Vangelo del giorno e breve commento a cura di Don Francesco Cristofaro.
Perché è importante il digiuno ?
Trascrizione automatica (non rivista) generata da Youtube e “corretta” tramite IA.
Perché i discepoli dei farisei e i discepoli di Giovanni digiunano, e i tuoi non digiunano?
Ecco la critica, un’altra critica che muovono a Gesù nel Vangelo di oggi, 20 gennaio.
Ma si può vivere sempre e solo di critiche?
Il religioso, il cristiano, il credente o colui che si definisce tale vive sempre sotto l’occhio del giudizio, sotto la critica. Ma che credente è?
Ora, chiaramente ci sono delle cose palesi, ma a te non è dato giudicare l’altro o condannarlo nel tuo cuore. E qual è il rimprovero che fanno a Gesù?
Ascoltiamo il Vangelo di oggi per capire meglio.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Dal Vangelo secondo Marco.
Siamo al capitolo 2, versetti 18-22.
In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero:
«Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?»
Gesù disse loro:
«Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti, il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia, e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti, il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!»
Parola del Signore.
Lode a te, o Cristo.
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Perché a quei tempi si praticava il digiuno?
Perché Dio veniva tolto dal cuore con azioni che lo rinnegarono. Allora Dio interveniva e mostrava la sua forza, e il popolo si ravvedeva: vestiva il sacco e digiunava.
Faccio un esempio: il popolo si lamenta contro Dio nel deserto. Perché? Perché è stato liberato dalla schiavitù, e questa liberazione è avvenuta dopo tanti digiuni, dopo tante preghiere.
Nonostante il popolo abbia visto la mano forte di Dio intervenire nel deserto, si lamenta perché non ha di che mangiare. Il Signore gli manda la carne con le quaglie. Si stanca della carne, e il Signore gli manda la manna. Si stancano della manna.
Poi Mosè sale sul monte e ritarda a scendere con le tavole della legge. E cosa fa il popolo? Si costruisce un vitello d’oro, raccogliendo tutto l’oro e tutto il rame dell’accampamento.
Il Dio che li aveva liberati viene ridotto a un vitello d’oro. Ed ecco che il Signore li punisce: manda i serpenti velenosi. Poi il popolo ritorna in sé stesso, prega, digiuna, veste il sacco e viene liberato.
Per esempio, Ester, la regina sposa al re Assuero, scopre che Mardocheo sta tramando qualcosa contro il popolo degli Ebrei. Lei è ebrea e non può stare in silenzio dinanzi alla morte del suo popolo. Veste di sacco, digiuna e chiede al Signore la liberazione.
Ecco, digiunare per ottenere, non digiunare per farsi vedere.
Quei farisei digiunavano per ostentare una pratica rituale.
La Madonna oggi chiede digiuno, non per far vedere che noi cristiani siamo bravi a fare il digiuno il mercoledì e il venerdì, o l’astinenza. Ma perché c’è un mondo senza pace, perché c’è una famiglia che è minacciata.
Allora, digiunare per liberarci dal superfluo, dalle cose vane, e ottenere la grazia di Dio.
Allora, è importante il digiuno. Importantissimo. Ha un valore grandissimo. Diamo il giusto valore al digiuno: liberiamoci del superfluo, del vano, di ciò che non ci serve, per far spazio a Dio nella nostra vita.
Buon cammino a tutti.
AUTORE: Don Francesco Cristofaro
