La disperazione di una donna malata e la disperazione di un padre che ha una figlia in fin di vita sono l’occasione d’incontro con Gesù. È un’esperienza che tanti di noi hanno fatto e fanno nella vita: incontrare Dio soprattutto quando siamo di più nel bisogno.
Ascolta “don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 4 Febbraio 2025” su Spreaker.Ma è troppo poco accontentarsi di cercare Dio solo perché siamo disperati. C’è bisogno di fare un passo successivo. È quello che Gesù tenta di fare cercando il volto della donna guarita:
“Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Gesù rispose: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male»”.
Gesù vuole guardarla negli occhi perché la fede non è l’incontro tra la mia disperazione e la grazia di Dio, ma l’incontro tra me e Gesù. Finché non arriviamo a questo incontro personale, la nostra fede non è davvero matura. Qualcosa di simile accade con Giairo, che ad un certo punto del racconto è raggiunto dalla notizia della morte della figlia. In quella disperazione che non ha più nessuna via d’uscita, Gesù gli rivolge la parola e lo invita a disobbedire alla disperazione:
“«Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, continua solo ad aver fede!»”.
La fede matura soprattutto quando si impara a confidare completamente in Gesù contro tutto e contro tutti. In questa fiducia totale, Gesù può operare un cambiamento sostanziale. Fino a quando non arriviamo a una confidenza simile, siamo ancora solo degli estranei che tentano di imbonirsi la divinità.
Quando arriviamo invece a tale confidenza, siamo davvero degli amici che sanno di non essere mai lasciati soli, soprattutto quando più serve.
Autore: don Luigi Maria Epicoco
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