UN CORPO ASSENTE
Ascensione: con Cristo anche noi a cercare un crocevia tra terra e cielo, una fessura aperta sull’oltre, su ciรฒ che dura al di lร del tramonto: sapere che il nostro amare non รจ inutile ma sarร raccolto goccia a goccia, come olio sacro e prezioso.
โE alzate le mani li benediceva, e veniva portato su, in cieloโ. L’ultima immagine di Gesรน sono le sue mani alzate a benedire.
Ascolta “p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di domenica 1 Giugno 2025” su Spreaker.Sua parola definitiva che ci raggiunge tutti, una in-finita, mai finita benedizione che si stende sulla storia, sul pane e sulle pietre, sull’uomo che cade e su chi รจ ferito, ad assicurare che la vita รจ piรน forte delle sue ferite. Il mondo lo ha rifiutato e ucciso, e lui lo benedice.
Lโascensione non รจ una vittoria sulla forza di gravitร , Gesรน non รจ salito verso l’alto, รจ โascesoโ nel profondo degli esseri, รจ โdiscesoโ nellโintimo del creato e delle creature. Lui ha preso dimora nel profondo del creato, nel rigore della pietra come nella musica delle costellazioni: spostamento del cuore, non del corpo.
Con il suo corpo assente sottratto agli sguardi e al nostro avido toccare, inizia la nostalgia del cielo; non lo possiamo toccare, non lo possiamo trattenere come Maria quel giorno al sepolcro, perchรฉ lui deve andare allโessenziale.
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Il Maestro lascia la terra con un fallimento, se giudicato coi numeri: delle folle osannanti rimangano solo undici uomini impauriti e poche donne tenaci e coraggiose. Ma lui sa che nessuno di loro lo dimenticherร , รจ la sola garanzia di cui ha bisogno, per affidare loro il suo vangelo e il suo sogno. โHo amato ogni cosa con l’addioโ (Marina Cvetaeva).
Mentre li benediceva si staccรฒ da loro e veniva portato su, in cielo. Gesto prolungato, a indicare una benedizione mai terminata, che galleggia ancora alta sul mondo e vicinissima a me. Una benedizione ha lasciato il Signore; una parola bella su noi. Perchรฉ si benedice chi ci ha fatto del bene.
E io, quale bene ho fatto a Dio? Eppure egli benedice i miei sandali rotti e i miei percorsi malandati.
Luca conclude il suo vangelo a sorpresa: i discepoli tornarono a Gerusalemme con grande gioia. Invece dโessere tristi perchรฉ se ne andava il loro amico, sentono dentro un amore che abbraccia l’universo, e ne sono felici: finalmente hanno capito. La “Chiesa in uscita” inizia su quellโaltura, col chiedere agli apostoli un cambio di sguardo. Devono passare da un gruppo che mette se stesso al centro, ad una Chiesa al servizio dell’uomo, della vita, di ciรฒ che conta davvero, della Casa comune e dei figli che verranno.
Benedici anche me, Signore, che sto imparando, che sto qualche volta camminando, come loro, su sandali di gioia.
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Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.
