Quando ti dicono la verità, di solito brucia. O storci il naso tu, o sei tu che fai girare le spalle a qualcun altro. Ecco, partiamo da qui, perché Gesù oggi ci parla di verità. Non una verità da dizionario, ma quella che libera, che rompe le catene interiori, che fa dire: “Finalmente respiro”. Solo che, ahinoi, la verità non è mai comoda, anzi, spesso ci manda in crisi. E non stiamo parlando dei modi con cui la si dice (che pure meriterebbero una certa riflessione), ma sui contenuti che ci mettono a nudo.
Viviamo in un mondo in cui ci si nasconde dietro mille identità: il profilo Instagram curato, le frasi fatte da mandare su WhatsApp, il “va tutto bene” anche quando dentro sei un caos. Eppure, proprio lì, in quel caos, Gesù ci viene a cercare. E lo fa con dolcezza, ma anche con fermezza: “Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli”.
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Rimanere. Non fuggire. Restare nella realtà, anche quando brucia.
Nel Vangelo, Gesù sta parlando con persone religiose, praticanti, gente che “ci crede”. Ma non basta credere, bisogna lasciarsi convertire. E convertirsi non è cambiare religione, ma lasciarsi cambiare da dentro. Come i tre giovani nella fornace della prima lettura dal libro di Daniele: non scappano, non fanno compromessi. Restano. E proprio lì, nel fuoco, appare un quarto uomo — segno misterioso della presenza di Dio che non ci evita il dolore, ma ci sta dentro, con noi.
Al tempo di Gesù, il titolo “figli di Abramo” dava diritto a una dignità speciale. Era un’appartenenza sacra, identitaria. Eppure, Gesù lo scardina. Non conta la discendenza, ma la coerenza. Non chi dici di essere, ma chi sei davvero.
E oggi? Quante maschere indossiamo per farci accettare? Quante volte confondiamo la libertà con il fare quello che ci pare? In Quaresima, possiamo allenarci a riconoscere le nostre prigioni interiori: l’orgoglio, la paura di deludere, il bisogno di approvazione. L’atteggiamento che può aiutarci? L’umiltà di farci domande scomode e la fedeltà a ciò che ci fa bene, anche se ci costa.
- E tu chi sei quando nessuno ti guarda?
Perché lì, proprio lì, puoi incontrare il volto più vero della tua libertà.
don Domenico Bruno
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