Hai presente quando entri in un ambiente e senti che “qualcosa è cambiato”? Ecco, il Vangelo di oggi dà quel tipo di energia.
Siamo nel tempo di Pasqua, un tempo che ci chiede di vivere “da risorti”. Ma cosa significa davvero? Spesso siamo più simili a sopravvissuti che a risorti: ci barcameniamo tra impegni, aspettative, relazioni tossiche o sentimenti congelati, e la gioia promessa sembra solo un post allegro che non esiste nella realtà. Gesù però è diretto: “Rimanete nel mio amore”. Cioè, non fate solo visita ogni tanto, rimaneteci, abitateci.
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Quando dice “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi”, Gesù non sta poetando. Sta lanciando un’affermazione controculturale: tu sei amato come lo è Gesù stesso. E questo amore non è un premio per i bravi: è casa, ossigeno, è ciò che ti fonda, ti struttura. Sei figlio amato di Dio!
Al tempo di Gesù, rimanere nel legame con un rabbi significava seguirlo ovunque, mangiare con lui, pensare con lui. Non era solo ascoltare una lezione, ma entrare in una relazione totalizzante. Il Vangelo ci chiede questo: non di diventare esperti di Dio, andare ogni tanto a trovarlo in chiesa, ma di fidarci a tal punto da lasciarci amare e portarlo con noi sempre per farci plasmare dalla Sua Parola, cioè dal Suo Amore.
Hai presente quando sei a mare in acqua e all’improvviso c’è una corrente fresca che ti fa rabbrividire? E pure, quel fresco fa bene alla circolazione!
Ecco: l’amore di Dio è come una corrente calda nell’oceano gelido. Invisibile, ma se ci entri, senti che cambia tutto. Noi invece viviamo spesso nell’acqua fredda delle aspettative altrui, dei like, dell’ansia da prestazione, de “gli altri che devono dire”. E restiamo lì, tremanti, invece di lasciarci portare da quella corrente.
La Prima Lettura (At 15) ci racconta un momento cruciale: Pietro e gli altri comprendono che lo Spirito di Dio è per tutti, anche per chi è “fuori dai giri”. È la logica dell’amore che include, non seleziona. Ecco perché non dobbiamo mai pensare che il pronunciamento che fa un Papa o un prete sia per escludere, anche quando sembra apparentemente tale solo perché diverso dai nostri pensieri o dal nostro modo di parlare.
Questi giorni quante notizie false e travisate stanno travolgendo le parole d’amore che Papa Leone ci sta consegnando e che non sentivamo da tanto tempo! Ecco, forse non siamo più abituati all’amore, ma non per questo non esiste. Papa Leone ci sta ricordando che l’unico amore che conta e da cui derivano tutti i tipi di amore ha fondamento nell’amore di Dio, proprio come dice Gesù “Rimanete nel mio amore”, non cercatevi altri amori, perché non vi porteranno nulla di buono.
Per vivere da risorti non serve strafare o dire sempre la nostra, impariamo invece a coltivare una fedeltà quotidiana all’amore vero, quello di Dio.
don Domenico Bruno
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