Nella missione affidata ai 72 discepoli, il Veniente fa precedere il suo volto dal nostro. Per tradurlo in modo più ruvido, letterale, i suoi sono inviati «davanti al volto suo in ogni città e luogo dove era sul punto, lui stesso, di venire» (Lc 10,1).
Lì dove Lui stesso sta per arrivare, siamo noi il lieto annuncio, la sua buona notizia, il suo evangelo. Ne anticipiamo la venuta quando, in mezzo alle armi, scegliamo il disarmo. Quando percorriamo strade di prossimità e di cura. Quando viviamo la persuasività della mitezza capace di svelare la nudità degli imperatori di oggi, di impoverire i mercanti di morte e di scardinare i conflitti che attraversiamo.
Infine, l’invito a mangiare e a bere «quelle [cose] da loro» (Lc 10,7). Prima ancora di pensare di alimentare noi qualcuno o qualcosa, Gesù raccomanda di ascoltare, accogliere e apprezzare tutto il buono al quale saremo andati incontro. Ovunque.
Le persone sulla via ci assicureranno un sostanzioso nutrimento. Ci arricchiranno più di quanto possiamo pensare, programmare o desiderare. Lasciamoci sfamare dalla realtà che incontriamo, pronti a farci trasformare dalla nostra missione quotidiana, consapevoli che – proprio qui – Gesù è sul punto di venire.
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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