ร bello pensare che davanti alla stanchezza dei discepoli, Gesรน non elogia i risultati ma si occupa della loro fatica:
โEd egli disse loro: ยซVenite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’ยป. Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano piรน neanche il tempo di mangiare. Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparteโ.
Ognuno di noi, in ciรฒ che fa, puรฒ far esperienza della stanchezza. Si puรฒ essere senza piรน forze nellโessere madre o padre, nel vivere appassionatamente un lavoro o una vocazione. Si puรฒ essere stanchi per il tanto bene fatto.
Ciรฒ che colpisce รจ che a Gesรน stiamo a cuore noi, non i nostri risultati, anche quando sono ottimi. In fondo, la vita spirituale non รจ unโaltra cosa da fare nella vita, ma un dono, unโopportunitร che Egli ci dร per tornare a respirare, per riprenderci, per ritrovare le giuste motivazioni e il gusto delle cose.
Quando si รจ stanchi e sfiniti dalla vita, ci si porta dentro un caos che ha bisogno di trovare nuovamente senso. ร il caos dispersivo rappresentato dalla folla:
โSbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perchรฉ erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte coseโ.
Quando preghiamo, permettiamo a Gesรน di parlare alla folla che ci abita e di insegnarci un senso che non sappiamo darci da soli. Sarebbe bello ridare a Gesรน lโopportunitร di occuparsi di noi. Sarebbe bello ridare il giusto spazio alla vita spirituale.
Autore: don Luigi Maria Epicoco
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