Secondo Giovanni รจ sempre il Risorto che parla e agisce. Questo testo vuole mostrarci il Cristo in mezzo a noi che continua a consegnarci le parole essenziali per comprendere e partecipare al mistero dellโumanizzazione di Dio. Cosa annuncia alla chiesa il Cristo risorto e vivente? Che รจ lui il Pastore buono e noi le sue pecore, che ci ha lasciato un comandamento ultimo e definitivo, che ci dona lo Spirito consolatore, che accanto al Padre intercede per noi.
Il brano รจ tratto dai โdiscorsi di addioโ del quarto vangelo. Gesรน ha lavato i piedi ai suoi discepoli, per rivelarsi quale Signore e Maestro che si fa servo fino a dare la vita per loro, poi ha annunciato il tradimento da parte di uno dei Dodici. In quella notte tremenda, Giuda, risucchiato da buio che si portava dentro e che, ad un certo punto, non รจ piรน riuscito a contenere, incapace di convertire la sua attesa di Dio, tradisce eย lascia un vuoto. Gesรน da sempre deve fare i conti con il Vuoto.
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Quello lasciato da affetti che si allontanano, tradimenti, incomprensioni, silenzi. La vita di Gesรน รจ segnata da questi continui squarci, da queste ferite, da queste mancanze, come se il Vuoto e lโAssenza fossero condizione essenziale del suo manifestarsi. Giuda esce di scena e il vuoto non si riempie di risentimento, non una parola, solo silenzio e stupore come se dalla ferita sanguinasse luce. La violenza dellโAssenza diventa occasione per la Pace, il tradimento opportunitร per rilanciare lโAmore. Ecco perchรฉ sta scritto allโinizio del nostro brano: โQuando (Giuda) fu uscito, Gesรน disseโฆโ โIl figlio dellโuomo รจ stato glorificato, e Dio รจ stato glorificato in luiโ. Se Dio รจ stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherร da parte sua e lo glorificherร subitoโ.
La Gloria del Figlio dellโuomo รจ la manifestazione della Luce a partire dal dolore. Glorificare รจ lasciar fluire lโamore dalle ferite che la vita infligge. Ecco cosa significa glorificare il figlio dellโuomo. Ed รจ proprio in quellโโOraโ che ha inizio la glorificazione di Gesรน, perchรฉ il tradimento nei confronti di Gesรน e la sua consegna in mano a quelli che lo uccideranno non รจ una sconfitta ma un evento di gloria.
ร difficile capire questa visione โal contrarioโ della realtร , ma bisogna esercitarsi ad avere una visione degli eventi che non รจ la nostra, ma quella di Dio. E cosa vede Dio? Che nel Figlio consegnato splenda piรน che mai lโamore di Gesรน e anche il suo proprio amore, quello di chi lascia che tale consegna avvenga. Allo stesso modo, lo sguardo di Gesรน sulla sua passione ormai iniziata con lโuscita di Giuda dal cenacolo non รจ uno sguardo che venga da carne e sangue, dalla capacitร umana, ma viene per rivelazione da Dio stesso. Gesรน sa che โnon cโรจ amore piรน grande che dare la vita per gli amiciโ. Con lโuscita inarrestabile di Giuda ecco lโepifania dellโamore, la gloria dellโamante che splende e si impone. La croce รจ gloria non perchรฉ sia strumento di dolore, ma perchรฉ รจ il segno della fine inflitta a chi ha amato, a chi รจ giusto, a chi liberamente e per amore ha deposto la propria vita per gli altri. Presto questa glorificazione si manifesterร mediante lโintervento di Dio, che darร al Figlio la propria gloria risuscitandolo da morte. Cosรฌ Gesรน interpreta per i discepoli gli eventi delle ore successive: non una sconfitta, non un fallimento, ma una manifestazione della gloria di Dio: Dio ha โpesoโ nella storia, fino a decidere eventi di salvezza.
Una volta indicata quellโโoraโ che giungerร presto, mancando ormai poco tempo al suo esodo da questo mondo al Padre, Gesรน esprime le sue ultime volontร , rivela il suo testamento, dร il comando riassuntivo di tutta la Legge. Un โcomandamento nuovoโ non perchรฉ sia una parola nuova rivolta da Dio ai credenti, ma nel senso che รจ ultimo e definitivo, dopo il quale non ve ne saranno altri: โAmatevi gli uni gli altri. Come io ho amato voiโ.
Con tenerezza, chiamandoli โpiccoli figliโ Gesรน rivela ai discepoli lโessenziale: โAmatevi gli uni gli altriโ. Ci attenderemmo: โAmatemiโ, e invece no: โAmateviโ! Perchรฉ amandoci reciprocamente in veritร amiamo proprio lui, il Cristo Gesรน. Chi ama Gesรน, infatti, realizza innanzitutto la sua volontร , il suo comandamento.
Lo dirร in modo esplicito Giovanni, il discepolo amato nella sua prima lettera: โSe ci amiamo gli uni gli altri, Dio dimora in noi e lโamore di lui รจ compiuto in noiโ. Dio รจ presente in coloro che si amano reciprocamente e grazie allโamore reciproco si sente veramente amato, perchรฉ vede che la sua volontร รจ realizzata e compiuta.
Quanta perdita di tempo in discorsi che distinguono tra amore โverticaleโ e amore โorizzontaleโ, quante accuse reciproche tra fratelli cosiddetti โmondaniโ e fratelli cosiddetti โspiritualistiโ: ragionamenti di persone tarde di orecchi e di cuore! Perchรฉ lโamore, quando รจ veramente tale, non puรฒ non essere amore di Dio e amore per i fratelli e le sorelle. ร amore di Dio che in noi si fa amore per gli altri. Se ci si ama a vicenda, allora si sta insieme, allora cโรจ comunione. Quando si sta insieme Gesรน, il Vivente รจ presente; il Risorto รจ in mezzo a noi quale fonte e sigillo della comunione. Quando amiamo lโaltro dandogli da mangiare, da bere, vestendolo, visitandolo in carcere o nella malattia, allora amiamo Cristo che รจ realmente presente in noi.
Lโamore deve innanzitutto essere reciproco, amore verso lโaltro, che se รจ fratello o sorella nella fede dovrebbe rispondere con amore: amore reciproco, amore dellโuno verso lโaltro! In ogni caso, il discepolo o la discepola di Gesรน deve amare lโaltro sempre, che risponda o no, perchรฉ questo รจ lโamore di Gesรน Cristo: sempre gratuito. Finchรฉ cโรจ un frammento di amore vissuto tra gli umani, Dio รจ presente, รจ vivo, e Cristo รจ tra di noi!
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Ma Gesรน dร anche la forma, la misura, lo stile di questo amore: โAmatevi come io ho amato voiโ. Si tratta di amare lโaltro come lo ama Gesรน, accogliendolo cosรฌ comโรจ, perdonandolo e rimettendogli i peccati, prendendosi fedelmente cura di lui, rendendolo fratello o sorella fino alla morte, fino a deporre la vita per lui/lei. Cโรจ nellโamore cristiano una forma, uno stile determinato da Gesรน e da lui testimoniato nei vangeli. Se Gesรน รจ maestro, lo รจ soprattutto nellโarte dellโamare.
ร facile parlare di amore o credere di vivere lโamore, ma viverlo come lo ha vissuto Gesรน, a prezzo del dono della vita, รจ arte, รจ un capolavoro di amore, รจ manifestazione della gloria di Dio che รจ amore. Cosรฌ questo amore diventa โsegnoโ, cioรจ un segnale che dove vi รจ tale amore, lร vi รจ vita cristiana, vita del discepolo di Gesรน. Il cristiano, infatti, non si distingue perchรฉ prega (pregano tutti gli uomini religiosi e anche i non religiosi quando sono nellโangoscia!); non si distingue perchรฉ fa miracoli (in tutte le religioni ci sono taumaturghi); non si distingue perchรฉ ha una sapienza raffinata (lโoriente ha elaborato una sapienza che rivaleggia con la nostra occidentale): no, si distingue perchรฉ ama, ama come Gesรน, โfino allโestremoโ!
Poveri uomini e povere donne che nel mondo tentano ogni giorno di amare come Gesรน, con il suo stile, e sentono questo come lโimpegno piรน grande e significativo del loro essere cristiani: questi sono i discepoli e le discepole di Gesรน. Tutto il resto รจ scena, scena religiosa che passa con questo mondo. Il giudizio che ci attende tutti avverrร solo sullโamore, per ogni uomo o donna che abbia o non abbia conosciuto e creduto in Gesรน Cristo, il Vivente, il Signore: egli ci ha chiesto di amarci tra noi umani, perchรฉ solo cosรฌ si sente amato da noi!
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