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don Domenico Bruno – Commento al Vangelo del 24 Gennaio 2025

Hai mai letto di quei giovani che mollano tutto e seguono un’idea, magari un progetto sociale o una startup innovativa, lasciandosi alle spalle certezze per qualcosa di più grande? Ecco, il Vangelo di oggi ci parla di un salto simile, ma con un richiamo ancora più profondo: Gesù chiama, e chi risponde lo fa con tutto sé stesso.

Quando leggiamo che Gesù “chiamò a sé quelli che voleva”, sembra quasi un gesto arbitrario, ma in realtà è un atto di fiducia totale. Gesù non cerca competenze particolari, ma cuori disposti. All’epoca, i rabbini non sceglievano i discepoli: erano i discepoli a proporsi. Gesù invece rompe le regole e li chiama per nome. Questo capovolgimento è radicale: non sei tu a dover dimostrare di essere all’altezza, è Lui che ti dice che lo sei.

Pensaci: quante volte ci sentiamo inadeguati nei rapporti? Nelle amicizie, nelle relazioni, al lavoro. Sembra di dover meritare tutto, anche l’affetto. Eppure, Gesù ci dice che non dobbiamo “fare” per essere accettati. Siamo scelti, e questo basta.

C’è una scena in cui li manda “a due a due”. Non è solo strategia, è un insegnamento: non puoi vivere la tua chiamata da solo. Le relazioni sono fatte per sostenersi, per condividere forza e debolezza. Non è perfetto, ma è vero. Come diceva San Giovanni Crisostomo: “L’amore è il legame che ci tiene uniti in Dio.” Se non impari a fidarti dell’altro, rischi di restare chiuso nel tuo mondo.

  • E tu? A cosa ti senti chiamato oggi? Forse non è qualcosa di eclatante, ma è reale. Non aspettare di essere “pronto”. Non aspettare che tutto sia perfetto. Fidati di chi ti cammina accanto e osa rispondere con il cuore.

La tua vita non è un caso, è un’opera in costruzione.

don Domenico Bruno

Fonte: il blog di don Domenico | Unisciti al suo canale Telegram @annunciatedaitetti oppure clicca QUI |Visita anche il suo canale YOUTUBE