Che cosa c’è di più importante dell’amore? Nulla. Ecco perché Gesù ci fa la stessa domanda che ha posto a Pietro da risorto dopo la pesca miracolosa sul lago di Tiberiade. Ed Egli si accontenta del poco amore che abbiamo per Lui o di come sappiamo amarlo. Intanto ci invita ad amarlo più di tutto e tutti.
Questo è difficile e poco comprensibile per noi che siamo abituati ad amare qualcuno in carme ed ossa, qualcuno o qualcosa che “vediamo”. Ma Dio che non si vede, come possiamo amarlo addirittura più di tutto? Il problema è passare dallo stato invisibile di Dio a quello visibile.
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Gesù ci dà questa possibilità perché da quando ha preso carne il Figlio di Dio, Egli è in ogni uomo o donna, in ogni persona, soprattutto nei più poveri o bisognosi di senso. Allora l’amore diventa concreto. Amando tutti e tutto, creato compreso, amiamo Dio. E qui si disegna la primazia dell’amore verso Dio. Amare tutti e tutto in Lui, con Lui, per Lui, grazie a Lui.
Così lo metteremo sempre al primo posto e tutto ruoterà intorno a questo tappo d’amore intimo e profondo. Il segreto è seguire Gesù, cioè conoscerlo per amarlo. Egli vuole un amore esclusivo che si concretizza in una missione: farlo amare. Come mi rivedo in questa prospettiva che il vangelo oggi mi propone?
Quanto sto dentro l’amore, quello vero? Quanto Dio e il suo amore sono trainanti verso tutti gli aspetti della mia vita?
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
