Un verbo, ricorrendo due volte, incornicia il brano evangelico odierno: emblépō, letteralmente “dentro+guardo”, introspettare, osservare, guardare con intenzione, attenzione e concentrazione.
Colpisce che la prima volta è il Battista a contemplare Gesù, mentre la seconda è Gesù a contemplare Simone, intuendo che proprio quell’uomo – qui silente e remissivo – sarà la “roccia”. Egli, quasi trascinato all’incontro dal fratello Andrea, è riconosciuto da Gesù, il quale era stato già riconosciuto dal Battista.
Lo sguardo coinvolto del Battista su Gesù concretizza la speranza, motivando i propri discepoli a seguire il Messia con la medesima intensità.
Ed è lo sguardo coinvolto di Gesù a sostenere saldamente Simone, che così sarà capace di essere Pietro.
Il Battista punta su Gesù, che infine punta su Simon Pietro. E, ultimamente, su di noi.
Commento a cura di:
Piotr Zygulski, nato a Genova nel 1993, dopo gli studi in Economia e in Filosofia ha conseguito il dottorato in Ontologia Trinitaria – Teologia all’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (FI). È socio ordinario dell’Associazione Teologica Italiana. Dirige la rivista di dibattito ecclesiale “Nipoti di Maritain”. È docente nelle scuole secondarie della Liguria e di Teologia Fondamentale all’ISSRM di Foggia. È un Piccolo Fratello dell’Accoglienza.
Tra le pubblicazioni: Il Battesimo di Gesù. Un’immersione nella storicità dei Vangeli, Postfazione di Gérard Rossé, EDB 2019.
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