Il discorso sul pane di vita è ostico anche a noi, a duemila anni di cristianesimo. Basti vede a quanti pochi sono coloro che si accostano all’eucarestia durante la celebrazione oppure affollano le chiese durante l’adorazione eucaristiche.
È difficile comprendere che Gesù è presente lì, in quella sfoglia di pane. Eppure Gesù lo dice da sé stesso: io sono il pane di vita. Sono disceso dal Cielo e sono il cibo per il mondo.non lo abbiamo dedotto noi.
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Eppure non ci crediamo fino in fondo. Altrimenti le nostre Messe dovrebbe avere il servizio delle forze dell’ordine per essere regolare.
Più mangio Te, più divento Te, osava dire S. Agostino. E S. Vincenzo de Paoli diceva: Andate all’Eucarestia, andate a imparare l’amore.
I santi erano consapevoli della reale presenza di Gesù nelle Specie Eucaristiche.
La differenza con qualsiasi altro cibo ce la fa vedere Gesù quando parla della manna, una resina dolciastra che ha nutrito gli ebrei nel deserto. Sono tutti morti ugualmente. Invece il pane di vita che è Gesù non ti fa morire mai. Ti fa vivere in eterno. È il cibo dell’anima immortale. È il dono di misericordia per chi ha sbagliato strada o non si sente degno. È il premio per i giusti.
Perché le “comunioni” fatte non ci cambiano il cuore? Eppure dovrebbero se pensiamo che Gesù entra in noi con la sua vita e potenza. Perché non ci crediamo sono in fondo.
Oggi ci provo. E vedrò cosa accadrà alla mia vita.
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
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