Questo tale di cui ci parla Marco ci può sembrare un esaltato. Corre incontro a Gesù e si mette in ginocchio in atteggiamento di supplica per fargli una domanda: che devo fare per avere la vita eterna, cioè per vivere per sempre? Non c’era bisogno di supplica. Poteva porgli la domanda semplicemente accostandolo.
Questo denota l’aspetto fanatico del tale, che mette nelle cose che già fa, l’enfasi del “migliore”. Per cui la domanda posta a Gesù diventa anche retorica. E poi perché lo chiama “buono”? C’erano Maestri cattivi? O è un modo di ingraziarsi Gesù?
Gesù, come al solito, risponde a tono. Innanzitutto sottolinea che non c’è bisogno di sviolinare. Solo il Padre è Buono, è la Bontà perché è Amore. Da Lui proviene tutto. E poi risponde al desiderio di questo tale di essere “perfetto”. E lo fa elencandogli i comandamenti dell’amore verso gli altri.
Ma il tale incalza, rispondendo che lui già agisce così da sempre. Quindi non ha nulla da aggiungere. È perfetto. E qui si vede l’orgoglio di questa persona, che misura la vita eterna, cioè la santità, su ciò che fa, non su ciò che è. Tutte medaglie appuntate in petto.
Gesù capisce che questo tale ha bisogno di una profonda conversione e lo guarda con misericordia, proponendogli il cammino di svuotamento di sé alla sua sequela. Deve impoverirsi della sua ricchezza: orgoglio spirituale, perfezionismo, superiorità, ipocrisia, legalismo. E anche dei suoi beni materiali deve disfarsi, condividendoli con i poveri.
Ma a questa proposta il tale non ci sta. Se ne va triste. E davanti allo sgomento dei discepoli Gesù dichiara che sentirsi ricco di sé è un ostacolo alla santità. Solo Dio può convertire un cuore così. Cioè, è un miracolo.
Questo tale potremmo essere ciascuno di noi.
Quanto mi sento apposto nella mia fede vissuta? Quanto mi sento ricco del mio sapere, esperienze, formazione, istruzione, cultura? Quanto fanatismo c’è nella mia pratica religiosa o nella mia dimensione spirituale della vita? Quanto ho capito che la santità è questione di amore e che va in cortocircuito con un cuore pieno di sé?
A noi rispondere con onestà.
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
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