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don Gianni Carozza – Commento al Vangelo del 2 Febbraio 2025

La nostra vita offerta al Signore

Quaranta giorni dopo la sua nascita, Gesù viene presentato al tempio e offerto al Signore. È la festa del 2 febbraio, popolarmente conosciuta come festa della Candelora, che quest’anno, cadendo di domenica, ha la precedenza sulle letture domenicali.

Nella prima lettura, il profeta Malachia (3,1-4) annuncia l’entrata messianica del Signore nel suo tempio per purificare il popolo dalle sue infedeltà e offrire un’oblazione a Dio gradita. Nella seconda lettura, l’autore della Lettera agli Ebrei (2,14-18) presenta Gesù che, resosi in tutto simile ai fratelli, è il sacerdote sommo che inaugura il nuovo culto della nuova alleanza.

Queste due letture ci aiutano a comprendere il senso teologico della festa odierna. Dice il profeta Malachia che «il Signore siederà per fondere e purificare; purificherà i figli di Levi – cioè i sacerdoti – li affinerà come l’oro, perché possano offrire al Signore una offerta secondo giustizia».

Era un’antica parola ammonitrice che annunciava alla classe sacerdotale di Gerusalemme una venuta del Signore che li avrebbe messi nel forno: li fonderà per poterli purificare, per poterne ricavare oro, per renderli capaci di un sacrificio corretto.

È proprio quello che avviene con Gesù, anche se nel racconto evangelico (Luca 2,22-40) si tratta solo di un anticipo: il bambino entra nel tempio per cambiare il modo di pensare, per capovolgere la situazione religiosa, per trasformare il sacerdozio, per rinnovare quella mentalità. […]

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