UN COMANDAMENTO SEMPRE ANTICO E SEMPRE NUOVO
«Amatevi gli uni gli altri», ci ammonisce Gesù nel Vangelo odierno. Sono parole impegnative e che mettono a disagio, ma se crediamo veramente che Cristo è risorto non possiamo fare diversamente. Solo così la Chiesa cresce. Si celebra oggi il Giubileo delle Confraternite.
L’umanità non rinuncia ad amare: l’amore è un sentimento talmente pervasivo nella nostra natura che riesce a superare, presto o tardi, ogni odio e ogni forma di individualismo.
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Gesù ci conferma questa verità (Vangelo) e, affermando che quello dell’amore è un comandamento, permette a noi di capire allora che i comandamenti di Dio non sono imposizioni esterne, ma semplicemente l’espressione della verità che inabita in noi: essi vengono espressi e ribaditi da Dio perché possiamo prenderne maggiore coscienza ed essere più disposti a viverli volentieri.
Per non confondere l’amore con un vago sentimento, con l’immediato piacersi, gli apostoli invitano i cristiani a rimanere saldi nella fede perché l’amore a Dio e al prossimo non sempre danno una immediata gratificazione: a volte, anzi spesso, sono frutto di perseveranza, nelle tribolazioni della vita e nella fatica delle relazioni, non sempre facili ma che vanno sempre promosse, custodite e curate (I Lettura).
È così, tuttavia, che si raggiunge il cielo nuovo e la terra nuova della somiglianza al modo di amare di Dio (II Lettura).
don Tiberio Cantaboni – Fonte Edizioni San Paolo
