Il mondo, il mondo che ha odiato Gesรน e che odia noi se siamo dei suoi, il mondo, questo mondo siamo noi.
Siamo noi con la nostra indifferenza e incapacitร di prenderci cura di questo mondo. Una incapacitร che diventa odio nei confronti di chi si prende cura di questo mondo con la stessa dedizione di Gesรน: non cโรจ amore piรน grande che dare la vita per i propri amici.
Questa รจ la vita. Questa รจ la vita che il mondo odia con un atteggiamento persecutorio ma soprattutto con un atteggiamento autolesionista. E le persone, cioรจ noi, che vivono secondo il mondo, schiave di un potere assoluto, quello dello squalo mercato, non possono che odiare il vero modo di essere uomini e donne. Lo odiano perchรฉ si sentono messi al muro; lo odiano, cioรจ lo odiamo, perchรฉ tale modo di essere evidenzia la contentezza dello schiavo che beatamente fa lo schiavo del mercato illudendosi di essere libero.
Se il mondo, cioรจ noi, ci odia รจ perchรฉ non accettiamo la sovrana legge del consumare che ci dice che possiamo soddisfare tutto e che la felicitร consiste nellโessere saziati. Il mondo occidentale, cioรจ noi, รจ un mondo di obesi che non si cura con una cura dimagrante. La sazietร consumistica รจ una prigione, e forse cominciamo ad accorgercene, che non lascia spazio al gustare le cose belle; รจ una prigione del desiderio che viene ridotto a bisogno indotto, un bisogno da soddisfarsi subito. E il desiderio ridotto a bisogno porta il mondo, cioรจ noi, a perdere il senso della vita.
Il desiderio รจ frutto di una mancanza e stimola la ricerca, il prendersi cura, stimola la fantasia e lโinnamoramento. Il bisogno continuamente soddisfatto non soddisferร mai il nostro desiderio di senso, germinando una generazione di insensati. Il mondo, cioรจ noi, non lo sa ma il desiderio รจ quello che il desiderato non sazia ma approfondisce. Il desiderio non si spegne ma stimola ad andare oltre. E questo il mondo, cioรจ noi, il mondo della gratificazione non lo puรฒ sopportare. Per questo odia qualsiasi cosa rimandi ad un desiderio anzichรฉ a rinchiuderci in un bisogno da soddisfare. E allora il desiderio sessuale diventa bisogno perdendo di senso; il desiderio dellโaltro diventa bisogno che dura finchรฉ dura; il prendersi cura di qualcuno o di qualcosa diventa solo una sveltina che noi abbandoniamo appena il nostro bisogno si รจ esaurito perchรฉ soddisfatto nellโinsoddisfazione.
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Il desiderio domanda rispetto e nel consumo non vi puรฒ essere rispetto, nรฉ della natura, nรฉ del creato, nรฉ del prossimo. E il migrante diventa un pericolo perchรฉ circoscrive la mia possibilitร di gratificare il bisogno. Mentre il desiderio mi lancia sulla via del prendermi cura, lasciando la via dellโindifferenza, riscoprendo nellโaltro il volto di un uomo e di una donna. E questo il mondo, schiavo del potere del mercato stimolante il bisogno, non lo puรฒ sopportare.
Se lโodio che viene dal mondo, cioรจ da noi, รจ questo allora possiamo stare tranquilli: la strada รจ buona. E la strada รจ una, una sola: รจ la strada dellโinterioritร , che รจ il vero viaggio che siamo chiamati ad intraprendere oggi. ร il conoscere noi stessi che chiede coraggio e un ritornare a riscoprire il desiderio di umanitร e di Dio. Non piรน qualcosa da consumare con un pellegrinaggio o con una messa che sia la piรน veloce possibile, ma vita, vita vera. Questa รจ la via.
Questo viaggio chiede solitudine, silenzio, un guardarsi dentro e un dialogare interiormente che รจ ben lungi dai talk show che sembrano piรน un โvomitoโ di parole che un comunicare qualcosa di vero. ร la relazione tra vissuti intimi che si sprigiona come scelta di vita e rivoluzione sociale. Per questo il mondo, cioรจ noi, ci odia. E noi sappiamo che lโodio del mondo dโoggi รจ forse il piรน violento che vi sia: lโodio oggi รจ indifferenza allo stato puro, indifferenza per lโumano perchรฉ ciรฒ che mi interessa รจ la schiavitรน della gratificazione del mio bisogno.
E dellโumano noi abbiamo paura, il desiderio noi lo temiamo: questa รจ la vera nemica della nostra esistenza. ร bene riscoprire lโimmaginazione come ci lancia oltre il confine; lโimmaginazione come via di libertร dal totalitarismo imperante del mercato โaltro che democrazia-; lโimmaginazione รจ ciรฒ che di piรน umano e di divino noi abbiamo ed รจ lei che ci spinge oltre la siepe oggi per scoprire nuovi orizzonti senza temere chi ci odierร perchรฉ abbiamo superato dei confini invalicabili.
ร ciรฒ che in sintesi, con la sintesi del poeta, con la profezia di un poeta vero, ci dice Leopardi con il suo Infinito.
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