
Certamente: è la famiglia.
La famiglia è creata a immagine di Dio.
Infatti, la famiglia vera è un unico abbraccio, eppure ha tre espressioni di amore: l’amore paterno, l’amore materno e l’amore filiale.
E più la famiglia vive l’amore, più la famiglia rispecchia il mistero bello e affascinante di Dio Trinità.
A questo punto capite subito che la guerra contemporanea contro la famiglia è una guerra contro Dio, è una guerra contro l’amore, che è la vita stessa di Dio.
E di conseguenza, è una guerra contro la felicità dell’umanità.
Realizzate famiglie sante e sarete collaboratori della vittoria di Dio sulla cattiveria del mondo.
Cari sposi, cari genitori, fate scoprire ai vostri figli l’amore vero, l’amore umile, l’amore paziente, l’amore fedele.
E sentiranno l’abbraccio di Dio e la gioia che Dio solo può dare.
Buona festa della Santissima Trinità.
Buona festa dell’amore infinito, che deve rispecchiarsi in ciascuno di noi.
Sia lodato Gesù Cristo.
