Vangelo del giorno e breve commento a cura di Don Francesco Cristofaro.
Il seme scende nei cuori
Trascrizione non rivista dall’autore.
Sia lodato Gesù Cristo. Oggi e sempre sia lodato!
La pagina del Vangelo di oggi, 28 gennaio 2025, ci racconta una parabola: la parabola del seminatore che esce a seminare.
C’è una caratteristica in questo seminatore: lui non guarda su quale terreno getta il seme, cioè non fa discriminazione. La semina è su tutti i terreni, ma non tutti i terreni accolgono allo stesso modo il seme e, soprattutto, non tutti i semi caduti nei terreni diversi hanno lo stesso frutto.
C’è un significato molto importante in questa parabola: il seme è Gesù, ed è lui che viene seminato nel terreno del cuore dell’uomo. Il cuore dell’uomo è diverso l’uno dall’altro, quindi la capacità di accoglienza e di fruttificazione è diversa l’una dall’altra.
Questa pagina di Vangelo oggi ci invita a fare un serio, attento, ma soprattutto onesto esame di coscienza. Io non devo analizzare il cuore dell’altro: sono chiamato ad analizzare il mio cuore. Come il mio cuore ha ricevuto quel seme? Come il mio cuore, ogni giorno, riceve quel seme? Ma soprattutto, cosa fa il mio cuore di quel seme ricevuto e come fruttifica in esso?
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Dal Vangelo secondo Marco.
Siamo al capitolo 4, versetti 12-20.
In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento:
«Ascoltate! Ecco, il seminatore uscì a seminare.
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Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada: vennero gli uccelli e la mangiarono.
Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra, e subito germogliò, poiché il terreno non era profondo. Ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò.
Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto.
Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno».
E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Voglio aggiungervi due piccoli principi.
Il primo: è vero che ogni cuore è diverso dall’altro, ma è anche vero che ciascuno di noi ha la responsabilità di prendersi cura del terreno del proprio cuore, di preservarlo, di proteggerlo, di migliorarlo.
La seconda verità è che ognuno di noi è stato reso capace, dal dono dello Spirito Santo che vive in lui, di diventare a sua volta seminatore.
Non smettete mai di seminare il seme della Parola di Dio, il seme del Vangelo, il seme della verità, il seme della grazia, il seme della speranza. Domani la fede resterà viva se oggi c’è chi la porta, chi l’annuncia.
Mi raccomando: se da una parte il seme della Parola deve trasformare il nostro cuore, dall’altra, grazie a noi e grazie allo Spirito Santo, deve fecondare i cuori di molti fratelli e di molte sorelle.
Siate di coloro che annunciano la Parola di Dio.
Buon cammino a tutti!
AUTORE: Don Francesco Cristofaro
