Erode Antipa non esita a considerare Gesù un Giovanni Battista redivivo. Evidentemente nota, come oggi alcuni validi studiosi sono tornati a fare, la strettissima vicinanza tra i due personaggi. E non tanto perché uno avrebbe indicato l’altro quale “agnello di Dio” come suggerisce il Quarto Vangelo, bensì per la medesima forza e autorità che è stata data a loro dall’alto.
Il messaggio di conversione in vista dell’imminente venuta definitiva di Dio, così come l’attenzione alle persone ai margini della religione istituzionale, è essenzialmente lo stesso. Non è necessario sminuire il Battista per apprezzare la grandezza straordinaria Gesù.
Erode Antipa, vittima controvoglia della propria parola data che volle comunque mantenere, aveva permesso l’uccisione del Battista. Forse, con il senno del poi, non lo avrebbe più acconsentito e probabilmente nemmeno si sarebbe lanciato in una promessa di quel tipo. Ora, sentendo parlare di Gesù, discepolo del Battista, potrebbe sentirsi persino sollevato: benché avesse fatto uccidere il profeta, il suo messaggio avanza, e forse con maggiore potenza.
Questa rivincita post-mortem del Battista, in fondo, non gli dispiace. È quasi una seconda chance, per l’annuncio profetico della vicinanza di Dio, come anche per Antipa stesso. Riuscirà a passare dal senso di colpa alla conversione, o perlomeno a evitare lo stesso, tragico, errore? Oppure persevererà nella sua stupida abitudine a tirarsi la zappa sui piedi? Stavolta eviterà di scavarsi la fossa con le proprie mani?
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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