Sembra proprio che la Chiesa (come una mamma per i suoi figli) ci voglia cristiani convinti e forti: all’inizio del cammino che ci condurrà a Pasqua, riascoltiamo il racconto delle tentazioni di Gesù.
Più che un avvenimento accaduto in un luogo o legato a una situazione, le tentazioni erano presenti nella coscienza di Gesù, e lui ha fatto la scelta di fronte all’esistenza, al creato e al Creatore.
Cosa significa? Di fronte alle cose materiali (che tanto affascinano tutti noi), Gesù ha messo al centro le persone, pur riconoscendo il valore delle cose, ma solo come “mezzi di aiuto”, non come alternativa ad esse.
Di fronte al potere e al successo a tutti i costi, Gesù pone in ordine diverso le cose: tutto è buono se non schiaccia gli altri, perché siamo tutti fratelli e Dio è l’Unico.
Di fronte poi alla possibilità di mostrarsi potente sugli altri e utilizzare i segni dei miracoli, Gesù rifiuterà sempre la strada ‘facile’ di impressionare i più semplici con ‘extra poteri’!
Dio non ci toglie i problemi, ma – come un buon genitore – ci aiuterà a superarli. Non ci toglierà il dolore, ma ci salverà nel dolore e ci darà la forza di superarlo, come hanno fatto tanti credenti, capaci di testimoniare e vivere la misericordia anche in luoghi difficili come gli ospedali o i luoghi di tortura.
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