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don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 27 Aprile 2025

Il biblista don Fabio Rosini commenta il Vangelo di domenica 27 aprile 2025 – Anno C, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).

Don Fabio fa una riflessione sul Vangelo della seconda domenica di Pasqua, e si concentra sull’importanza della comunione cristiana per sperimentare la resurrezione di Gesù.

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Continua dopo il video.

https://youtu.be/jhJN4luGHEc

Attraverso la storia di San Tommaso e l’esempio della Chiesa primitiva, l’autore sottolinea che l’incontro con il Signore Risorto non è un’esperienza privata e individualistica. Viene evidenziato come la vita nuova portata dallo Spirito Santo si manifesti nella qualità delle relazioni e nel diventare un cuore solo e un’anima sola. L’incapacità iniziale di Tommaso di credere è attribuita alla sua assenza dalla comunità dei discepoli, ribadendo che il luogo dell’incontro con Gesù è nella Chiesa e nell’amore fraterno.

Riassumendo il video.

Il commento si concentra sulla Seconda Domenica di Pasqua, detta anche Domenica in Albis, prendendo spunto in particolare dalla storia di Tommaso.

  • La storia di Tommaso: Tommaso non era presente con gli altri discepoli quando Gesù apparve la prima volta. Quando gli altri discepoli gli dissero di aver visto il Signore, lui non credette, dicendo che non poteva credere alla loro esperienza ma doveva farne una diretta e personale.
  • La prima lettura (sulla vita della prima chiesa): Per capire il problema di Tommaso, il commento richiama la prima lettura. Questa lettura descrive la vita della prima comunità cristiana: la moltitudine dei credenti aveva un cuore solo e un’anima sola, mettevano tutto in comune, vendevano ciò che possedevano e distribuivano il ricavato a ciascuno secondo il bisogno. Gli apostoli davano testimonianza della risurrezione con grande forza, e tutti godevano di grande favore.
  • La chiave di comprensione: La resurrezione non crea una vita da superuomini o da perfetti, ma innesca la comunione. La vita nuova portata dallo Spirito Santo non è una questione di energia o chissà cosa, ma si manifesta nella qualità delle relazioni, nel diventare “un cuore solo un’anima sola”.
  • Perché Tommaso non incontra subito il Signore: Il commento sottolinea che il problema più grande di Tommaso non è tanto che non abbia visto ancora il Signore, ma che non stava con gli altri discepoli, non era con loro.
  • L’incontro con il Risorto avviene nella comunità: L’appuntamento per incontrare il Signore risorto è nell’assemblea cristiana, nella comunione cristiana. La resurrezione è la comunione, è l’amore fraterno. Nessuno può vivere l’esperienza della resurrezione come un evento privato. Tommaso incontra il Signore solo 8 giorni dopo, quando si trova di nuovo insieme agli altri discepoli.
  • L’esempio di Paolo: Anche nell’esperienza apparentemente più privata, come quella di Saulo (Paolo) sulla via di Damasco, l’esperienza non è completa finché non arrivano gli altri. Saulo incontra il Signore e diventa cieco, e recupera la vista solo incontrando Anania, colui che lo accoglie come fratello. È nell’incontro con la fraternità che l’esperienza si completa.
  • La Chiesa è essenziale: Se non costruiamo la Chiesa, il nostro cristianesimo è “una frottola”, non è convincente. Lo Spirito Santo, essendo comunione, mette la comunione nel nostro cuore ed è nella Chiesa che si incontra il Signore risorto. Stare insieme è ciò che Dio vuole che facciamo. La vita è bella nella relazione, infelice nella solitudine.
  • Critica all’individualismo religioso: Non si dovrebbe avere un cristianesimo fatto di un “fai da te”, con molto individualismo nell’approccio religioso e nella devozione vissuta solo “fra me e Gesù”. Questo non funziona. Amare Dio e amare il prossimo sono lo stesso comando, e non si può dire di amare Dio che non si vede se non si ama il fratello che si vede, come dice la prima lettera di Giovanni.
  • Il luogo dell’incontro: Il luogo dove Gesù appare e dove lo incontreremo risorto è nella relazione, nell’amore, non in una “scatoletta” di vita privata, ma lì dove Egli ci vuole salvare: nell’amore, nella relazione.

In sintesi, il commento di don Fabio sottolinea che l’esperienza della risurrezione e l’incontro con il Signore avvengono nella comunità cristiana, nella comunione fraterna e nella relazione, e non in un approccio religioso individualistico e privato.

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