Cristo, il Vero Messia: Voce che Chiama alla Conversione e All’Amore Autentico
Ogni evento della nostra vita nel quale Cristo ci ha perdonato e rigenerato, è “voce che grida” vittoriosa “nel deserto” del mondo per chiamare a conversione. La gratuità dell’amore che ci ha raggiunti e salvati invita chi ci è accanto a non fermarsi alla nostra povera carne, ma a contemplare in essa l’opera di Dio.
Così ogni profeta e testimone, sia padre o madre, sia prete o religioso, è autentico solo se distoglie l’attenzione da se stesso per orientarla verso Cristo, l’unico Sposo a cui moglie e marito, figli e colleghi, parrocchiani e lontani, tutti sono promessi sin da prima della creazione del mondo.
“Non sono il Messia” è l’unica e autentica risposta da dare a chi ci chiede “chi siamo”, perché apre un varco a Cristo nella relazione tra due sposi, due fidanzati, tra genitori e figli, tra fratelli, amici e nemici. Un cristiano si presenta così: “Piacere, sono Tal dei tali, non sono Dio. Sono solo un peccatore, ma amato infinitamente da Dio”.
Se fosse stato per me avrei già distrutto il matrimonio, non avrei certo avuto questi figli… Per questo non sono io che potrò farti felice, che saprò rispondere ai tuoi dubbi, consolare le tue angosce, colmare le tue voragini affettive. Non sono io il tuo Messia, ma solo la sua “voce”, perché in me parla il suo amore per te, perché tu possa riconoscerlo e aprirti a Lui.
Come Giovanni che, per sottolineare di non essere lo Sposo, diceva di sé di “non essere degno di slacciare il legaccio del sandalo” a Colui che invece lo era, chi ha conosciuto l’amore di Dio afferma con parole e gesti di non avere alcun diritto sull’altro, perché è Cristo il suo Sposo, l’unico che ha dato se stesso per entrambi.
Coraggio allora, Dio ci invia alle persone per annunciare suo Figlio, svelandolo nascosto nella loro vita, anche in quella più compromessa con il peccato. E a “battezzarle con acqua”, a immergerle cioè nella verità che risplende nella nostra realtà strappata all’ipocrisia, perché possano convertirsi e accogliere il Messia.
Basta un po’ di umiltà, la Grazia donata a Giovanni di essere quello che era, e nulla di più.
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