ABBRACCIATO
DAL MISTERO
Questo Dio folle
che ha amato
non solo noi,
ma tutto il creato.
E che anch’io amo,
perché è opera
delle sue dita.
Coi suoi spazi,
le sue nuvole,
i suoi figli,
la sua dolce
e aspra bellezza.
Terra amata e paziente.
Grande giardino di Dio,
con noi suoi piccoli
“giardinieri planetari”.
La Trinità è lo specchio
del mio senso ultimo,
e dell’universo stesso.
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Incamminato verso
un Padre che mi dà vita,
verso un Figlio
che mi innamora,
verso uno Spirito che
accende di comunione
le mie solitudini.
Io mi sento piccolo ma abbracciato dal mistero,
come un bambino
col naso all’insù.
Resto saldo nel loro vento
in cui naviga
l’intero creato
che mi attende.
Mi attende, perché
il suo nome è comunione.
Per gentile concessione di p. Ermes – Fonte.
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