«Non sono certo uguali la cattiva [azione] e quella buona. Respingi quella con qualcosa che sia migliore: colui dal quale ti divideva l’inimicizia, diventerà un amico affettuoso. Ma ricevono questa [facoltà] solo coloro che pazientemente perseverano; ciò accade solo a chi già possiede un dono immenso» (Q 41:34-35).
Il Santo Corano ribadisce l’insegnamento di Gesù, che troviamo riportato dall’evangelista Luca: «Fate del bene a quelli che vi odiano». Non è quindi un’istruzione solo per i cristiani, ma pure un dovere per tutti i musulmani: il male va sconfitto con il meglio, che è frutto di una paziente perseveranza, di uno sforzo interiore, di quel “grande jihad” contro le proprie reazioni egoistiche.
Quando siamo attaccati può essere infatti naturale porsi sulla difensiva, e con un istinto di sopravvivenza chiudersi per preservare la propria identità. Oppure contrattaccare, aggredendo, per rendere pan per focaccia. Invece è meno spontaneo scegliere un’altra strada, che inverta la rotta, non risponda allo stesso modo e così spezzi la spirale di inimicizia. Presuppone il «dono immenso» della libertà, del retto uso della nostra volontà.
I sapienti musulmani indicano tre livelli di ascesi in cui si può concretizzare questo amore per il nemico: dal semplice astenersi dal risentimento per sterilizzare la cattiva azione grazie al perdono, passando per la scelta di parole e atteggiamenti gentili, per giungere infine al fare il meglio, scelto consapevolmente per il bene dell’altro. Perché l’altro è capace di quel meglio, come pure di Dio, anche se ancora forse non lo sa: mostriamoglielo e il suo cuore ne sarà conquistato.
E il lontano diventerà un amico “hamim”: affettuoso, intimo, letteralmente così vicino da scaldare, e anzi far ribollire, il cuore.
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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