La fede non è vera fede se, temendo di affrontare il dubbio, lo aggira. Ma il dubbio, per essere tale, deve anch’esso essere in relazione costante con la fede. Dubbio e fede sono entrambi presenti, sia in chi si professa “credente”, sia in chi invece si definisce “non credente”, purché – come diceva il cardinal Maritini – si tratti di persone “pensanti”.
Chi pensa cresce nella consapevolezza di questa reciproca e costante coappartenenza di fede e dubbio. Lo stesso Martini, di fronte ad interlocutori atei pensanti, si trovava a pregare con le parole del padre del ragazzo epilettico: «Credo, corri in aiuto della mia incredulità!». Anch’essi, in fondo, si potrebbero riconoscere in queste parole.
Bonhoeffer nel 1938 preannunciava ai cresimandi che la loro fede sarebbe stata messa alla prova dal dolore: «Nessuno sfugge a questo tormento. È tutto così incomprensibile, oscuro. Nei momenti in cui ci sentiamo abbandonati possiamo e dobbiamo parlare». E proseguiva: «Sì, io credo, anche nel buio, anche nel dubbio, anche se mi sembra che il Signore sia lontano da me». Ma pure lì, lontano, ci troviamo accanto al Figlio che grida al Padre il perché del suo abbandono.
Il pastore Paolo Ricca, seguendo Karl Barth, segnalava come il credente più fervente sia quello maggiormente esposto al rischio di idolatrare la propria credenza sclerotizzata, anziché affidarsi al mistero incontenibile di Dio. Scriveva Ricca: «C’è un mistero che circonda l’incredulità, come c’è un mistero che circonda la fede. Come ci sono ragioni per non credere, così ci sono ragioni per credere. Ma nessuna di queste ragioni, e neppure tutte le ragioni messe insieme riescono veramente a spiegare la nascita della fede. Però è lei, e lei sola, che accoglie la “buona notizia”. È lei, e lei sola, che introduce nel mondo di Dio».
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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