Dopo aver celebrato il Dono di essere figli di Dio – domenica scorsa – non si può tornare a vivere nella quotidianità con stanchezza e senza entusiasmo, perché la vita cristiana non ce lo permette. Anzi, ci dà gli strumenti per vivere nello stupore! Dio vuole apparire non come un padrone o un controllore, ma come un Padre, come un innamorato che si avvicina alle nozze e vuole unirsi alla sua futura sposa, vuole legarsi all’umanità che considera la sua sposa!
È l’evangelista Giovanni che ci dice questo, quando ci parla di un matrimonio particolare: non ci parla della sposa (quale matrimonio non focalizza l’attenzione sulla sposa?) e trascura anche lo sposo. La verità è che se accogliamo Dio nella vita, tutto diventa una festa. Non mancherà certo il vino perché la sua presenza in noi trasformerà tutto, come avvenne quel giorno, quando l’acqua nelle grosse giare (segno di una vita annacquata, senza entusiasmo) si trasforma in vino (segno di festa).
Ma la condizione perché questo cambiamento possa accadere è racchiusa dalle parole di Maria ai servi: “Fate ciò che vi dirà”, fate ciò che dice il Vangelo: fare del nostro meglio, vivere nella giustizia, impegnarsi per la pace e non dimenticare Chi ci ama immensamente come un giovane sposo che sogna la sua futura sposa!
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