La Trinità non è un rompicapo teologico, ma un mistero d’amore che ci riguarda. Padre, Figlio e Spirito vivono una relazione profonda e perfetta: non esistono l’uno senza l’altro. E la cosa straordinaria è che Dio vuole includerci dentro questa relazione.
La Trinità, allora, non è da capire, ma da abitare. È una comunione che ci invita dentro. Non ci chiede di risolvere un enigma, ma di fidarci e lasciarci coinvolgere. Gesù ci mostra il volto del Padre e possiamo conoscerlo davvero solo quando ascoltiamo il Vangelo e lo mettiamo in pratica.
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Lascio che il Vangelo mi apra ad un amore che non esclude? Quali sono i momenti che mi ritaglio per coltivare questa relazione attraverso la Parola di Dio? Da questo grande dono di comunione nasce in noi il bisogno di testimoniare: compiere le sue opere, agire come Lui, amare come Lui, servire come Lui.
È una chiamata concreta: vivere ogni giorno affinché gli altri nel vederci possano credere e rendere gloria a Dio.
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